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Lamezia Terme, 8 ottobre - A distanza di poco più di quattro mesi, al D’Ippolito si è assistito ad una sorta di replay dell’infausta, incredibile, ma drammaticamente vera, semifinale play-off con la Paganese. Stessa gara, identica industriale quantità di palle-gol non finalizzate e, paradossalmente, stesso 0-1 finale per gli ospiti. Migliore in campo, neanche a dirlo, anche stavolta l’estremo difensore campano, più che mai in vena di miracoli. E quando il Robertiello (allora) o Iannarilli (stavolta) di turno, niente ha potuto, a fermare Mangiapane e compagni ci hanno pensato i legni della porta. Beffarda, è così maturata la seconda sconfitta consecutiva in campionato. Un evento verificatosi una sola volta nel precedente torneo. Per la precisione nei tre giorni intercorsi tra l’1-0 rimediato a Catanzaro, proprio al 90’, domenica 22 aprile, e quello subito a Melfi nel recupero del mercoledì successivo. Risultati fotocopia di quelli scaturiti negli ultimi 180’ disputati dall’undici di Costantino che se da una parte, con appena tre reti al passivo, si conferma miglior difesa del girone al pari di Aprilia e Gavorrano, dall’altra non teme concorrenza quanto a peggior attacco in assoluto con un solo centro in sei giornate.

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Un particolare non di poco conto, quest’ultimo, dato  che le gare si vincono soltanto facendo gol. Ed a questa Vigor, sfortuna a parte, manca quella freddezza sottoporta che fa di una bella squadra, una  squadra vincente. Lacuna lo scorso anno in gran parte mascherata dai venti-gol fatti da Mancosu. Né i volti nuovi arrivati in estate paiono avere maggior feeling con la rete avversaria. Ed ovviamente non stiamo focalizzando l’attenzione soltanto sui componenti il reparto avanzato. Per il resto, al presidente Mascaro non possiamo che consigliare, prima della prossima partita interna contro la capolista Aprilia, di spargere  qualche kg di sale sull’erbetta del D’Ippolito, soprattutto davanti le due porte.. Battute a parte, la prima storica visita ufficiale della Salernitana a Lamezia, vede sugli spalti soltanto 1300 spettatori, dei quali, peraltro, quasi la metà ospiti. Desolante vedere la gradinata est in gran parte vuota e silenziosa, a cui faceva da contraltare il caldo incitamento degli oltre 400 sostenitori granata stipati in curva sud. Una sorta di ritorno al passato, dunque, dopo il sensibile risveglio degli entusiasmi manifestatosi la stagione passata prima di essere spento dalla solita sorte avversa ai colori bianco verdi. Diversi i volti noti avvistati in tribuna, il più rimpianto dei quali sicuramente quello di Matteo Mancosu che, approfittando del turno di riposo del suo Trapani, ha colto l’occasione per venire a salutare e vedere all’opera i suoi ex compagni. <>. Una frase, l’ultima, che non fa altro che aumentare l’amarezza per l’ingiusto, ultimo, finale di stagione.

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A non aver saputo resistere al richiamo della sfida con la blasonata Salernitana, sono stati anche i ds Angelo Sorace e Danilo Pagni. Costantino, che deve rinunciare allo squalificato Rana, vara l’inedito modulo ad albero di Natale, col duo Mangiapane-Catalano alle spalle del terminale offensivo De Luca. Petrilli, ancora alle prese con qualche problema fisico, parte dalla panchina. Perrone, sull’altro versante, adotta un 4-1-3-2 culminante nel temibile duo Guazzo-Ginestra. Quest’ultimo, però, dimostrerà unicamente di non valere, come uomo, neanche una minima parte del lauto ingaggio corrispostogli dai miliardari Lotito e Mezzaroma. Il perché è tutto nella vigliacca testata rifilata, poco dopo il triplice fischio finale, sul volto di Giuffrida, tanto da provocargli una vistosa lacerazione suturata con alcuni punti di sutura. La prima insidia alla porta granata matura dopo 120’’ con Iannarilli chiamato all’uscita volante su un cross di Crialese. Al 15’ Vagesin avanza e dai venti metri scocca un improvviso sinistro che sorprende Forte, la palla incoccia sotto la traversa e s’insacca. Al 22’ il pipelet di casa è invece attento anticipando in uscita bassa Mancini. Pochi secondi e Mangiapane dalla distanza chiama Iannarilli ad alzare in angolo con un gran colpo di reni. Alla mezzora Crialese rischia grosso a seguito di un maldestro intervento in area su Luciani. Merlino fa cenno di proseguire non ravvisando gli estremi per la concessione del penalty.

