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Cimellaro_dott_Vincenzo

di Fernando Giacomo Isabella

Lamezia Terme, 12 aprile - Un girovita “ampio” in molte occasioni non è solo un problema estetico, ma è anche un elemento capace di mettere a rischio la salute degli individui. Con la prova costume che si profila all’orizzonte smaltire i chili di troppo diventa un target fondamentale, per non incorrere in altre difficoltà già in agguato. Dimagrire non è certo una semplice operazione, soprattutto quando si conduce una vita divisa fra lavoro, cibi fast e il comodo divano di casa. Per tale motivo si scatenano prontamente le diete last minute, che possono portare in dote come conseguenza deficit per la salute. A tutto questo è necessario aggiungere il tourbillon di creme, integratori e pillole dimagranti che inevitabilmente portano al disorientamento. Per portare ordine nel caos di informazioni generato anche dal bombardamento mediatico, abbiamo incontrato Vincenzo Cimellaro dirigente medico dell’Unità Operativa Medicina Interna dell’azienda ospedaliera Pugliese- Ciaccio di Catanzaro.

Alcuni individui a volte ricorrono alla dieta “fai da te” quali sono i rischi che può causare una nutrizione priva di controllo medico?

Come è noto, la parola “dieta” indentifica il nostro modo di alimentarci; la elaborazione di una dieta “equilibrata”, adatta cioè a rispondere alle nostre esigenze plastiche ed energetiche, presuppone conoscenze sulla composizione degli alimenti che sono in genere di pertinenza specialistica. Il ricorso al parere degli esperti, tuttavia, a mio giudizio, è necessario quando gli obbiettivi della “dieta” sono particolari. In generale, se l’obbiettivo è solo di perdere qualche chilo di troppo, è sufficiente una scelta di buon senso: mangiare di meno, ma mangiare in modo equilibrato seguendo il “buon senso” delle nonne: molte verdure e frutta, poche carni, condimenti e grassi; medio apporto di latticini e formaggi; dolci, creme, merendine con moderazione . In proposito vedere la “piramide alimentare italiana” suggerita dagli esperti e dal Ministero della Salute

Nel nostro Paese, soprattutto negli ultimi decenni, l’obesità è cresciuta del 30 per cento. Il 90 per cento degli obesi intraprende una cura dimagrante e non riesce a mantenere i risultati raggiunti.  Perché la patologia è difficile da combattere?

La “epidemia” di obesità, come quella di “diabete”, è figlia della “società del benessere”: una vita apparentemente sempre più “comoda”: scarsa attività fisica e vita sedentaria. Con una sempre maggiore disponibilità di cibi ad alto valore energetico e facilmente digeribili, quindi con una  rapida disponibilità dal punto di vista calorico e metabolico. Ma l’alimentazione non è solo fonte di calorie e sostanze plastiche; il cibo molto spesso ha altri valori e significati nella nostra vita quotidiana, che vanno oltre l’aspetto medico e interessano cultura, filosofia di vita, usi e costumi.

Per esempio?

Il cibo come sorgente dell’immagine del “sé” proiettata nel sociale ancora oggi, specie per i bambini,  “grasso è bello”; o come strumento di socializzazione: dalla cenetta intima alla “abbuffata” con gli amici; oppure il cibo è consolatorio, come un “ansiolitico” che ci gratifichi o ci risarcisca dalle amarezze o dalle sconfitte della vita. In questi casi l’inizio di una cura dimagrante è solo un momento di un rapporto complesso fra il soggetto obeso e gli alimenti, e risente degli “sbalzi” dell’umore cui ci sottopone la vita quotidiana. 

Diete, cibi light, prodotti per il fitness, pillole dimagranti, DVD e conta calorie. Sono elementi utili per dimagrire oppure è solo business?

Certamente c’è un vorticoso giro di danaro su diete, benessere e salute; e le disponibilità della “rete” accrescono enormemente la possibilità di accedere ad informazioni relative all’alimentazione. 

Come “navigare” in questo mare d’informazioni?

Una possibile soluzione, almeno per i più giovani, è che nelle scuole si insegnino i dati essenziali, fondamentali di una corretta nutrizione. Cosa che avrebbe come risultato un corretto rapporto coi cibi e una crescita sana ed equilibrata; unità alla irrinunciabile lotta al fumo di sigaretta, ne trarrebbe giovamento la salute dei singoli in termini di prevenzione nei confronti delle altre grandi “epidemie” del mondo moderno: le malattie cardiovascolari e i tumori.

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