Salta al contenuto principale

 

VIGOR-foligno-4marzo-1.jpg

Lamezia Terme, 4 marzo - Nuovo capitombolo interno, sempre per 1-0, della Vigor Lamezia che così vanifica in toto la vittoria della domenica precedente ai danni dell’Aversa. Anche stavolta i biancoverdi sono andati sotto, ma senza riuscire a rimontare come invece era avvenuto contro i campani di mister Chiancone. Ogni qualvolta s’intravede la luce per uscire definitivamente dai bassifondi della classifica, ecco che arriva, puntuale, il passo falso con conseguente ridiscesa in piena zona play-out. Una sconfitta resa ancora più amara dalle contemporanee affermazioni di Melfi e Campobasso, nonché dal prezioso pari strappato a Salerno da un sempre più sorprendente Hinterreggio. Il margine di vantaggio sulla quintultima è così drasticamente sceso ad una sola lunghezza, appena una in più rispetto alla terzultima, attualmente occupata dal Campobasso e che, lo ricordiamo, porta dritto in D. Situazione che ritorna a farsi critica, insomma. Per il momento la posizione di Costantino, seppur non saldissima, non sarebbe in discussione, anche se per domani pare sia prevista una riunione societaria. Ad ogni modo, in città è iniziato a circolare il nome di Stefano Sanderra quale eventuale nuovo tecnico qualora la dirigenza dovesse optare per l’avvicendamento in panchina. Tornando al calcio giocato, quella tra Vigor e Foligno non è certamente stata una sfida per palati fini. Gli umbri, loro si freschi di cambio tecnico, visto che appena giovedì scorso è stato ufficializzato Alessio De Petrillo al posto dell’esonerato Monaco, si sono limitati a giocare la loro onesta partita, mostrando, però, grande attenzione e determinazione nel lottare su ogni palla, chiudendo tutti i varchi a De Luca e compagni. Troppo prevedibile e compassata la manovra dei padroni di casa per far breccia tra le strette maglie difensive azzurre.  Orfano degli squalificati Gatti e Rampi, nonché dell’infortunato Gaeta (per lui previsto un mese di stop), l’allenatore ospite dispone i suoi con un abbottonato 4-1-4-1 culminante nel terminale offensivo Balistrieri. Costantino, relegato ancora in gradinata per scontare la seconda ed ultima giornata di squalifica, risponde col collaudato 4-2-3-1 con l’inserimento di Saccà a esterno basso di destra ed il trio Zampaglione-Longoni-Catanese a supporto di De Luca. Pronti via e si capisce come la Vigor non sia scesa in campo col piglio giusto. Dopo soli tre giri di lancette, il Foligno potrebbe infatti passare. L’ex perugino Balistrieri, appostato al limite, si avventa su una corta respinta di Gattari ma la conclusione si rivela troppo debole per impensierire Forte. Appena qualche decina di secondi, però, ed il gol umbro arriva ugualmente. Brunori Sandri, a gennaio virtualmente un nuovo acquisto della Vigor, prova la conclusione dalla media distanza, leggermente sfiorata da un avversario. Lo stesso numero sette calcia dalla bandierina con Marchetti e Cerchia che, senza nessun calciatore folignate nei paraggi, finiscono per ostacolarsi a vicenda, con la sfera che incoccia contro la testa del centrocampista avellinese e s’insacca, beffarda, alle spalle di un incredulo Forte. Al 13’ la gara pare riaprirsi in virtù del secondo cartellino giallo sventolato a Borgese, per una dura entrata su Catanese, dal fischietto lombardo. De Petrillo a questo punto lascia invariato il modulo di gioco che così diventa, per inerzia, un 4-4-1. Il Lamezia prende il sopravvento ma senza creare grossi pericoli dalle parti di Piacenti. Al 24’ si materializza l’unica conclusione nello specchio ospite dei primi 45’. Piacenti è costretto a smanacciare in angolo un maligno tiro-cross di Saccà destinato all’angolo più vicino.

