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Lamezia Terme -  I “Maieutica” sono una band lametina nata nel 2003, formata da quattro ragazzi: Mario Vitale (voce e chitarra), Manuel Lagoteta (chitarra), Carlo Scali (basso) e Francesco Ceravolo (batteria). Dopo un paio di demo, nel 2004 partecipano alla compilation "Sgruscio - Interferenze musicali" prodotta da “Narcolettica Records” e “Nuove Armonie”. Nel 2008 vincono il concorso musicale "Music Against 'Ndrangheta”, dividono il palco con Caparezza e registrano il loro primo album. Nel 2009 esce, dunque, "Maieutica", primo cd della band, completamente autoprodotto. La band è, inoltre, fra i tre vincitori regionali del “Martelive” ed in estate parte il loro primo tour ufficiale, in cui si trovano a dividere il palco con i “Marlene Kuntz”. Nel 2010 registrano tre nuovi brani che faranno parte dell'Ep "La fine è l' inizio è la fine", partecipano alla compilation "This is Core Vol.1" e aprono il concerto dei “Il Parto delle Nuvole Pesanti”. Segue, a questo punto, il tour estivo, alla fine del quale la band entra di nuovo in studio per registrare il suo secondo album, sotto la produzione artistica di Dario Brunori (Brunori Sas). Per parlare ulteriormente della band abbiamo incontrato il frontman del gruppo, Mario Vitale.  

Come si è formata la vostra band?

“Si è formata a scuola a Dicembre del 2002, durante un’ occupazione che stavamo facendo al liceo scientifico. C’ erano quattro miei amici, dei quali alcuni fanno ancora parte della band, che mi hanno chiesto di cantare in un gruppo che si stava per formare. Io ho accettato e abbiamo iniziato a fare le prime prove e, insomma, da qui tutto ha avuto inizio”.

Quali sono le vostre influenze?

“Tutto il panorama rock italiano e tutti i gruppi rock alternativi come gli Afterhours, Marlene Kuntz, Verdena. Con gli anni ci siamo avvicinati anche al rock americano dei Foo Fighters e dei Muse, per dirne alcuni”.

Di cosa parlate principalmente nei vostri testi?

“I testi sono andati gradualmente a cambiare. I primi sono stati scritti ai tempi della scuola e quindi erano più adolescenziali rispetto a quelli attuali. In sostanza, sono cresciuti e maturati insieme a noi nel corso degli anni. Riguardo ai temi, i testi affrontano per lo più tematiche personali. Li scrivo soprattutto io e in essi proietto quelle che sono le mie impressioni sull’esterno, su persone, o, semplicemente, parlo di situazioni particolari che sto vivendo nel momento in cui le scrivo”.

Nasce prima il testo o la musica?

“Non c’è una regola. Diciamo che all’ inizio adattavo di più il testo a quella che era la musica. Iniziavamo a fare una base ed io cercavo di cantarci sopra delle melodie vocali, anche in un finto inglese che poi, però, trasformavo in un testo in italiano. Ultimamente, invece, sto scrivendo dei testi che poi adatto alla musica solo in un secondo momento”.

Quale è un vostro brano al quale ti senti particolarmente affezionato?

“Non c’è un brano in particolare. Forse uno che mi piace di più degli altri si chiama 1999. Abbiamo fatto anche il video di questo brano ed è uscito come singolo del nostro disco”.

Secondo te, in Italia, ci sono molti giovani sottovalutati? Come giudichi il panorama musicale nazionale in rapporto sempre alla band emergenti?

“Ci sono così tante band, così tanti ragazzi che si affacciano alla musica, che per forza qualcuno viene sottovalutato. Spesso succede che si riesce ad emergere grazie ad un brano molto commerciale e grazie all’ impatto della propria immagine e ciò succede, quindi, a discapito di chi, invece, mette più impegno dal punto di vista della qualità. Io penso, però, che siano importanti entrambe le sfere: deve funzionare sia la parte commerciale di un prodotto, sia la parte di qualità. Per quanto riguarda la scena musicale italiana, molte band emergenti riescono spesso a mostrarsi al grande pubblico e i loro concerti sono molto seguiti, e ciò accade soprattutto perché riescono a farsi conoscere tramite internet. Questo, però, gioca anche a sfavore, perché, ormai, tutti posso mostrarsi attraverso questo mezzo e le band in Italia sono migliaia. E’difficile emergere”.

Credi che Lamezia abbia i mezzi e gli spazi necessari per permettere alle band locali di emergere?

“Attualmente credo di sì. Noi abbiamo iniziato a suonare circa dieci anni fa e non c’ erano né posti, né spazi. Se c’ erano, erano pochissimi. Noi, praticamente, suonavamo un anno intero in sala prove per poter suonare alla festa dell’ arte, la feste delle scuole che si teneva tra Maggio e Giugno; e quella per noi era l’ obiettivo massimo, perché non c’ erano tutti i locali che ci sono adesso e che fanno musica dal vivo. Per fortuna sia i gestori locali che i cittadini stessi si sono aperti un po’ alla musica dal vivo. Quando noi abbiamo iniziato a suonare, c’ erano per lo più discoteche o locali dove facevano il karaoke. Non era affatto contemplata la musica dal vivo. Facevano suonare le cover band. Questo sì. Loro hanno sempre suonato perché, comunque, avevano un riscontro del pubblico. Invece, adesso, sembra che gli spazi si siano creati per ogni tipologia di musica, anche quella indipendente”.

Cosa consiglieresti a chi avesse intenzione di seguire il vostro stesso percorso?

“Non mi sento di dare consigli. Posso al massimo parlare della nostra esperienza e, in particolare, di un nostro merito: suoniamo da dieci anni. Penso che raggiungere questo obiettivo non sia facile, ma noi ci abbiamo creduto. Quindi, un consiglio che posso dare potrebbe essere, al massimo, quello di fare lo stesso, di crederci, di continuare sempre e di non mollare mai”.

Quali sono i vostri progetti futuri?

“Adesso stiamo registrando dei provini. Non so se faremo un Ep o un altro disco completo. Stiamo vedendo. Siamo in una fase di stallo e stiamo decidendo cosa fare. Sicuramente registreremo delle cose nuove e questa Estate faremo un po’ di concerti in giro”.

Siamo arrivati alla fine dell’ intervista. Vuoi lanciare un messaggio ai nostri lettori?

“Voglio soltanto invitarli a continuare a riempire i posti dove c’è musica dal vivo e a supportare sempre di più i musicisti delle band di Lamezia e quelli delle band di altre città che vengono a suonare a Lamezia. Sosteniamo la musica dal vivo!”.

A cura di Simona Barba Castagnaro

Il Video della canzone "1999"