La vergogna di Melito e della Calabria

Scritto da  Pubblicato in Filippo Veltri

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filippo_veltri.jpgNon era servita la manifestazione indetta da Libera, giusta e coraggiosa e tutt’altro che banale, per attivare l’attenzione dell’ opinione pubblica nazionale sulla violenza ai danni della ragazza di Melito Porto Salvo. C’e’ voluto poi un altro atto coraggioso e significativo, di un giornalista (si chiama Niccolo’ Zancan) venuto da oltre mille km, da Torino, sulla prima pagina della Stampa, per svelare tutto il dramma di cui noi tutti calabresi (e non solo quelli di Melito) siamo calati. Parliamoci chiaro: le manifestazioni servono. Eccome se servono e Titti Carrano, Presidente di D.i.Re, la Rete nazionale dei Centri Antiviolenza, ha fatto bene a dire alla Ministra Boschi di andare lei a Melito Portosalvo. ‘’Lei – ha detto la Carrano -  è appena andata andata a Milano al Tempo delle Donne a dire che le importa delle donne, che farà fruttare a vantaggio di tutte la delega al Ministero delle pari Opportunità. Allora adesso vada a Melito Portosalvo, dove fra gli stupratori c’erano il figlio di un maresciallo e il fratello di un poliziotto, oltre al figlio di un uomo di cui tutti in paese hanno molta paura’’.La Boschi a Reggio c’e’ andata ed ha fatto bene, cosi’ come ha fatto benissimo il presidente Oliverio a convocare una manifestazione nazionale per il 21 ottobre a Melito.

Le donne della Fidapa di Melito – artiste, professioniste, imprenditrici – preoccupate per il clima di violenza e intimidazione, pochi mesi fa avevano convocato le operatrici del Centro Antiviolenza Roberta Lanzino di Cosenza per un corso di formazione, volendo aprire al più presto uno sportello di ascolto e sostegno alle donne. Anche la scuola ha fatto il suo dovere, accorgendosi della tragedia che accadeva alla ragazzina violentata dal branco, a ascoltarla, a crederle, a denunciare. Eppure queste cittadine e questi cittadini ora rischiano l’isolamento. ‘’se volessimo davvero sconfiggere il patriarcato, al posto di indignarci su facebook noi tutte "movimentate" dovremmo organizzare autobus da tutta Italia e indire una manifestazione nazionale a Melito. Questa ragazza deve sentirci fisicamente vicino. Dobbiamo riconquistare questi territori con i nostri corpi. Riusciamo a farlo?’’. Alla comunità di Melito - dice dal canto suo il referente regionale di Libera - alle istituzioni, chiediamo di ‘’non cadere nella tentazione di sentirsi criminalizzati ma di raccogliere l’appello di don Benvenuto Malara di guardare in faccia alla realtà mettendosi in discussione ed assumendosi  le proprie responsabilità’’.

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