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Antonio_Papaleo_presidente_Promosport_Lamezia

di Ferdinando Gaetano

Lamezia Terme, 14 maggio - Un'annata decisamente tribolata, quella vissuta dalla Promosport Lamezia. Di positivo c'è sicuramente la salvezza diretta ottenuta con alcune giornate d'anticipo, anche se parecchio agevolata dalla retrocessione, d'ufficio, all'ultimo posto della Luzzese, nonché dalla marcia a rilento di Cetraro, Tortora e Presila, tutte compagini ben presto, e nettamente, staccatesi in fondo alla classifica. Morabito e compagni hanno così chiuso in undicesima posizione, appena fuori, di un punto, da quella che sarebbe stata l'ipotetica zona play-out.

Che la stagione dei lametini non sia stata delle più tranquille, lo testimoniano i ben tre cambi alla guida tecnica. Nonostante la delusione per la doppia finale play-off persa contro il San Lucido, la dirigenza in estate aveva deciso di ripartire dai fratelli Claudio e Massimo Morelli; una decisione probabilmente non ben ponderata, da entrambe le parti, alla luce dei nuovi programmi, decisamente ridimensionati rispetto alla precedente annata. Tant'è ch'è bastata un'intervista rilasciata da mister Morelli, e probabilmente male interpretata, a portare alla rottura prima ancora dell'inizio del campionato, col conseguente allontanamento dell'attuale allenatore della Taurianovese ed il ritorno, a distanza di diversi anni, di Gennaro Pulice.

L'avvio stentato (un punto nelle prime quattro giornate), qualche infortunio di troppo, la resa inferiore alle aspettative di qualche acquisto estivo, e la poca freddezza sottoporta, hanno, però, sin da subito relegato la squadra ad un torneo di medio-bassa classifica. A metà dicembre, dopo la sconfitta maturata in quel di Corigliano, il sodalizio biancazzurro ha così optato per il terzo avvicendamento in panchina, ingaggiando Sasà Barone, ex allenatore di San Fili e Luzzese. Nel frattempo, nelle settimane immediatamente precedenti si era fatto corposamente ricorso al mercato invernale mediante la partenza di quattro-cinque pedine e l'arrivo dei nuovi Trovato, Mimmo Nosdeo, Cerra, Bruno e Olivo, per restare agli over. I risultati sono iniziati ad arrivare, soprattutto tra le mura amiche, ma il ritardo dal quinto posto, già notevole, è diventato a poco a poco non più colmabile. Da qui la scelta di risolvere con l'esperto tandem offensivo Cerra-Bruno per privilegiare quanto più possibile la linea verde. La quale, unita alle motivazioni via via scemate, ha inevitabilmente portato a lottare contro avversari più motivati e bisognosi di punti. Tanto da chiudere il torneo con quattro sconfitte consecutive.

Quanto al futuro, al momento quello della Promosport non è dei più rosei. Da qualche settimana i dirigenti paiono essersi letteralmente volatilizzati (tant'è che, eccezion fatta per uno, non hanno neanche presenziato alla cena di fine stagione con squadra e staff tecnico), coi loro telefonini muti oppure che squillano senza alcuna risposta. Il che non può che avvalorare le voci circolanti in città e secondo le quali qualcosa potrebbe essersi rotto negl'ingranaggi societari, con alcuni soci che sarebbero entrati in rotta di collisione per motivi legati alla gestione finanziaria ed amministrativa dello stesso sodalizio biancazzurro.