La classifica dello Svimez e la Calabria che non affonda

Scritto da  Pubblicato in Filippo Veltri
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filippo_veltri.jpgLo Svimez nelle scorse settimane ci ha consegnato il suo consueto rapporto annuale da cui emerge, come regione più povera sia la Calabria, con un Pil pro capite di 15.989 euro. La regione più ricca e’ la Valle d’Aosta. Lo scarto tra la regione più ricca e la più povera è pari a 18.453 euro: in altri termini – sottolinea il rapporto Svimez - un valdostano ha prodotto nel 2013 oltre 18mila euro in più di un calabrese.

Ci sarebbe quindi da piangere e da stracciarsi le vesti se non fosse che queste classifiche annuali fotografano sicuramente uno stato delle cose ma poi non spiegano perché mai la Calabria non affondi. La Calabria, a 15 giorni dalle prossime Regionali, detiene anche il record, negativo, degli occupati. Nel 2013 il tasso di occupazione in età 15-64 anni è stato del 42% nel Mezzogiorno e del 62,9% nel Centro-Nord. A livello regionale al Sud il tasso più alto si registra in Abruzzo (54,8%), il più basso in Calabria, dove è occupato solo il 39% della popolazione in età da lavoro. Lo Svimez indica poi il segno negativo relativo all’occupazione industriale in tutte le regioni del Sud - a eccezione della Sardegna (+2,1%) - con punte in Puglia (-11,5%), Molise (-12,4%) e Calabria (-13,2%).

I fattori economici si riflettono ovviamente sul piano sociale nella migrazione interna Sud-Nord.Dei 132mila abitanti che nel 2012 si sono trasferiti dal Mezzogiorno al Centro-Nord, 43mila sono campani, 27mila 500 siciliani, 23mila pugliesi e 17mila calabresi. Nunzio Galantino, segretario generale della Cei che ha firmato la prefazione al Rapporto Svimez 2014  si e’ detto convinto che il Sud debba essere considerato sempre più “questione nazionale”: “Le valutazioni contenute nel testo mettono in evidenza ancora una volta come dopo 50 anni il nostro Paese sia profondamente diviso, una divisione che penalizza tutto il Paese, non solo il Mezzogiorno”. Resta quel punto interrogativo: crisi nera da anni, da decenni, ma non si affonda. Perchè?

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