Antimafia, discussione finalmente aperta

Scritto da  Pubblicato in Filippo Veltri
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 Per troppo tempo l’antimafia non ha discusso di se stessa, della sua vita, del suo modo d’essere. Perché lo ha fatto? Non ha voluto o non ha potuto discutere? Perché è stato sempre impedito un dibattito libero, un confronto aperto sulla sua identità? E perché è stato impossibile esprimere punti di vista diversi da quelli dei protagonisti della vulgata egemone, che si sono autoproclamati depositari delle sue verità?

  Finalmente se ne parla, in Italia e anche in Calabria grazie ad un libro coraggioso,‘’I tragediatori’’, scritto da Francesco Forgione ed edito da Rubbettino. In questo libro l’autore, già presidente della Commissione Parlamentare Antimafia, lancia un coraggioso j’accuse contro l’antimafia dei “tragediatori”, di coloro cioé che vestono la maschera dei puri per celare il volto dei collusi. Ciò non per rendere tutto indistinguibile né per far crollare tutto in una sorta di pessimismo cosmico ma perché l’antimafia smetta di essere appannaggio di pochi per ritornare ai tanti ragazzi e alle tante risorse della società civile che in questi anni, spesso in silenzio o nell’indifferenza generale, hanno continuato a lottare e operare per estirpare il cancro delle mafie dalla nostra società. 

Perché come ricorda l’autore se è vero che con realismo “continuiamo ad affermare che non è detto che vinca, con altrettanta convinzione possiamo dire che non è scritto da nessuna parte che siamo destinati a perdere”.

Sono anni ormai che personaggi e figure simbolo dello schieramento antimafia, sia in ambito istituzionale che civile, sono state innalzate allo status di icone pubbliche. Forti dell’autoassegnazione di un ruolo di rappresentanza dell’antimafia nel suo complesso, tali figure non vengono sottoposte ad alcuna critica se non da parte di chi, per collocazione politica o per il diretto coinvolgimento in vicende giudiziarie, si è dichiaratamente collocato nel campo avverso. Di conseguenza il loro linguaggio, i loro atteggiamenti e le loro azioni si sono trasformate nel Verbo dell’antimafia stessa.

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