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Lamezia Terme, 11 agosto - Serrastretta ha vissuto con grande intensità  e partecipazione il suo festival culturale “Effetto Serra”. Il filo conduttore musico-ambientale proposto da Musicollocart ha retto davvero bene e ha visto svolgersi, nella prima delle due giornate, attraverso il tema del jazz il propedeutico “ascolto guidato” tenuto dal noto batterista lametino Carlo Caligiuri nonché il consecutivo concerto dello stesso musicista unitamente ad altri del suo calibro, quali Max Tempia all’organo Hammond, ormai da tempo elemento dell’orchestra del Maestro Demo Morselli. Nella giornata successiva il ridente Comune montano ha partecipato con entusiasmo e trasporto al contemporaneo incontro con gli scrittori, la professoressa Vittoria Butera, autrice del libro “Nottetempo Destino” e l’avvocato Francesco Bevilacqua, autore tra gli altri anche del libro “Il Parco del Reventino”.

Il tema del Dio Destino e dei suoi presagi, annuncianti la tragica fine di una ragazza serrastrettese del 1600, soprannominata Perna, si è intrecciato con il destino dei luoghi della Calabria descritta dal Bevilacqua nei suoi volumi. Il confronto all’ombra dei tigli di Corso Garibaldi, si è difatti concluso con l’invito dell’autore a una riappropriazione dei propri luoghi d’origine, destinati, in caso contrario, a un’inesorabile destino: l’oblio. Le tematiche del salotto pomeridiano hanno avuto il loro seguito con l’emozionante rappresentazione della storia di Perna da parte del professore Renato Nunnari, mirabile cantastorie accompagnato al mandolino e alla chitarra dai maestri Giovanni Cimino e Franco Cefalà nella cornice dell’anfiteatro Dalida.

La serata si è conclusa con il talentuoso e originale cantautore calabrese Gianfranco Maruca col suo sestetto dinanzi a un pubblico letteralmente trasportato dalla freschezza della sua musica e dalla profondità dei suoi testi. Per tutta la manifestazione e ancora in corso fino al giorno 14, in armonia con il tema della breve e intensa rassegna, la mostra fotografica NFC (Non Finito Calabrese) del foto reporter catanzarese Angelo Maggio, apprezzato oltre che dai serrastrettesi e dai turisti che animano l’estate cittadina, anche dalla stampa nazionale. Paolo Rumiz infatti gli ha dedicato parte delle sue ormai note pagine sulla Repubblica di martedì. Il noto giornalista nell’articolo “La foresta dei piloni di cemento” è rimasto colpito dalla motivazione addottagli dall’etno-fotografo Angelo Maggio: “il non finito fa parte del paesaggio calabro e non va giudicato solo negativamente, in quanto è il segno di un popolo che pensava ai figli e non aveva ancora bruciato il futuro come la gente del Nord”. Il direttore artistico Avv. Tommaso Colloca e il coordinatore artistico Andrea Molinaro, nel ringraziare per il sostegno dato al festival l’Amministrazione Provinciale di Catanzaro, la Presidenza del Consiglio Regionale e Provinciale nonché l’Amministrazione Comunale, esprimono grande soddisfazione per la riuscita dell’evento.

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