
Catanzaro, 5 luglio - Sarebbero in realtà 20 e non 18 le strutture a rischio di chiusura in Calabria. Le strutture ospedaliere inserite nella lista della spending review del Governo Monti sono quelle di Praia a Mare, Lungro, Mormanno, San Marco Argentano, Cariati, Trebisacce, Acri, (Inrca) Cosenza, San Giovanni in Fiore, Chiaravalle Centrale, Tropea, Soriano Calabro, Serra San Bruno, Siderno, Gerace, Palmi, Oppido Mamertina, Taurianova, Gioia Tauro e Scilla. Alcuni degli ospedali inseriti nella lista, secondo quanto prevede il piano di rientro dal deficit sanitaria, hanno però già dismesso le funzioni ospedaliere classiche entro lo scorso 31 marzo e sono in fase di riconversione. Nel 2011 il provvedimento ha riguardato i presidi di Taurianova, Palmi, Siderno, Chiaravalle Centrale, San Marco Argentano e Soriano; quindi, al 31 marzo 2012, sono stati interessati gli ospedali di Rogliano, Cariati, San Giovanni in Fiore, Mormanno, Acri, Serra San Bruno, Praia a Mare, Lungro, Trebisacce, Soveria Mannelli, Scilla e Oppido Mamertina. Il riassetto complessivo della rete ospedaliera calabrese prevede la nascita di tre ospedali Hub (coincidenti con le aziende ospedaliere), otto Spoke, quattro ospedali generali, 14 distrettuali e quattro di zona montana.
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