Vigor-Foligno-4marzo.jpg

Al 27’ Zampaglione calcia a botta sicura a raccogliere una respinta della retroguardia ospite con la sfera che, toccata appena da un avversario, si spegne a fil di palo. La Vigor preme ma colleziona soltanto una sfilza di calci d’angolo (saranno 14 alla fine). Solo al 45’ una girata dal limite di De Luca è leggermente deviata da un difensore: la palla s’impenna e finisce di un niente a lato con Piacenti oramai spiazzato. L’avvio di ripresa vede ancora i locali riversarsi generosamente dalle parti dell’estremo difensore umbro. Longoni continua a battere con continuità dalla bandierina e su una di queste soluzioni pesca Zampaglione che, da posizione centrale, si coordina bene e calcia al volo, la conclusione è tesa ma sfortunatamente troppo centrale per impensierire Piacenti che blocca sicuro. Il pari sembra nell’aria ed al 15’ solo una prodezza del pipelet avversario ne impedisce l’avverarsi. De Luca, lanciato dalle retrovie si fa largo in area e, giunto in prossimità della linea di fondo, serve al centro una sorta di rigore in movimento a Catanese il quale mira di prima intenzione sotto la traversa senza tuttavia angolare molto. Il che basta a Piacenti per alzare in corner con un magistrale colpo di reni. E’ quindi Marchetti, su angolo del solito Longoni, a colpire debole in tuffo. Entra Cascione al posto di Crialese con l’intento di dare maggiore vivacità e penetrazione sull’out sinistro, ma l’ex Primavera del Bari finirà per far rimpiangere il già poco convincente Crialese. Col passare dei minuti il forcing vigorino si fa sempre più evanescente ed è soprattutto il Foligno a rendersi insidioso con qualche ripartenza. Così dopo un colpo di testa di Saccà tanto imperioso quanto impreciso, è Verruschi, ritrovatosi a tu per tu con Forte, a graziarlo allungandosi malamente la palla. In evidenza nel frattempo si mette il neo entrato Guarracino che al 29’ viene chiuso con esperienza, dopo un contrasto spalla a spalla, da Gattari. Mister Saladino getta nella mischia pure Rondinelli e Mangiapane. Quest’ultimo va a fare il trequartista con Longoni che indietreggia in mediana al fianco di Giuffrida. Dopo una “meta” di Mangiapane, con palla che si perde tra gli uliveti adiacenti lo stadio, è Vassallo, ricevuta palla da Verruschi, a indirizzare sull’angolino basso alla sinistra di Forte, mancandolo di poco. Al 43’, dopo una punizione di Mangiapane bloccata senza problemi da Piacenti, è nuovamente Guarracino a sgusciare via fra due difensori ed involarsi da solo verso Forte, bravo a respingergli il tiro in uscita disperata. La palla poi s’impenna prima che Saccà, quasi sulla linea di porta, spazzi di testa in angolo. L’ultimo sussulto si materializza al secondo dei 5’ di recupero, quando Gattari, in spaccata, non arriva per una questione di centimetri sulla punizione tesa in area di Mangiapane.

Vigor-foligno-4marzo2013bis.jpg

VIGOR LAMEZIA – FOLIGNO 0-1

VIGOR LAMEZIA (4-2-3-1): Forte 6; Saccà 5.5 Marchetti 4.5 (31’ st Rondinelli sv), Gattari 5.5, Crialese 5 (16’ st Cascione 4.5); Giuffrida 5, Cerchia 4.5, (28’ st Mangiapane sv); Zampaglione 5.5, Longoni 5.5 Catanese 6; De Luca 5. In panchina: Zelletta, Monopoli, Martino, Cirianni. Allenatore: Saladino 5 (Costantino squalificato).

FOLIGNO (4-1-4-1): Piacenti 6.5; Costanzo 6.5, Cotroneo 6.5, Adamo 6.5, Verruschi 6; Borgese 4; Brunori Sandri 6.5 (21’ st Guarracino 6.5), Menchinella 6, Vassallo 6 (33’ st Colombi sv), Fiordani 6; Balistreri 5.5 (44’ st Fondi sv). In panchina: Beni, Fedeli, Biondi, De Sole. Allenatore: De Petrillo 6.5

ARBITRO: Gentile di Lodi 6.5

MARCATORI: 4’ pt Cerchia (VL, autorete)

NOTE: Spettatori 900 circa, per un incasso di 3.020 euro. Al 13’pt espulso Borgese (F) per doppia ammonizione. Al 3’st allontanato dalla panchina il tecnico ospite De Petrillo; al 41’ st, per proteste, il ds vigorino Maglia. Ammoniti De Luca (V), Saccà (V), Crialese (V), Piacenti (F), Cotroneo (F), Fiordani (F), Guarracino (F). Angoli 14-2. Recupero: 2’ pt e 5’ st.

   

