
Lamezia Terme, 22 ottobre - Il Cinipide galligeno, meglio conosciuto e temuto come "vespa cinese" è ormai allarme diffuso nelle colline calabresi per la scarsa produzione di castagne, frutto classico dell'autunno. Per la Coldiretti calabrese, che da tempo ha sollevato il problema, la riduzione della produzione è valutabile attorno al 25/30%. A provocare l'emergenza la presenza dell'insetto killer arrivato in Italia dalla Cina nel 2002 e segnalato per la prima volta in Calabria nel 2009, in provincia di Reggio. Il Cinipide del castagno da qualche anno, però, si è diffuso anche in provincia di Catanzaro, seminando il panico nelle aree castanicole di Decollatura, San Pietro Apostolo, Serrastretta e Gimigliano. Nella Presila catanzarese, dove cresce la preoccupazione, si segnalano le prime infezioni, ma la diffusione dell'agente patogeno non ha risparmiato nemmeno le Pre-Serre catanzaresi e vibonesi, da Olivadi, Cenadi e San Vito sullo Jonio a Monterosso Calabro e Capistrano. Ripercussioni negative si contano di riflesso anche sulla produzione di miele di castagno, tra i più pregiati, con un calo del 18% su scala regionale.

La lotta all'insetto venuto da oriente che provoca nella pianta di castagno la formazione di galle, cioè ingrossamenti delle gemme di varie forme e dimensioni, è impari. Non possono essere utilizzati prodotti chimici, anche se si sta iniziando ad avviare una capillare guerra biologica attraverso sviluppo e diffusione dell'insetto Torymus sinensis, che è un antagonista naturale. Ci vorrà, però, molto tempo per ottenere risultati apprezzabili.
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