
Lamezia Terme, 15 febbraio - In una gremita aula magna della scuola media di Settingiano, plesso dell’Istituto Comprensivo Statale “ Don G. Maraziti” di Marcellinara, si è tenuto un interessante incontro-seminario dal titolo “Stop bullismo”. A catturare l’attenzione degli alunni partecipanti al progetto PON “Legali a Sud”, dei genitori e dei docenti, la forza comunicativa delle responsabili dell’Ufficio Minori della Questura di Catanzaro, la sociologa Veruska Pingitore e l’ispettrice Antonella Grandinetti, che con il supporto di efficaci materiali audio-visuali hanno chiarito che il fenomeno del “bullismo”, assunto prepotentemente alla ribalta della cronaca negli ultimi anni, è espressione del disagio giovanile, considerato e visto nel contesto di una società complessa e in continua trasformazione. “Il bullismo – hanno spiegato le relatrici – si può manifestare in varie forme: ad esempio, in violenze fisiche, come aggressioni vere e proprie, intimidazioni allo scopo di farsi consegnare oggetti o denaro, distruzione o rovina di cose altrui; in violenze verbali, come insulti, beffe, affermazioni di disprezzo nei confronti dei compagni; o, ancora, in violenze che si potrebbero definire relazionali, ad esempio attraverso la diffusione di maldicenze allo scopo di emarginare o escludere qualcuno dal proprio gruppo. Quest’ultima forma è più frequente nelle ragazze, infatti, c’è anche un bullismo al femminile. Generalmente si tratta di prepotenze esercitate dalle ragazzine più grandi, o che si credono tali perché più disinibite, nei confronti di quelle che sembrano ancora delle bambine”.
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Vivace il dibattito che ne è seguito, sia con gli interventi dei genitori, che hanno mostrato soprattutto preoccupazione sull’uso distorto che i giovani fanno dei social network e della rete in genere, che con le numerose domande che hanno posto i ragazzi alle relatrici, tra le quali emblematica quella di una alunna che timidamente ha chiesto: “Ma il bullo non si stanca di fare il bullo?”. La risposta è stata secca: “il bullo si sente sicuro di sé fin quando ha l’appoggio dei compagni, mentre la sua vittima è sola. Infatti, difficilmente ci sarebbero le prepotenze del bullo se non ci fosse il gruppo a “fargli da pubblico”, a incitarlo e sostenerlo”. Per questo la scuola deve considerarsi come un contesto aperto alla crescita del gruppo ed allo sviluppo di relazioni positive, deve promuovere abilità cognitive e sociali, utili allo sviluppo della persona sul piano individuale ed emotivo, nonché favorire l’impegno personale, l’empatia, la collaborazione, la solidarietà, la responsabilità. Occorre, insomma, sforzarsi per capire che oggi la scuola deve insegnare non solo il sapere, ma anche il saper fare e soprattutto il saper essere.
Il seminario rientra nelle attività del progetto PON “Legali a Sud”, fortemente voluto dalla Dirigente Scolastica, dott.ssa Grazia Giordano, coadiuvata dalla tutor di progetto, prof.ssa Valentina Greco, e dal prof. Giovanni Orlando Muraca, referente alla legalità, per avviare un’azione di prevenzione e di contrasto alla diffusione del bullismo e creare, altresì, momenti di condivisione tra genitori, alunni e scuola, al fine di concretizzare quel “patto educativo” che sta alla base del processo di educazione alla legalità, obiettivo ultimo per rafforzare il valore delle regole.