Vigor-fooligno-4marzo2013.jpg    

Commenti post-gara

Si conferma la legge non scritta del calcio in base alla quale una squadra difficilmente sbaglia la prima partita della nuova gestione tecnica. In sala stampa si presenta il dg umbro Roberto Damaschi. “A nome della società e dei ragazzi voglio ringraziare il pubblico lametino per gli applausi riservatici a fine gara. Venivamo da un periodo nero e quindi fare risultato qui a Lamezia per noi  era fondamentale. Anche per battezzare nel migliore dei modi la gestione De Petrillo. Ci siamo riusciti mettendo un mattone importante per ripartire”. Visi rabbuiati e poca voglia di parlare sul fronte biancoverde. Stavolta a Giuseppe Saladino, collaboratore dello squalificato Costantino, tocca commentare una prova deludente. “Proprio per come è maturato, il vantaggio ospite ci ha un po’ spiazzati. Anche perché dopo il Foligno si è rintanato dietro, limitandosi a buttare palloni in avanti. Gli spazi per noi si sono ridotti quasi allo zero. Abbiamo provato a stanarli col palleggio, ma non c’è stato verso. La classica gara storta anche se, obiettivamente, abbiamo un po’ peccato in intensità. La loro inferiorità numerica paradossalmente ha finito per danneggiarci visto che loro hanno ulteriormente chiuso ogni varco”. Una Vigor che ora rischia nuovamente grosso. “Purtroppo ci sono stati risultati sfavorevoli dagli altri campi, ma forse meglio così perché vorrà dire che ci rimboccheremo ulteriormente le maniche e lavorando sodo ne usciremo. Inevitabile qualche ripartenza nel finale dato che ormai difendevamo quasi a due. I cambi non hanno inciso? Quando uno li fa spera che portino giovamento alla squadra, ma non sempre è così. Ad ogni modo le sostituzioni da fare erano quelle”.  Comprensibilmente soddisfatto, ma anche un po’ dispiaciuto per il dispiacere inflitto alla Vigor, quello che sarebbe dovuto essere, a parti invertite, l’ex della gara. “Ho dato il massimo per il Foligno. A gennaio – afferma il giovane Brunori Sandri - ero arrivato qua ritenendo la Vigor una grande squadra, e resto di quest’opinione nonostante oggi l’abbiamo sconfitta. Preferisco non ritornare sul problema di tesseramento che ha fatto saltare in extremis il mio passaggio in biancoverde. Peccato perché ne sarei stato contento”. Il numero sette umbro si è fatto rimpiangere con una prova piuttosto dinamica. Senza dimenticare che ha messo lo zampino nell’azione, o meglio nel corner, che ha deciso la contesa. “Non ho giocato tantissimo con il precedente mister, per cui spero di trovare maggior spazio col nuovo allenatore, ma dovrò meritarmelo dando il massimo durante gli allenamenti”. Esordio migliore non poteva esserci per Alessio De Petrillo, nonostante l’allontanamento dalla panchina rimediato in avvio di ripresa. “Innanzitutto rimarco il grande senso di sportività dimostrato dal pubblico di Lamezia nell’applaudire la mia squadra a fine gara. Devo fare i complimenti anche ai miei, comunque, per l’applicazione mostrata durante gl’interi 90’. Ho trovato un gruppo con tantissima voglia di rimettersi in gioco.  Quanto al sottoscritto, sono stato allontanato per il semplice fatto di aver oltrepassato la linea dell’area tecnica”. Adesso, però, c’è da continuare la risalita in classifica. “Ogni partita è determinante. Non abbiamo fatto assolutamente niente vincendo qui a Lamezia. Già domenica ci attende un altro importantissimo scontro diretto per la salvezza. La Vigor Lamezia? Squadra forte, che ad inizio stagione un po’ tutti ritenevamo potesse ricandidarsi per il salto di categoria. Ha giocatori di qualità e c’è un bell’ambiente. Il che aumenta i nostri meriti per essere riusciti a strappare l’intera posta”. Filippo Gattari è stato tra i pochi a salvarsi in quello ch’era uno scontro diretto innanzitutto da non perdere, per non vanificare quanto fatto sette giorni prima. “Quest’anno purtroppo gira così – afferma sconsolato -. Il Foligno ha segnato senza neanche tirare in porta per poi, complice pure l’espulsione di Borgese, chiudere tutti i varchi, puntando esclusivamente su qualche ripartenza che, ad onor del vero, gli è riuscita soltanto nei minuti finali, quando inevitabilmente abbiamo dovuto sbilanciarci alla ricerca del pareggio”. Quando gli si chiede cosa sia mancato per strappare quantomeno un pari, Gattari risponde così. “Dovevamo sfruttare meglio qualche mischia in area ospite. Forse siamo stati un po’ lenti, ma la palla l’abbiamo fatta ben girare senza, però, incidere particolarmente. Proprio questo ritengo sia un po’ il limite che ci stiamo portando avanti quest’anno. E non mi riferisco solo agli attaccanti. Dobbiamo lavorare ancora di più ed a testa bassa, visto che la terzultima, il Campobasso, ha accorciato a soli due punti da noi”. Ancora una volta i biancoverdi hanno steccato la gara che poteva rappresentare la svolta di questo loro tribolato torneo. “Non credo pecchiamo di fiducia nei nostri mezzi. Altrimenti a quest’ora saremmo stati appaiati al Fondi o all’Aversa, in classifica. Alla fin fine ogni qualvolta bisognava reagire, l’abbiamo fatto. Siamo invece mancati quando c’era da uscirne definitivamente. Probabilmente questa squadra ha sempre bisogno di sentire il fiato sul collo per sfoderare prestazioni di un certo livello. Fermo restando che la gara l’avevamo preparata come quella contro l’Aversa”.

 

Ferdinando Gaetano