Mode e tendenze al tempo delle elezioni

Scritto da  Pubblicato in Maria Arcieri

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di Maria Arcieri

Mentre gli avvocati della piana si divertono a mascherarsi alle feste di Carnevale da giullari e diavolesse, la politica vede ogni giorno le passerelle dei candidati. Poche le presenze dei votanti e dei curiosi (che si faranno pregare fino all’ultimo secondo se decidere se votare o rimanere a casa) nei meeting dei piccoli partiti. Sempre affollati quelli del popolo della libertà e per il primo anno di nascita quello di rivoluzione civile. Per quanto riguarda il look, in barba alla crisi, gioielli a tutto spiano sulle candidate del centrodestra. Anelli importanti, orecchini preziosi, bracciali inondati di strass e ciocche bionde a tutto spiano sulle chiome fluenti. Sulle scarpe delle signore dei partiti e partitini orientati sempre in questa direzione, è tutto un 12 centimetri, stivali a coscia alta, sempre su pantaloni attillati e griffati. Molto il trucco. Molto vistoso e direi poco trucco (nel senso che si chiama tale perché non dovrebbe notarsi). Molto il colore. Le unghie su tutte, sempre smaltate da colori gel lucidi e perlopiù rossi e neri. Sorrisi smaglianti a incrociare quello di un o una probabile votante (se se trova!). E’ tutta una barba, colta incolta grigia nera, o un pullulare di baffi dalemiani per il popolo del centro sinistra. Jeans e borse a tracolla e l’immancabile pipa (che dona solo al mio direttore B.N). Il resto è tutto un guardare dall’alto in basso tutti quelli che non fanno parte del mondo di “O bella Ciao!”. Dall’altra parte è tutto un Regimental e un completo scuro o gessato nel popolo del centro destra. Orologi importanti. Ma la gara è sull’ultimo o più costoso Smartphone. Mentre un tempo erano le donne da esibire e le macchine, ora preferiscono gli oggetti che non parlano, costano meno e…consumano meno.