
Lamezia Terme, 29 dicembre - "Occorre guardare ad un futuro completamente diverso da quello a cui abbiamo pensato sino ad oggi". E' quanto ha affermato Alberto Statti, presidente di Confagricoltura Calabria, in occasione del direttivo dell'organizzazione. "In agricoltura imprese e lavoro sono tutt'uno, questo non va mai dimenticato. Vanno date al lavoro una dimensione e un'immagine trasparente e tutelata, bisogna trovare nuove regole che non inquinino il sistema, ma che non fermino lo sviluppo". Statti si è poi soffermato sulla manovra economica che, in pratica, attua “una duplicazione d'imposta sui fabbricati rurali, il cui reddito era già ricompreso in quello dei terreni e che per gli agricoltori equivalgono a mezzi di produzione". "Con l'Imu sui fabbricati rurali - ha sostenuto Statti - l'equità prevista dalla manovra di fine anno si traduce in un'eccezionale sperequazione per il mondo agricolo". “Secondo i calcoli dell'ufficio studi di Confagricoltura, a fronte di un'incidenza sul Pil globale della nuova imposta patrimoniale pari all'1,3 per cento, si arriva - dice - al 4,5 per cento per il settore agricolo. Senza contare il peso della tassazione Imu sui fabbricati rurali. La manovra mette a rischio migliaia di aziende anche quelle più strutturate e più robuste. Perché gli ulteriori sacrifici si sommano ad un quadro critico che ci portiamo dietro da anni, ad una globalizzazione non governata, ad una instabilità politica e decisionale per il settore. Auspicavamo - conclude - una manovra che non puntasse solo a far cassa nelle campagne, ma desse prospettive di sviluppo, favorisse l'esportazione, rilanciasse i consumi, desse prospettive occupazionali. Invece tutto ciò non è avvenuto".
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