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di Maria Arcieri

Lamezia Terme, 23 giugno -Ha denunciato il processo di rimozione della mafia, così Nando Dalla Chiesa, nel libro “Contro la mafia” edito da Einaudi, ha parlato del suo libro nella suggestiva cornice di palazzo Nicotera, intervistato e con contributi interessanti di  Alberto Nerazzini, giornalista di “Report” e Gianfranco Manfredi del “Messaggero”. Nell’appuntamento serale, sul festival dei libri sulle mafie, “Trame”, Dalla Chiesa , ha detto che nel 1960 la politica diceva, che “la mafia non esisteva”. Oggi, ha ripetuto, si tralascia il passato. Ed è un sintomo di debolezza o di malessere. Il deputato e figlio del generale ucciso dalla mafia, insegna all’Università di Milano,“Sociologia della criminalità organizzata” e ha sottolineato la necessità della conoscenza della storia dei fenomeni che riguardano la mafia a partire dal 1992, perché non è mai un buon segno l’oblio o la perdita della memoria. “Contro la mafia” vuole ridare un’ossatura alla cultura civile nazionale e farla conoscere ai giovani, perché solo in questo modo possano acquistare la coscienza del cammino che è stato fatto finora e per evitare che il nemico che ha colpito la democrazia al cuore, la mafia, venga dimenticato Un concetto evidenziato da Sciascia e riportato nel suo libro. Ma il dato che colpisce l’autore nato a Firenze e milanese d’adozione è che l’antimafia rimuove e che, sottolinea, non è un movimento solo giudiziario. Il fenomeno per Dalla Chiesa non vede solo la complicità tra mafia e politica, ma si estende in altri ambiti e su tutto il territorio e non si può parlare di problema lombardo riferendosi ai Rom, ma  svegliarsi per capire che c’è la ndrangheta in Lombardia,.
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