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di Maria Arcieri

Lamezia Terme, 27 giugno - E’ un attacco forte quello con cui inizia il libro di Luca Tescaroli procuratore di Roma. “Era la mattina del 21 Giugno 1989, quando a Mondello, in località Addaura, fu scoperto un ordigno esplosivo destinato a far saltare in aria Giovanni Falcone e i magistrati svizzeri ospiti all’interno della sua villa. E’ proprio sull’attentato dell’Addaura e sulla terribile strage di Capaci, che si incentra “Obiettivo Falcone” presentato a “Trame” con Stefano Bianchi, giornalista di “Annozero”, che ha inchiodato il pubblico per un’ora, con le sue domande e ha interpellato a più riprese, Giuseppe Spadaro, attuale Presidente tribunale di Lamezia Terme. Sono stati discussi dai relatori i passaggi più salienti del contenuto del libro grazie anche all’abile padronanza del pupillo di Santoro. “Prima vi erano delitti, anche eccellenti, ma attuati con una tecnica selettiva, invece nel ‘92 si è assistito a delle stragi” ha detto Tescaroli. Intenso il contributo di Giuseppe Spadaro, che ha aggiunto: “Basta avere un minimo di intelligenza per comprendere che a questa gente non interessa assolutamente il colore ma basta avere i referenti. Punto…Non interessa nulla. L’importante è che si abbia una certa disponibilità… dall’altra parte”. Applauso del pubblico. Spadaro non ha puntato il dito esclusivamente contro la classe politica e imprenditoriale. E ha posto un quesito: “come si pensa che si sia sviluppata la ‘ndrangheta? Come si è passati da quei pochi pecorai a 44 miliardi di euro annuali? Evidentemente farà comodo anche al nord. A quelli che si scandalizzano”. In “Obiettivo Falcone” si parla anche di un ‘intossicazione dell’informazione perché vennero diffuse le cosiddette lettere del gorgo. E venne accusato Falcone da uno del suo ambiente professionale di essere colluso con un mafioso. “E in quel momento - aggiunge, Bianchi - anche certa stampa era pronta a volerlo delegittimare”. Si conoscono molti di questi sulla strage di Capaci e dei volti d’ ideatori ed esecutori. Poi, i numeri. 37 condanne inflitte ai membri di Cosa Nostra. 24 all’ergastolo per Capaci e 7 pronunce passate in giudicato per l’Addaura. “E’ stato - ha detto Tescaroli - il lavoro dì istituzioni, forze dell’ordine, magistratura e politica. Ma ci sono zone d’ombra, perchè Cosa Nostra potrebbe aver trovato altri referenti politici. Considerato che questa era la finalità delle stragi. E rimane - conclude - il valore degli omicidi di Capaci e via D’Amelio.