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Ci riprova il fantasista di Alcamo, su punizione, ma stavolta la mira lascia a desiderare. Pericolosi gli ospiti, ma sarà l’ultima volta, al 38’ quando Guazzo, imbeccato da un lancio in verticale di un compagno, brucia sullo scatto Gattari e gira al volo verso la porta trovando un Forte strepitoso a respingere di piede, in uscita, in angolo. D’ora in avanti la Salernitana sarà costantemente stretta d’assedio nella propria metacampo. Al 41’ su angolo di Mangiapane, De Luca, appostato a pochi metri dal primo palo, trova il tempo per girare di destro centrando il palo a portiere battuto. Meno di 60’’ e l’estremo campano toglie dall’angolino basso una stavolta precisa punizione di Mangiapane. Prima del riposo, lancio di Giuffrida a pescare in area De Luca che, cordinandosi, di prima intenzione sfiora il palo più vicino. In avvio di ripresa la compagine campana sembra dover capitolare da un momento all’altro e se non lo farà lo deve al suo portiere ed al capelluto difensore Molinari. S’inizia con un angolo battuto da Catalano, stacco perentorio di Marchetti e il numero uno ospite vola a respingere. Al 3’ ennesimo corner, palla a centro area dove stavolta è De Luca a trovare il tempo per girare di testa, sembra fatta ma è di nuovo palo.

Al 6’ punizione di Mangiapane dalla sinistra a pescare solo soletto Gattari sul secondo palo, ma il difensore di Recanati schiaccia addosso a Iannarilli con l’intero specchio a disposizione. Si rivede la Salernitana dalle parti di Forte che blocca facile la centrale torsione aerea di Guazzo. Riprende l’assalto alla porta ospite. Angolo (alla fine se ne conteranno 14!) di Cerchia, Marchetti si conferma immarcabile e di testa mira all’angolo opposto, fatta? Macchè, Iannarilli decide di superarsi e con un gran volo riesce a ricacciare la sfera in corner. Al 16’ parabola maligna di De Luca a scavalcare il pipelet che con un balzo all’indietro alza oltre la barra trasversale. Mani nei capelli dopo quattro giri di lancette: sempre l’ariete bianco verde ha la meglio su Iannarilli in uscita grazie ad un rimpallo favorevole, tocco a colpo sicuro ma quasi sulla linea di porta si materializza Molinari spazzando. Al 22’ girata di Mangiapane in area verso De Luca, Iannarilli è bravo a respingere ma poi fortunato considerato che la palla sbatte sul corpo di Molinari e si spegne a fil di palo. Nuovo preziosismo in area di De Luca il quale appoggia indietro per l’accorrente Giacinti che calcia forte ma troppo sul portiere che così riesce a smorzare il tiro, prima che il solito Molinari, appostato a protezione del palo più vicino, sbrogli la minaccia.

Al 27’ rasoterra dal limite del centravanti di Pellezzano e palla a lato di un paio di metri. L’ultima grossa occasione, una sorta di rigore in movimento, capita sui piedi di Giacinti che, a seguito di un batti e ribatti nei sedici metri finali,  si ritrova  all’altezza del dischetto con l’intero specchio davanti a se. Anche stavolta però si dimostra poco freddo concludendo senza la forza necessaria, permettendo a Iannarilli di chiudere in bellezza respingendo con la mano, la sfera ritorna dalle parti di Giacinti che, braccato da un nugolo di avversari ed in equilibrio precario, riesce a calciare lentamente verso lo specchio trovando l’onnipresente Molinari ad allontanare. Animi tesi a fine partita, vuoi per il brutto, e già descritto, fallo di reazione di Ginestra, che per la foga e l’arroganza di un signore di mezza età che si scoprirà poi essere l’autista del pulman della squadra ospite.

Ferdinando Gaetano

 

VIGOR LAMEZIA (4-3-2-1): Forte 5.5; Rondinelli 6, Marchetti 7, Gattari 6, Crialese 6; Giacinti 6 (42’ st Di Maira sv), Giuffrida 6.5, Cerchia 6 (28’ st Petrilli sv); Mangiapane 6.5, Catalano 5.5 (11’ st Catanese 5.5); De Luca 6.5. In panchina: Zelletta, Castaldo, Cascione, Monopoli. Allenatore: Costantino 6.5

SALERNITANA (4-1-3-2): Iannarilli 8; Lucani 6, Molinari 7, Rinaldi 5.5, Chirieletti 5; Perpetuini 6 (36’ st Tuia sv); Montervino 6, Vagentin 6.5, Mancini 5.5; Guazzo 6 (21’ st Zampa 5.5), Ginestra 5 (30’ st Topouzis sv). In panchina: Garino, Adeleke, Capua, Ricci. Allenatore: Perrone 6

ARBITRO: Merlino di Udine 6.5

MARCATORI: 15’pt Vagesin

NOTE: spettatori 1300 circa, di cui 500 ospiti, per un incasso di 11.500 euro. Ammoniti Mangiapane (VL), Mancini (S), Topouzis (S). Angoli 14-2. Recupero: 0’pt e 6’st