
Riceviamo e pubblichiamo
Lamezia Terme, 21 febbraio - “Politiche agricole e prospettive di sviluppo per il Sud”. L’Udc sceglie la Calabria -una delle regioni economicamente svantaggiate del Paese secondo alcuni dei Rapporti più recenti che fotografano il ‘gap’ Nord/Sud - per discutere di agricoltura e sviluppo del Mezzogiorno. L’assunto di base, da cui prende le mosse l’iniziativa politica dell’Udc, è che il Paese non cresce se non cresce il Sud. L’Italia non verrà fuori dalla crisi, se non vengono affrontati e rimossi alcuni dei nodi strutturali che impediscono al Mezzogiorno di modernizzare le sue strutture imprenditoriali, colmando lo storico deficit infrastrutturale, e valorizzando pienamente il proprio capitale sociale. A rappresentare le proposte dell’Udc sulle politiche agricole finalizzate al rilancio economico e sociale del Mezzogiorno, saranno il segretario nazionale del partito Lorenzo Cesa, il ministro dell’Agricoltura Mario Catania e l’assessore all’Agricoltura della Regione Calabria Michele Trematerra. L’incontro si terrà venerdì 22 febbraio con inizio alle ore 11 presso il Centro Agroalimentare di Lamezia Terme. All’iniziativa prenderanno parte l’on. Roberto Occhiuto, vicepresidente della V Commissione Bilancio di Montecitorio nella XVI legislatura ed il presidente del Consiglio regionale Francesco Talarico. Parteciperanno tutti i candidati alla Camera ed al Senato. "L'agricoltura - afferma il segretario dell'Udc Lorenzo Cesa - può rappresentare davvero la leva per il rilancio del Paese. E' un settore che cresce nonostante la crisi, che da' lavoro e fiducia ai giovani, che esprime prodotti di straordinaria qualità. Bisogna proseguire nell'impegno di questo anno di governo Monti: difesa del Made in Italy, lotta dura alla contraffazione, tutela degli agricoltori onesti e non dei furbetti delle quote latte, sburocratizzazione e sostegno ai giovani che vogliono aprire un'impresa agricola. Tutte sfide che la politica deve affrontare con spirito di unità". Secondo il ministro Catania: “Dobbiamo rimettere al centro l’agricoltura, specialmente nelle regioni del Sud, dove il comparto insieme alle imprese alimentari rappresenta quella parte di economia viva e vitale sul territorio. Dobbiamo incentivare le imprese agricole, perché continuino a produrre qualità, dando maggiore reddito agli imprenditori e anche per questo l’Europa deve dare aiuti solo agli agricoltori veri. Investire nell’agricoltura, infatti, significa creare occupazione con ricadute positive sull’ambiente e la qualità della vita. L’Italia ha bisogno di un nuovo modello di sviluppo che valorizzi i nostri paesaggi rurali, il nostro patrimonio naturalistico, che deve essere salvaguardato e mai più deturpato dal cemento e da scelte di politica industriale completamente sbagliate”. Per l’assessore Trematerra “L’agricoltura può essere il motore dello sviluppo del Sud. il Rapporto Svimez a proposito del comparto agricolo, contrariamente a quanto avviene nell’industria e nei servizi, dimostra che l’investimento in agricoltura può dare risultati eccellenti, specie per il rilancio dell’occupazione. L’agricoltura calabrese rappresenta la vera economia regionale su cui, di concerto con il Ministero e l’Europa, abbiamo lavorato producendo numeri e risultati importanti. Bisogna investire nel settore creando modalità innovative d’intervento regionale come fondi di supporto, che con un investimento economico modesto, limitino effetti moltiplicatori incontrollabili e consentano ad alcuni settori di superare la crisi. Il nostro impegno, per la Calabria e per il Sud, deve essere orientato, anche in previsione di un minore impegno comunitario, alla creazione di misure di accompagnamento regionali e statali, che permettano di confermare le ottime prestazioni del settore agricolo ottenute in una fase recessiva drammatica”.
© RIPRODUZIONE RISERVATA