Salta al contenuto principale

lalbero_delle_mani

di Martina Cuglietta

Lamezia Terme, 30 settembre - Mille le emozioni e sensazioni che si sono respirate durante la presentazione della monografia “L’albero delle mani e altre storie” dell’artista Francesco Antonio Caporale a palazzo Nicotera. L’artista ha rotto il silenzio surreale e, pieno di orgoglio, ha ringraziato i presenti tra cui la parlamentare Doris Lo Moro, il critico d’arte Teodolinda Coltellaro e il presidente dell’accademia delle belle arti e direttore amministrativo del Marca Maurizio Rubino. Un racconto artistico brulicante di vita, dove riaffiorano forme che sanno raccontare il tempo: parlano di uomini, animali, storie che evidenziano il fluire della vita.. Non solo un elenco delle opere del Maestro, ma un catalogo nato anche per ordinare e presentare al meglio la vita dell’artista.

Dopo una breve introduzione, la moderatrice Tiziana Bagnato ha ceduto la parola alla parlamentare Lo Moro, la quale ha colto l’occasione per parlare del suo viaggio tra gli artisti contemporanei calabresi, con l’intento di approfondire la conoscenza di quegli aspetti artistici spesso trascurati. Da qui l’obiettivo, condiviso anche dal presidente della provincia di Catanzaro Wanda Ferro, invitata ma assente per motivi di salute, di far riscoprire quel mondo “vivo e vivace” proprio dell’arte.

Ad omaggiare l’hinterland lamentino ci ha pensato il presidente Rubino nel definirlo “una terra fertile”. A dimostrazione sono stati citati  artisti che hanno preso parte alla manifestazione, lo stesso Saladino è intervenuto, sotto provocazione della Lo Moro, e non ha potuto far altro che esprimere parole positive su Caporale, suo collega e compagno di un percorso formativo ormai quarantennale.

È stato l’artista stesso, invece, a introdurre il tema della commistione tra artista e critico che, come ha sottolineato la stessa Coltellaro, non ha molta distinzione: “L’ artista è il creativo, ma è anche a suo modo critico; così come a suo modo è artista il critico, capace di cogliere l’idea e l’emozione da trasmettere a un pubblico più vasto”, queste le parole della Coltellaro che segue ormai da tempo il lavoro di Caporale.

Sempre alla Coltellaro è stata affidata l’introduzione critica del catalogo monografico che, per l’occasione, ha rivisitato tutta l’intera  produzione di Caporale ed ha apportato nuovi contributi critici alla poliedrica e vivace personalità dell’artista lametino. “Un artista concettuale” così lo ha definito nel parlare di quelle opere che nascondono da una miriade di storie, opere nate da una profonda sensibilità nell’avvicinare l’uomo alla natura. Quasi sotto forma di metamorfosi l’uomo diventa la casa-natura  di creature appartenenti al mondo animale, scelti con cura e rigore simbolico.

Un’elevazione etica citata e rappresentata anche da quel prolungamento di mani che divengo rami accoglienti, nel segno di un “albero del domani”. Questa è la libertà dell’artista contemporaneo, libero nel maneggiare materiali e modellarli per farli rinascere dietro una personale interpretazione  armoniosa. Una libertà che si manifesta anche nella scelta coraggiosa di una vita impregnata d’arte. “ Vivere d’arte è il confine estremo dell’ utopia”, così dice la Coltellaro nell’affermare con veemenza che se si parlasse meno di mafia e più di cultura, forse, si potrebbe sperare a un distacco meno marcato tra il sogno e la realtà artistica.

© RIPRODUZIONE RISERVATA