
Lamezia Terme, 10 maggio - La responsabilità sociale d’impresa nel quadro delle linee guida Ocse. Questo il tema del seminario tenutosi ieri alla Fondazione Mediterranea Terina. L’incontro è stato realizzato in collaborazione col ministero dello Sviluppo economico, con Calabriainnova e la società Borgomeo &Co. Obiettivo dell’iniziativa è stato quello di illustrare le linee guida Ocse ( Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico) verificandone l’efficacia nel contesto della realtà produttiva regionale, con particolare riferimento alle piccole e medie imprese. Al centro del dibattito i criteri sulla responsabilità sociale considerati “conditio sine qua non” nei rapporti tra la pubblica amministrazione e le imprese, in relazione a nove ambiti sociali ben definiti: informazioni, diritti umani, occupazione e relazioni industriali, ambiente, lotta alla corruzione, interessi del consumatore, scienza e tecnologia, concorrenza, fiscalità.
Antonio Mazzei, direttore di Calabriainnova e coordinatore dei lavori, ha spiegato che “il seminario è propedeutico ad avviare una discussione con i principali stakeholders sui temi della RSI (responsabilità sociale d’impresa) allo scopo di diffondere e promuovere le linee guida Ocse e rilevare le criticità sul territorio per la loro applicazione”.
Giuseppe Avallone per Borgomeo & Co, ha rimarcato: “Creando rete si fa quel primo esercizio generale di responsabilità sociale d’impresa perché si cerca di individuare quelli che sono i bisogni concreti delle imprese”. Avallone ha spiegato che esiste un ufficio che si chiama “punto di contatto nazionale” che ha la funzione di coordinamento tra i vari ministeri e la conferenza Stato-regioni sul tema della responsabilità sociale condivisa.

L’esperto ha puntualizzato che le linee guida Ocse sono state scritte per risolvere i problemi della globalizzazione e che i vantaggi della RSI sono diversi e notevoli. Tra questi il miglioramento organizzativo e delle relazioni industriali; e, inoltre, la creazione di un clima interno che dia soddisfazione ai dipendenti con la conciliazione dei tempi di vita e di lavoro. Altrettanto importante il clima esterno con l’aumento di credibilità per l’impresa con un conseguente e più facile accesso al credito. Al seminario sono stati invitati alcuni imprenditori calabresi per offrire la loro testimonianza sulla propria esperienza d’impresa.
A presentare per primo la sua storia imprenditoriale è stato Eugenio Guarascio, presidente della società Ecologia Oggi nonché editore della testata giornalistica “Il Lametino” e presidente della società sportiva “Cosenza Calcio”. Guarascio ha raccontato di essere da oltre vent’anni alla guida di Ecologia Oggi, un’azienda con più di 400 dipendenti che si occupa di tutela ambientale e che è cresciuta col tempo. Altra attività messa in campo è quella dell’informazione radicata sul territorio attraverso la testata giornalistica “Il Lametino”, un quotidiano online che è diventato uno strumento a disposizione della collettività. Guarascio ha ricordato che come imprenditore è socio dell’associazione antiracket “perché al primo posto della responsabilità sociale deve esserci il contrasto al malaffare, alla criminalità organizzata che non fa crescere il territorio”. L’imprenditore ha ricordato di essersi costituito parte civile contro chi aveva tentato estorsione contro la sua società. Un’azione coraggiosa che, in una regione come la Calabria, rimane sempre un episodio sporadico e isolato.
“Da questo punto di vista – ha commentato Guarascio – si dovrebbe sviluppare un’azione di rete fra imprenditori e imprese per fare fronte comune contro questi malfattori che sono il vero cancro della nostra terra”. Il presidente di Ecologia Oggi ha esortato i colleghi imprenditori a rivedere i rapporti col sindacato con cui è importante avere un dialogo trasparente e costante per poter raggiungere traguardi condivisi e proficui. Guarascio ha poi parlato della sua esperienza sportiva con il Cosenza Calcio, anche in questo caso una scelta di responsabilità sociale attraverso lo sport inteso come nuove opportunità per le giovani generazioni. “A Cosenza – ha sottolineato il presidente della società sportiva – il calcio ha creato appartenenza diventando un ottimo catalizzatore per tutti. La nostra sfida e il nostro obiettivo è quello di fare un calcio pulito e trasparente. In un momento di grave crisi come quella che stiamo vivendo il modello da perseguire non può essere basato sul denaro ma sulla crescita civile del territorio”.
Oltre a Guarascio hanno raccontato la loro storia gli imprenditori Maria Teresa Morano, presidente regionale della Fai ( Federazione antiracket italiana), Simona Spagna ( Banca Etica ) Domenico Cristofaro ( presidente Ecoplan). In particolare, la Morano in rappresentanza dell’antiracket ha richiamato all’attenzione dei presenti quanto avvenuto oltre vent’anni fa nell’area di Polistena con la costituzione dell’associazione Antiracket. Ha analizzato i rischi derivanti dal sottoporsi al taglieggiamento evidenziando il ruolo dell’imprenditore vessato e quale la sua responsabilità sociale, soprattutto in merito alla denuncia. La Morano ha incentrato buona parte del suo intervento portando ad esempio Rocco Mangiardi quale esempio di responsabilità sociale sul territorio lametino. La presidente della Fai ha ricordato come Mangiardi, in sede d’udienza, sia stato tra l’altro interrogato dal giudice che gli chiedeva cosa l’avesse spinto alla fine a rifiutare di pagare il pizzo. Mangiardi, in quella occasione, aveva risposto al giudice di non aver voluto pagare perché aveva pensato fosse ingiusto destinare quella somma di denaro alla criminalità organizzata anziché destinarla ad un dipendente o giovane disoccupato da assumere nella sua attività. Secondo la Morano, dunque, quello di Mangiardi può ben dirsi un esempio di responsabilità sociale, cioè il ruolo che dovrebbe assumere ciascun imprenditore in questo territorio.
Un altro intervento è stato quello di Simona Spagna di Banca Etica, un istituto di credito che anziché destinare la sua attività su valutazioni di natura economico-finanziaria analizza, invece, la possibilità di finanziare le operazioni dei potenziali clienti avendo come criteri i principi sociali ed etici. Un’ esperienza che non riguarda, in questo caso, la responsabilità sociale del singolo imprenditore, ma di chi può far sì che certe esperienze si possano concretizzare e possano essere volano per l’economia sociale di un territorio.
Infine, Domenico Cristofaro della ditta Ecoplan, azienda che produce pannelli ecologici, ha raccontato come nonostante abbia risentito della crisi economica, sia comunque riuscito, tramite anche la Banca Etica, a mantenere attiva la sua azienda e come esempio di responsabilità sociale lo stesso ha citato di essere stato avvicinato da imprenditori del nord che volevano rilevare la sua azienda. Cristofaro ha rifiutato di cedere la sua attività andando contro le reali difficoltà. Ha deciso di mantenere viva l’azienda in quanto non si tratta solo di un’attività produttiva ma fa parte di un percorso più complesso di crescita.
M.S.
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