Tra antimafia …di facciata e mazzette

Scritto da  Pubblicato in Pino Gullà

pino_gulla.jpg“Per adesso è solo l’inizio”. Così la breve chiusa (profetica purtroppo) dell’articolo precedente sul racket in Sicilia che ha visto protagonista del malaffare Roberto Helg, ex vicepresidente della Gesap (Società di gestione dell’aeroporto di Palermo) e ormai ex presidente della Camera di Commercio del capoluogo siciliano  per le inevitabili dimissioni già presentate. Era diventato paladino della cultura della legalità contro il racket e partecipava alle manifestazioni dei movimenti antimafia per la carica che rivestiva da quasi 10 anni. Secondo alcuni è l’esempio lampante di chi usa l’antimafia per fini personali, soprattutto per ottenere posti di potere. Al riguardo significative le parole di don Luigi Ciotti, pronunciate in altre circostanze: “L’antimafia è ormai una carta d’identità, non un fatto di coscienza. Se la eliminassimo, forse sbugiarderemmo quelli che ci hanno costruito sopra una falsa reputazione. L’etichetta d’antimafia oggi non aggiunge niente. Anzi”.

Helg, adesso, è agli arresti domiciliari, data l’età avanzata. Da La Repubblica abbiamo letto il testo integrale della sua richiesta  di denaro al pasticciere Santi Palazzolo per il rinnovo della concessione all’aeroporto, in tutto 100 mila euro: “Io sono il garante dell’operazione … Tu porta i soldi, anche 35 [mila euro] come anticipo, questa è la prova, questo lo capiscono pure loro [i membri del Consiglio d’amministrazione della Gesap] … [Dirò a loro] questi potti accucchiari [ho potuto mettere insieme] … Se domani mattina succede una camurria [fastidio, seccatura] … a mia futtunu [fregano me]”. Ed è successo per davvero all’ex presidente della Camera di commercio! E’stato scoperto ed arrestato. La registrazione sembra tratta dalla narrativa poliziesca di Andrea Camilleri, diventata fortunata serie televisiva con il personaggio del commissario Montalbano, interpretato mirabilmente dall’attore  Luca Zingaretti. Purtroppo la vicenda siciliana che stiamo commentando non è finzione, ma triste realtà. Per i carabinieri ci sono indizi sulla “esistenza di una pratica corruttiva più diffusa e articolata di quanto Helg abbia potuto far credere”.

I magistrati ipotizzano un “tavolino” delle estorsioni attorno al quale hanno partecipato altre persone. Coinvolto pure il direttore generale della Gesap, Carmelo Scelta. Sembra che le ipotesi di reato siano associazione a delinquere semplice, turbativa d’asta e corruzione (Tp24.it). Intanto si sono dimessi i consiglieri della Camera di commercio. Il presidente della Commissione Antimafia di Palermo, Nello Musumeci, ha trasmesso alla procura della Repubblica del capoluogo isolano i verbali della istruttoria sulla Gesap. Insomma per gli inquirenti pare che ci sia un sistema di corruttela quasi patologico. E Santi Palazzolo l’ha fatto saltare. Attenzione, però, a non ripristinare il sistema. Ce lo raccomanda Piercamillo Davigo, già del pool Manipulite, ne “La  giubba del re. Intervista sulla corruzione”.

Di seguito le sue parole: “Da parte nostra [dai magistrati milanesi] si assumeva  che il potere dei corrotti non derivasse tanto dalla carica pubblica che ricoprivano, quanto dalla loro posizione all’interno di un organico sistema di potere del quale facevano parte sostanziale anche le tangenti. La carica pubblica, insomma, era soltanto il segno esteriore del potere, non la sua fonte. Un assessore non era potente in quanto assessore, ma era assessore in quanto potente. Costui se soltanto rimosso dalla sua carica, avrebbe messo al proprio posto qualcun altro molto ubbidiente secondo una gerarchia informale ma assolutamente rispettata” (p. 126). Evitare che vengano colmati i vuoti di potere illegale con nuovi “attori” del malaffare è compito della buona politica e dell’associazionismo sensibile al rinnovamento e al progresso civile della Sicilia e dell’intero Paese. E’ urgente e necessaria la bonifica … vanno trovati al più presto gli operatori .

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