Salta al contenuto principale

trame-2012-vittime-innocenti-della-mafia

Lamezia Terme, 24 giugno - Tre ragazze. Tre figlie. Un netturbino, un sindaco, un uomo che amava la caccia. Non avevano mai fatto niente di male. Erano i loro padri. “La mafia ti entra in casa e cambia la tua vita”. Queste le toccanti parole di una vittima di mafie. Si sono commosse Stefania, Carmen e Annamaria. E hanno fatto commuovere. Erano dei bravi padri. E’ un reato? No! Ma, Tramonte, Bertuccio e Torre, sono morti uccisi. Erano i loro padri. Per la prima volta, guidate dalle domande garbate di Raffaella Calandra, giornalista, hanno raccontato la loro storia, condita da ‘ndrangheta e camorra. Stefania ha raccontato il giorno dell’accaduto con estrema difficoltà, ha parlato del parlato del padre trucidato da un mitra militare. Di appalti molto loschi con la ‘ndrangheta che vi erano in quel periodo. E di “rabbia. E, di non avere il conforto della giustizia”. Per un’ ora e mezza si sono guardate dandosi forza l’una con l’altra. Unite dal dolore. Il padre di Carmen Bertuccio era “un uomo al di fuori delle logiche della ‘ndrangheta”. Un balordo mentre era a caccia lo ha derubato. “Alle volte le strette di mano devono essere date per logiche mafiose”, così Annamaria che ha perso il padre perché combatteva la camorra ai tempi di Cutolo a Pagani.

trame-festival-vittime-mafia-bis

Tutte e tre hanno avuto la vita cambiata da un omicidio e parlarne le unisce nel dolore. E si vede. Sono cresciute da sole. Sono cresciute in aule giudiziarie. “Mio padre è stato un eroe” ha detto orgogliosa Annamaria Torre, “Ma non per lo Stato”. Parole dolorose che pesano a chi le ascolta, coraggiose per chi le pronuncia perchè loro volevano solo avere una vita normale e i risarcimenti, hanno detto, “Non potranno mai risanare quello che abbiamo perso!”.

di Maria Arcieri

stefania-tramonte-trame-festival-2012