Salta al contenuto principale

legalita-al-sud-1

di Fernando Giacomo Isabella

Lamezia Terme, 24 ottobre - Alto tasso di criminalità, racket, uso di sostanze stupefacenti, violenza e traffici illeciti. E’ solare che la mancanza di legalità vige in ogni angolo del globo ma la sua assenza diventa ancora più ponderosa in zone, come la Piana, prive di sviluppo culturale ed economico. E’ chiaro, sono tutti concordi, che dinanzi il fallimento della generazione precedente l’unico modo per vedere la luce alla fine del tunnel è puntare tutto sui giovani. Per tale motivo l’Istituto di Istruzione Superiore “Leonardo da Vinci”, sempre attento anche alle dinamiche extra didattiche ha promosso il progetto “Leg (ali) tà al Sud /Sicurezza e rispetto delle regole”. L’iniziativa ha il target di far conoscere agli studenti l’organizzazione delle istituzioni preposte alla sicurezza, incentivare la fiducia dei giovani verso le istituzioni e illustrare le problematiche legate ai comportamenti illeciti che coinvolgono, sempre più spesso, i minorenni. Ergo, l’obiettivo è formare dei consapevoli cittadini rispettosi della civile convivenza e del rispetto altrui. “I ragazzi – ha affermato Francesco Canino dirigente scolastico dell’IIS da Vinci - sono impegnati in questo progetto in prima persona. Ringrazio il gruppo che collabora all’iniziativa e che contribuisce ad offrire ai giovani la possibilità di migliorarsi”.

legalita-al-sud-bis

Antonio Reppucci Prefetto Provincia di Catanzaro, non ha mancato di complimentarsi con la scuola lametina:”per aver dato vita ad una valida iniziativa. In Calabria rispetto ad altre zone del Paese è necessario porsi maggiormente il problema legalità, perché è necessario vivere in una società più giusta e solidale. Indignati significa avere una sensibilità e dei valori, senza lanciare pietre contro le forze dell’ordine. Bisogna mettere sempre il cuore nelle cose senza essere passivi, neanche davanti la televisione”. Per il sindaco di Lamezia a legalità significa:” rispettare se stessi e l’altro. Quando rispetti l’altro rispetti te stesso. Mi piacerebbe veder cancellato dal vocabolario dei ragazzi la parola sbirro. E’ una parola stupida. I giovani devono capire che si sono persone che lavorano anche al freddo oppure sotto l’acqua non per fare loro un dispetto, ma per la loro sicurezza. E’ davvero un bene far vedere ai ragazzi il Commissariato per far comprendere  loro da vicino come lavorano gli agenti”.

legalita-sud-3

Secondo Luigi Maffia, Sostituto Procuratore della Repubblica del Tribunale di Lamezia Terme, il primo problema non è solo:” la legalità, ma il ribaltamento dei valori. La grande sfida è quella si sedersi ad un tavolo per analizzare cinque oppure sei punti capaci di unificare tutti noi. La nostra generazione ha molte responsabilità, la primaria è quella di aver tolto a voi giovani la cosa più bella: la capacità di sognare. Bisogna combattere per un mondo migliore e per un futuro, ricordando che rispettare le regole non offre un costo ma bensì dona un beneficio”. Antonio Borelli dirigente della Polizia di Stato ha rammentato che per noi diffondere la legalità:” è una missione. Il poliziotto non deve essere visto come l’estrema-ratio come, ad esempio, colui che prende solo le denunce per i furti. La legalità deve essere presente fin dalle piccole cose ed è anche necessario incidere sulla nuova generazione”. Al meeting lametino, moderato dal giornalista Ugo Floro, hanno partecipato l’Onorevole Doris Lo Moro, Francesca Garofalo magistrato del Tribunale di Catanzaro e l’ex magistrato Romano De Grazia.  

© RIPRODUZIONE RISERVATA