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Il Lametino 181: La criminalità di Lamezia è ora disorganizzata

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Lamezia Terme, 17 gennaio - “Disorganizzata”, così ha definito la ‘ndrangheta di Lamezia Terme il primo dirigente della squadra mobile distrettuale, Rodolfo Ruperti nel numero 181 de “il Lametino” da sabato 14 in edicola. L’analisi dell’alto dirigente spiega la situazione della criminalità lametina dopo l’uccisione di Giovanni e Francesco Torcasio (padre e figlio) a luglio, l’arresto di Giuseppe Giampà e successivamente la collaborazione con gli inquirenti di Angelo Torcasio (uomo di punta della cosca Giampà) e di Battista Cosentino. Spiega ancora Ruperti che il “disordine” tra le cosche lametine nasce da una posizione di debolezza e di incertezza sugli sviluppi futuri dopo le dichiarazioni dei due pentiti, suffragate dalle indagini delle forze dell’ordine. “E’ ovvio che c’è timore e si pensa: ora qui ci arrestano tutti” è la dichiarazione finale di Ruperti. Si annuncia dunque una maxiretata in cui “possiamo arrestare il primo o l’ultimo dei banditi così come quelli della cosidetta zona grigia” chiarisce ulteriormente Ruperti, che fa intuire ulteriori pentiti. L’intervista è a pagina 3 de “il Lametino”.

Sempre su questo numero la straziante storia di Vincenzo Pronestì, che si è buttato nel fiume: aveva paura che gli togliessero la piccola pensione. In una poesia, intitolata “Ricordi”,  Pronestì - che frequentava il Centro di salute mentale di Decollatura dove era apprezzato per la disponibilità e l’integrazione – spiegava il fascino che l’acqua del fiume esercitava su di lui. E in un fiume ha deciso di farla finita.

Due pagine sono dedicate al ventennale dell’uccisione, per mano di due sicari, di Salvatore Aversa, sovrintendente della polizia di Lamezia, e della moglie Lucia Precenzano. Aversa era un poliziotto scrupoloso, rappresentava la memoria storica del commissariato lametino ed era apprezzato da tutti. Era una spina nel fianco della criminalità e per questo fu ucciso. In queste due pagine c’è una carrellata di foto dei funerali di stato di Aversa e della moglie, e una immagine della scoperta della targa in memoria delle due vittime. A ricordare Aversa è proprio il poliziotto che allora, giovane da poco entrato in Polizia, scoprì quella targa: Claudio Nigro, ora vice del dirigente del commissariato di Lamezia, Salvatore Borrelli.

Infine, tra i tanti articoli che troverete in questo numero, un’inchiesta scritta da un geologo, Mario Pileggi, sullo sciame sismico, che da ottobre fa tremare il nord della Calabria, nella zona del Pollino, e sulle conseguenze ipotizzabili.

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