
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Lamezia Terme, 7 marzo – “Il dissesto idrogeologico si sta rivelando, dopo i recenti fatti di cronaca, come una delle più gravi emergenze sulla quale è necessario intervenire tempestivamente, con serietà e concretezza, ma soprattutto ponendo in essere strumenti idonei a prevenire episodi che stanno provocando numerose vittime e danni molto elevati alla già debole economia regionale”. Queste le parole espresse dal presidente Anche Francesco Cava che spiega inoltr come “la quasi totalità del territorio calabrese è, infatti e purtroppo, interessata da fenomeni di dissesto idrogeologico a causa dei forti dislivelli di cui è caratterizzato oltre ad essere geologicamente "giovane". Negli ultimi decenni, il progressivo abbandono dei territori montani e la progressiva urbanizzazione di aree un tempo disabitate che, spesso, ha interessato aree in prossimità dei corsi d'acqua o di zone in frana, ha aumentato notevolmente l'esposizione del territorio al rischio idrogeologico. Basti pensare, all’ultima alluvione abbattutasi lo scorso 1 marzo a Reggio Calabria che ha provocato la morte di una persona e danni ingentissimi”.
“Per questo l’Ance Calabria – ha dichiarato il Presidente Francesco Cava - ha deciso di scendere più concretamente ed attivamente in campo per fornire il suo contributo a risolvere problemi che non solo danneggiano il territorio ma che costituiscono una seria e continua minaccia per l’incolumità della popolazione calabrese”.
I dati, infatti, che si desumono dal 2° rapporto 'Ecosistema Rischio 2010' evidenzia come il rischio frane e alluvioni, in Calabria, riguarda il 100% dei Comuni con il 42% di essi che presenta interi quartieri in zone a rischio e che per il 26% presenta, in zone a rischio, strutture sensibili come scuole e ospedali.
“Il primo punto prioritario - ha dichiarato Cava - è, senza dubbio, quello della fase della pianificazione, che deve prevedere, come avviene in altri Paesi europei, l’obbligo di uno specifico piano di manutenzione ordinaria/straordinaria delle infrastrutture esistenti e/o da realizzare. Un secondo ma non meno importante punto riguarda il costo delle opere infrastrutturali e la diffusa pratica, da Ance non condivisa , dell’aggiudicazione delle gare con il “massimo ribasso” che non garantisce né la qualità delle opere né la serietà delle imprese”.
“L’auspicio - ha concluso Cava - è che, si dia concretamente seguito all’APQ sottoscritto recentemente dalla Regione Calabria con il Ministero dell’Ambiente, e che possano essere disponibili, anche attraverso lo sblocco delle risorse FAS, i 200 milioni di euro, per favorire gli interventi di bonifica e di messa in sicurezza del territorio, ma soprattutto per garantire la tutela dell’ambiente e dei cittadini”.