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Lamezia Terme, 7 marzo - Una sconfitta pesante, inutile girarci intorno, quella col Foligno. Uno scontro diretto che sarebbe bastato, al limite, non perdere per tenere gli umbri quantomeno quattro punti dietro, in terzultima posizione solitaria. Invece, a conferma della legge non scritta del calcio in base alla quale raramente si riescono a vincere due gare interne consecutive, nonché battere una formazione sulla cui panchina nell’occasione debutti un nuovo tecnico, alla fine è maturata la terza sconfitta interna della stagione, anche stavolta per 1-0 dopo quelle rimediate contro Salernitana e Poggibonsi.  Che questa col Foligno sia però stata più dannosa, oltre che dalla classifica, è, per certi versi, confermata dall’essere stata la seconda nelle nove gare sin qui giocate contro le attuali ultime nove della classe. La prima, se restringiamo il discorso unicamente ai match interni.

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Nel giro di soli sette giorni, si è insomma passati dal dolce sapore del tris di reti rifilato all’Aversa, all’amaro calice della sconfitta, reso ancora meno digeribile dall’opaca prestazione fornita da De Luca e compagni.  “Non ritengo si sia trattato di un problema di condizione fisica – ha osservato, nel corso delle consuete interviste infrasettimanali, mister Costantino – visto che non è una cosa che una domenica ce l’hai ed in quella successiva svanisce d’un colpo. La considero, piuttosto, una giornata storta. Non abbiamo certamente disputato una buona gara, anche se alla fine il gol ce lo siamo fatti da soli, senza alcun merito, in ciò, dell’avversario, in virtù di un’autorete molto, ma molto, sfortunata. Nei 10’ intercorsi tra la segnatura ospite ed il secondo giallo sventolato a Borgese,  si era comunque vista una Vigor determinata a recuperare, il che ci stava facendo ben sperare. Dopo l’espulsione, però, le cose sono cambiate, forse perché i ragazzi a quel punto si sono convinti, forti della superiorità numerica, che il pareggio sarebbe presto arrivato. Anche perché in due delle precedenti tre sfide casalinghe, eravamo già riusciti a ribaltare completamente il risultato dopo essere andati sotto. Nell’occasione, invece, complice pure il fatto che il Foligno si è completamente barricato nelle retrovie, ci siamo fatti prendere dalla frenesia e quindi il fastidioso giropalla  attuato, non ha sortito grossi risultati; fermo restando che qualche pericolo a Piacenti l’abbiamo comunque creato”.

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 A chi gli chiede delucidazioni tattiche, il trainer biancoverde risponde che  “sotto il profilo tecnico-tattico, ritengo questa partita abbia avuto veramente poco da dire. Quando non ci sei a livello mentale, d’altronde, tutto il resto va a farsi benedire. Tre difensori contro un solo attaccante sarebbero stati eccessivi visto che il Foligno giocava con una punta. Tant’è che noi abbiamo fatto di più, avendo chiesto ai due esterni bassi di stazionare sulla linea dei centrocampisti. Facendo rimanere nelle retrovie, così, soltanto Gattari e Saccà. Se Rondinelli poteva entrare un po’ prima? Sabato aveva accusato un fastidio all’adduttore, tant’è che dopo appena cinque minuti ch’è entrato, si è fermato qualche secondo davanti la panchina per farsi massaggiare”. Ed a proposito di panchina, anche contro gli umbri Costantino ha seguito la partita dalla gradinata, avendo dovuto scontare la seconda ed ultima giornata di squalifica. “Mi è pesato molto, fermo restando che mister Saladino ha fatto un ottimo lavoro. Il non essere andato in panchina mi ha comunque impedito di poter avere qualche faccia a faccia ravvicinato, ed a muso duro, con qualcuno dei miei in virtù  del rapporto che c’è tra di noi. Domenica abbiamo sbagliato partita  ma, conoscendo i ragazzi, resto convinto che i punti necessari per la salvezza li otterremo ugualmente”.

