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Lamezia Terme, 15 marzo - Allenamento mattutino, stamane, per Mangiapane e compagni, ritrovatisi alle 11:00 al Riga. E’ rimasto ancora fermo Castaldo, il quale neanche questa domenica sarà quindi disponibile, mentre si sono limitati a qualche giro di campo, Marchetti e Zampaglione. Il primo a causa di un affaticamento muscolare che l’ha costretto ad abbandonare anzitempo la partitella in famiglia disputata ieri pomeriggio al D’Ippolito e conclusasi con la vittoria per 2-0 (a segno Longoni e Mangiapane) dell’undici potenzialmente titolare schierato nei due tempi. L’attaccante di Saline Joniche non ha ancora pienamente recuperato dal problema al polpaccio che, purtroppo, si trascina ormai dietro dal match interno contro il Poggibonsi. Nella più ottimistica delle previsioni domenica potrebbe andare in panchina, insomma. Domani mattina, la consueta rifinitura del sabato al Riga, ad ormai poco più di 24 ore dalla sfida verità col rigenerato Campobasso di mister Vullo.

Saremo probabilmente ripetitivi, - osserva il centrocampista biancoverde Carmine Cerchia - ma ci attendono davvero otto finali e dobbiamo vincerne almeno quattro per metterci in salvo. La gara di domenica personalmente la considero come se fosse un play-out. Non possiamo permetterci di sbagliare ancora contro una diretta concorrente. Per noi è la partita più importante del campionato e ce lo siamo detti già ad Aprilia, dopo il triplice fischio dell’arbitro”.

Tutti dovranno dare il massimo in questo scorcio finale di stagione. Un collega chiede se rivedremo il vero Cerchia in queste otto battaglie restanti.  Mah il vero Cerchia.., la scorsa stagione tutta la squadra ed il contesto ti portava ad esprimerti ad un certo livello. Per cui, se mi si viene a dire che non sono il calciatore dell’anno scorso,  posso rispondere che invece sono sempre lo stesso, solo che, magari, non riesco ad esprimermi al meglio poichè stiamo incontrando tante difficoltà. Poi se s’intende puntare il dito contro Cerchia o qualsiasi altro, ritengo sia il momento meno adatto. Qui dobbiamo impegnarci tutti, anche voi stampa e l’intero ambiente, per raggiungere l’obiettivo. Se critica ci dev’essere, dev’essere costruttiva e non alla mera ricerca del capro espiatorio di turno. La squadra non dipende dal sottoscritto. Ci stiamo impegnando al massimo per salvarci. Mi auguro lo capiscano tutti, in modo da ricreare un’atmosfera positiva attorno alla squadra. Ovviamente  dovremo farlo noi squadra in primis, ma, a seguire, pure le altre componenti, ad iniziare dai tifosi. Anche perché la Lega Pro è un patrimonio della città”.

Al mediano irpino chiediamo come dalla sua visuale, davanti la difesa, si spieghi  tutte queste difficoltà nonostante, tranne Mancosu, l’ossatura portante della rosa sia stata confermata in blocco. “L’anno scorso c’era un Mancosu che ha fatto le nostre fortune ma pure noi ritengo abbiamo fatto le sue fortune.  Quando le cose si mettono subito bene dall’inizio, vedi per l’appunto la stagione precedente, diventa tutto più facile, e viceversa. Da parte nostra stiamo lavorando sodo per essere più incisivi nei sedici metri finali, però, ripeto, cerchiamo tutti assieme di ricreare quell’atmosfera che c’era nel campionato scorso.  E’ ovvio che i risultati in questo frangente non aiutino in ciò, ma sarebbe davvero importante riuscirci”.

Cerchia risponde  poi così a chi provi a mettere in guardia i biancoverdi sul fatto che ci si troverà davanti un Campobasso scorbutico, che con molta probabilità verrà a Lamezia con l’intento di perdere tempo, addormentare la partita e fare innervosire. Come a dire che occorreranno nervi saldi e pazienza. “L’importanza rivestita dalla gara credo ti porti a scendere in campo già consapevoli di tutto ciò. Iniziare il match coi ritmi giusti sarà importante, ma non bisognerà avere in ogni caso fretta, dato che ci sono novanta e passa minuti a disposizione”.

Ferdinando Gaetano