L’estate di Marco Minniti

Scritto da  Pubblicato in Filippo Veltri
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 La copertina dell’ultimo numero dell’Espresso dice tutto: è l’estate di Marco Minniti. “Ho temuto per la tenuta democratica di fronte a barricate per l'arrivo di migliaia di stranieri, e a sindaci che mi dicevano no... Ho capito che andava governato subito il flusso migratorio e l'abbiamo fatto”. Così ha dichiarato il ministro dell'Interno Marco Minniti, intervistato alcuni giorni fa Pesaro dalla giornalista Fiorenza Sarzanini nell'ambito della Festa tematica dell'Unità dedicata agli Enti locali. “Abbiamo fatto da apripista e Parigi ha capito e approvato il nostro lavoro” ha aggiunto il ministro, sottolineando che “se un uomo fugge da guerre e carestie io ho il dovere di accoglierlo come Dio comanda”. Marco Minniti è un calabrese di cui questa regione tutta dovrebbe essere fiera e orgogliosa, al di là ed oltre le bandiere politiche e le così dette appartenenze. La Calabria è nel suo cuore e nelle sue attenzioni: pochissimi giorni fa da Lamezia a Reggio passando per Gioia Tauro ne ha dato prova, e a metà mese tornerà nuovamente. Minniti sta dando lustro non solo al suo Governo ma a una terra – la nostra – che per la verità viene raccontata (spesso a torto) di cattiva fama anche dentro i suoi confini regionali.

Di Marco Minniti molti parlano come di un possibile nuovo capo di governo se le elezioni politiche prossime venture dovessero sorridere al suo partito, sorpassando così sia Matteo Renzi che Paolo Gentiloni. Ne parlano e ne scrivono nei maggiori pensatoi d’Italia e fuori Italia. Sarebbe una grande cosa per il nostro paese, visto che Minniti ha dato fin qui prova di essere un uomo di governo a tutto tondo, capace di assumersi responsabilità pesanti (e come sono pesanti lo vediamo ogni giorno) e di reggerne il confronto e anche lo scontro. Anche sul terrorismo: l’Italia è a rischio attentati? “Partiamo dal presupposto che io sono scaramantico, e quindi 'mai dire mai' - ha risposto Minniti durante l'intervista - però ricordiamoci che a differenza di tutti gli altri Paesi l'Italia viene da due vittorie: abbiamo sconfitto il terrorismo interno e il terrorismo mafioso, quando la mafia decise di mettere le bombe. I responsabili di quelle decisioni sono tutti al 41 bis. Poi - ha aggiunto - abbiamo la migliore polizia, fra le più brave e preparate al mondo. Non lo dice il ministro dell'Interno, sarebbe facile, ce lo dicono i nostri partner”. Non sappiamo ovviamente come finirà. Noi ovviamente facciamo il tifo per lui ma già così – visto dalla nostra latitudine – è un bel segnale che cambia immagine e senso della Calabria.

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