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Ma occorrerà una forte, e stavolta definitiva, reazione. Un cambio di passo che, purtroppo, domenica scorsa non han fornito nemmeno coloro mandati in campo durante la ripresa. Vedi pure la deludente mezzora giocata dal giovane Cascione. “Ovvio che quando fai una sostituzione così presto, essendo Cascione entrato al quarto d’ora del secondo tempo e non perché Crialese stesse giocando male, è perché speri che con la sua freschezza possa darti un contributo più importante. Purtroppo non è avvenuto domenica, ma sono cose che capitano, essendo le sostituzioni sempre una sorta di terno al lotto. Sono i ragazzi stessi che decidono in campo se hai fatto bene, o meno, a gettarli nella mischia. Per cui sia qualora si rivelino vantaggiose o  svantaggiose, gli eventuali meriti o demeriti, sono soprattutto dei calciatori stessi, più che dell’allenatore. Magari Cascione si rifarà già nella prossima partita, dove potrebbe approfittare dell’assenza del pari ruolo Crialese. Me lo auguro e glielo auguro”.

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Se Mangiapane e compagni stentano, un rendimento decisamente più positivo stanno recentemente attraversando altre compagini in lotta per la salvezza, Campobasso ed Hinterreggio su tutte. “Dei reggini non sono sorpreso, trattandosi di una buona squadra. Il Campobasso ha cambiato mezza squadra a gennaio e sta facendo davvero bene. Tra l’altro l’affronteremo al D’Ippolito subito dopo la trasferta di domenica ad Aprilia. Ma adesso pensiamo solo ai laziali”. In tema di calendario, restano nove gare che per i lametini possono davvero essere considerate alla stregua di altrettante finali. Dal D’Ippolito devono ancora passare, in ordine cronologico, Campobasso, Teramo, Pontedera e L’Aquila. Compagini, chi per un verso chi per un altro, al momento tutt’altro che abbordabili.“La partita interna più difficile ritengo sarà quella col Campobasso. Non che le successive, con squadre di vertice, siano facili, ma ritengo comunque meno difficili di quella coi molisani. Anche perché saranno alla fine e quindi potremmo magari incontrare formazioni a quel punto con meno stimoli dei nostri”.

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Una Vigor che in questa tribolata stagione non riesce proprio a dare una continuità di medio-lungo periodo ai propri risultati. Il che non sta naturalmente invogliando il pubblico lametino a frequentare gli spalti del D’Ippolito per come era tornato a fare durante la scorsa stagione. “La Vigor Lamezia è della società e dei tifosi. Noi calciatori e tecnici siamo solo dei dipendenti. Resto del parere che, senza risultati, è davvero difficile trascinare la gente allo stadio. E questo ormai succede dappertutto, non solo a Lamezia Terme. Basti pensare al fatto che lunedì sera ad una partita di cartello di Prima Divisione, qual è stata Lecce – Trapani (vinta dai siciliani grazie ad una splendida doppietta di un certo Matteo Mancosu.. ndr), c’erano solo 6000 spettatori. E’ anche vero che Trapani è parecchio distante da Lecce, ma aver visto appena venti sostenitori granata sugli spalti, in una gara in cui entrambe si giocavano una grossa fetta di promozione in serie B, mi ha fatto riflettere. Ma ci sono pure esempi più vicini a noi, vedi le gare interne di Reggina o Cosenza dove ci sono non più di duemila persone. La colpa è di noi addetti ai lavori che non riusciamo ad ottenere i risultati sperati. E questo – conclude Massimo Costantino - a prescindere dai tempi comunque  cambiati con l’avvento della  pay tv, del caro biglietti, ed altro”. Oggi pomeriggio, giovedì 7 marzo, partitella in famiglia al Riga a partire dalle 15:15. Ieri, intanto, ha lavorato a parte Zampaglione, alle prese con un affaticamento muscolare, mentre resta ancora out Castaldo.

Ferdinando Gaetano