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Convegno Inail ed Aias su sicurezza cantieri in Calabria

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Lamezia Terme, 15 luglio – Informare e formare responsabili e addetti del servizio di prevenzione e protezione, coordinatori per la progettazione e per l’esecuzione dei lavori, rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza, ma anche addetti e datori di lavoro, imprenditori ed amministratori pubblici “per una gestione migliore ed un cantiere sicuro”. E’ stato questo l’argomento centrale del convegno “Cantieri temporanei o mobili: aspetti di sicurezza e di gestione sui luoghi di lavoro”, svoltosi, questo pomeriggio, presso il Grand Hotel Lamezia. Il convegno, finalizzato ad offrire una ricognizione sulla normativa relativa alla salute e alla sicurezza sul lavoro, è stato organizzato dall’AIAS, l’Associazione professionale Italiana Ambiente e Sicurezza, e INAIL, insieme alla Federazione italiana AEIT sezione Calabria, Unae Calabria, C.P.T, l’Ordine degli Ingegneri della provincia di Catanzaro e QUASED.

A coordinare il convegno, Marcello Ricciotti, presidente CTA dell'UNAE Calabria. Ad aprire i lavori, il presidente UNAE Calabria, Quintino Jirillo. Tra i relatori, Roberto Giampà, UNAE Calabria, si è occupato degli aspetti di sicurezza elettrica nei cantieri; Riccardo Ambrosio coordinatore AIAS della sede provinciale di Catanzaro, del rischio di caduta dall’alto nei cantieri; l’ispettore Giovanni Raffaele della delegazione provinciale del lavoro di Catanzaro, dei rischi riscontrati sul cantiere, Rosella Di Benedetto, Direzione Regionale Calabria INAIL, delle malattie professionali nel cantiere edile; l’ing. Antonio Sità del sistema di gestione del cantiere; l’ing. Cesare Cosentino degli aspetti di sicurezza nell’esecuzione dei lavori marittimi; l’ing. Rocco Filippone degli impianti in terra e protezione dalle scariche atmosferiche nelle strutture di cantiere.

“La sicurezza è un fine dell’attività professionale e deve far parte della coscienza professionale dell’ingegnere.”, ha affermato Salvatore Saccà, presidente dell’Ordine Ingegneri della Provincia di Catanzaro – in questo senso è importante che ci sia un continuo aggiornamento”.

Dai dati INAIL sugli infortuni relativi all’anno 2008, in Calabria ci sono stati 13068 incidenti sul lavoro, di questi, 27 hanno avuto esito mortale e 7 si sono verificati in un cantiere edile o in altre attività connesse al comparto delle costruzioni. Rispetto al 2007, si registra una riduzione degli infortuni pari al 2,5%, una riduzione che però, sempre come spiegato dall’INAIL, è da mettere in relazione con l’effetto della crisi economica. Le cause di infortunio più frequente in un cantiere sono: la caduta da ponteggi o strutture metalliche, l’urto con oggetti contundenti, errore al comando di apparecchiature o malfunzionamento delle stesse, veicoli in transito che effettuano manovre sbagliate, contatto con linee elettriche aeree esterne in tensione.

Nel corso del convegno, il ricco parterre di esperti ha analizzato le diverse problematiche legate alla sicurezza sul lavoro, spiegando tecnicamente l’importanza di una corretta applicazione delle leggi esistenti in materia.

“Dai dati relativi alla Calabria sulle malattie professionali indennizzate nel 2008-2009 - ha spiegato la dottoressa Di Benedetto- notiamo una diminuzione delle patologie tabellate. La prima patologia che si riscontra nel settore costruzione è l’ipoacusia. Seguono, le malattie cutanee, la bronchite cronica e le malattie osteoarticolari. In ultimo, la silicosi che negli scorsi anni stava scomparendo, ma si che ora si ripresenta e per questo dato dobbiamo tener conto dell’ammodernamento dell’autostrada Salerno-Reggio Calabria. Ci sono, poi, le malattie non tabellate, che un tempo non venivano considerate ma che oggi sono riprese in considerazione, tra queste le più riscontrate sono quelle dovute ai movimenti ripetuti ed alla movimentazione manuale dei carichi. Al fine di limitare l’insorgere di queste patologie –ha aggiunto la dottoressa- è molto opportuno effettuare un’attenta lettura delle schede tecniche di sicurezza, dove sono riportate anche le caratteristiche dei materiali utilizzati dai lavoratori”.

“La vigilanza sull’edilizia va male in Calabria, lo vedo ogni giorno con i miei occhi, non ce ne andiamo mai da un cantiere con meno di 30-40 mila euro di sanzioni. C’è necessità di maggiori controlli”, queste le parole dell’ispettore Raffaele che ha mostrato una serie di slides con foto di cantieri locali nei quali l’incolumità degli operai viene esposta a seri rischi, non soltanto per la mancanza delle adeguate protezioni, ma spesso anche per l’utilizzo di ponteggi edili non a norma. Secondo quanto spiegato dall’Ispettore, il sistema di garanzia della sicurezza sul lavoro presenta delle falle evidenti, più che nel campo del settore privato, in quello della pubblica amministrazione.

 

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