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RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO

Lamezia Terme, 8 novembre - “Indebolire un punto di forza e di base strategica nell’istruzione e nella formazione dei giovani quale è l’Istituto  di agraria di Lamezia Terme – Sambiase non porta bene alla città né al Comprensorio e soprattutto al rilancio del settore primario. In più va in contraddizione con quanto definito dalla Decisione del Consiglio UE sugli orientamenti per le politiche degli Stati membri a favore dell’occupazione / decisione del 2010, laddove tra gli “orientamenti prioritari” (orientamenti 8 e 9 ) viene raccomandato: “disporre di una forza lavoro qualificata, conforme alle esigenze del mercato occupazionale, promuovendo la qualità del lavoro e la formazione continua; migliorare l’efficacia dei sistemi d’istruzione e formazione a tutti i livelli e aumentare la partecipazione all’insegnamento superiore”. L’economia lametina nasce e si sviluppa attraverso  una fase importante dell’imprenditoria agricola e dalla trasformazione delle produzioni agricole. A partire degli anni ’60 Lamezia cresce prevalentemente per il  reddito proveniente dal florido comparto agricolo. In particolare dal reddito proveniente dall’olivicoltura, dalla vitivinicoltura e dalle colture orticole e ortofrutticole intensive laddove la Piana di S. Eufemia è stata considerata per anni “ area pioniera”. Per molte produzioni lo è ancora oggi. In buona sostanza l’agricoltura per Lamezia è strategica in coesistenza con lo stesso sviluppo economico. A questo sviluppo hanno contribuito tanti agrotecnici, diplomatisi allo storico Istituto agrario di Sambiase. Da li è iniziato il percorso di tanti bravissimi agronomi del lametino. A tutta questa storia che è fatta di risultati bisogna associare le passate e recenti scelte fatte dalla politica lametina e regionale a favore del comparto. E’ su questo territorio la storica fiera agricola della Calabria; qui nasce  la “ Rassegna Oleum olivarum “ ed il ” Concorso Enologico Nazionale Vini del Mediterraneo”. Qui dovrà nascere l’enoteca regionale. Qui ha sede la Facoltà di Agraria,fatto straordinariamente positivo con i circa 200 studenti universitari che arricchiscono il nostro territorio di cultura e ricerca. Su questo territorio la Regione  ha fatto nascere la Fondazione Terina, polo di ricerca anche sui prodotti dell’agroalimentare e agroindustria. Qui si sta lavorando per far nascere uno dei progetti più importanti degli ultimi dieci anni “ il distretto agroalimentare di qualità” con Lamezia Sviluppo che ha coinvolto un partenariato importante e vastissimo. Con il comune che è partner essenziale. Qui producono il loro vino diverse aziende con marchio DOC e che rafforzano con la qualità e la buona immagine del territorio. Se tutti questi ambiti sono legati all’agricoltura e sono tutti impegnati allo sviluppo del comparto, oggi non si può indebolire il primo anello della filiera, che è appunto l’istituto agrario di Lamezia. Qui non si tratta di escludere o andare contro qualcuno. Assolutamente no. Tutti i territori hanno le loro peculiarità. Il problema è che non si  può pensare di lasciare monco un territorio che ha puntato su una parte strategica del suo presente e del suo avvenire sul settore primario. Lo stesso “piano strategico”, a cui pochi ormai fanno richiamo, ha tra le sue priorità questo settore, attraverso la previsione  delle seguenti azioni:

Costruzione di un “marchio” di riconoscibilità e valorizzazione delle produzioni locali. Sviluppare un marchio che renda riconoscibili le produzioni tipiche di qualità e che possa essere utilizzato nell’attività di promozione, valorizzazione e commercializzazione;Elaborazione di programmi di marketing territoriale per la promozione dei prodotti locali; Strutturare un sistema di valorizzazione delle produzioni attraverso azioni di comunicazione; la predisposizione di spazi e momenti di visibilità (Fiera Agricola, inserimento in circuiti sovralocali, ecc.); la promozione dell’impiego dei prodotti tipici e dei prodotti bio nelle mense scolastiche, nelle strutture ricettive, nei bar, ecc. Programmi per la promozione e la diffusione dei mercati degli agricoltori  e dei mercati biologici attraverso il coinvolgimento diretto dei produttori e dei consumatori in modo da favorire il consumo locale dei prodotti stagionali e ridurre la mobilità delle merci e dei prodotti agricoli (sviluppare le filiere corte produzione/ consumo con incentivi per la commercializzazione, il consumo e l’utilizzo, nelle strutture ricettive e di ristorazione, di prodotto a KM Zero).Realizzazione di un Centro agroalimentare di riferimento per le eccellenze che potrebbe contenere, oltre a quanto descritto per l’obiettivo B.2.1, anche spazi rivolti ai consumatori di informazione e confronto sui temi dei prodotti certificati, dei prodotti locali ottenuti attraverso tecniche e processi a basso impatto ambientale, su cosa si intende per prodotti tipici, quali caratteristiche hanno, il ruolo che possono svolgere nell’economia generale e in relazione al rilancio del territorio, ecc. Sviluppare la cultura del biologico e della qualità nell’alimentazione e della distribuzione e commercializzazione dei prodotti. Promuovere azioni di concertazione istituzionale, con le associazioni di categoria e le camere di commercio per la realizzazione di un borsino dei prezzi dei prodotti agricoli (prodotti vitivinicoli, ortofrutticoli e di orticoltura, produzioni di olio), in primo luogo a livello provinciale, e successivamente sviluppare azioni concertate per la realizzazione di una borsa dei prodotti agricoli a scala regionale.

Non bisognerebbe parlare di dimensionamento ma di accorpamento con altro istituto lametino e rafforzare la formazione professionale e le competenze dei giovani studenti e degli imprenditori agricoli poiché tutto questo è strategico per lo sviluppo e l’occupazione”.

Pino Campisi

Pres. Circolo ACLI

don Saverio Gatti Lamezia Terme