
di Ferdinando Gaetano
Lamezia Terme, 22 gennaio - Chi di spada ferisce, di spada perisce. La Vigor Lamezia espugna l’ostico “Grotta Polifemo” di Milazzo anche grazie al rigore sbagliato da Quintoni nel finale. Un episodio che ha in un certo senso vendicato la bruciante sconfitta di due stagioni orsono in D quando dapprima Cosa e poi Madonia fallirono clamorosamente dal dischetto regalando, di fatto, i tre punti ai milazzesi i quali avrebbero poi tagliato per primi, non senza sorprese, lo striscione di arrivo con conseguente salto diretto in Seconda Divisione. Una vittoria, quella conseguita grazie al nono centro stagionale di Matteo Mancosu, che fa il paio con quella, sempre sofferta, dell’andata, nonché con l’inatteso 1-2 inflitto, sempre in trasferta, agli allora lanciati siciliani nella parte finale dello scorso campionato.
Altra curiosa coincidenza rispetto all’affermazione, sotto la luce dei riflettori, dell’andata, riguarda l’estremo difensore vigorino. Anche lo scorso 14 settembre infatti parò un rigore ai messinesi, ma in quel caso non fu certo fortunato dato che Proietti riuscì a ribadire in rete la sua respinta. Tornando all’attualità, in quel di Milazzo mister Costantino vara l’ormai scontato 4-2-3-1, con Franchino che torna titolare nel ruolo di esterno basso di destra ed il trio Lattanzio – Visone – Mancosu alle spalle del terminale De Luca, regolarmente in campo nonostante una settimana caratterizzata da qualche acciacco di troppo. Identico modulo è adottato dal duo Catalano – Trimarchi.
La prima insidia dell’incontro si materializza dopo quattro giri di lancette allorquando Forte è chiamato a deviare in angolo una conclusione avversaria dalla distanza. Trascorrono pochi minuti ed arriva la replica dei lametini con Mancosu il quale, lanciato dalle retrovie, prova a penetrare in area ma è chiuso in extremis da N’Ze. Al 16’ Lattanzio crossa teso dalla bandierina ma nessun compagno riesce ad arrivare all’appuntamento col pallone. La gara stenta a decollare. Ci prova Quintoni su punizione ma Bonasia spazza la minaccia di testa. Al 26’ i rossoblù protestano inutilmente per un presunto contatto in area su Quintoni, poi N’Ze imbecca Malafronte il cui tiro a botta sicura lambisce la traversa. Al 36’ il portierino di Campora non si lascia sorprendere sul piazzato di Quintoni.
Ad inizio ripresa, è però la Vigor a passare con una progressione delle sue di Mancosu che entra in area e trafigge di precisione sul primo palo un impotente Messina. I bianco verdi riescono a controllare il match sino al 25’ allorquando, su cross del solito Quintoni, Scalzone di testa non inquadra lo specchio. Passa poco e stavolta Scalzone si fa apprezzare nelle vesti di assist-man per l’ex catanzarese Mangiacasale che però spreca il tutto. Il peggio sembra passato per De Luca e compagni visto lo sterile forcing dei siciliani. Così a rendersi pericoloso è il da poco entrato Cane il cui tiro-cross si perde di un niente sopra la traversa.
Ma i pericoli per l’undici di Costantino non sono tuttavia finiti. Ad una manciata di minuti dal 90’ l’ivoriano N’Ze infatti si procura il penalty del possibile 1-1, ma Forte si oppone da campione permettendo alla squadra del presidente Mascaro di scavalcare il riposante Catanzaro e balzare in terza posizione, sempre a tre lunghezze dal secondo posto occupato dalla invulnerabile L’Aquila. Dicontro, s’interrompe,dopo circa tre mesi, l’imbattibilità interna dei mamertini.
MILAZZO (4-2-3-1): Messina; N’Ze, Cucinotta, Imparato, Di Pasquale (12’st Scalzone); Bucolo, Cuomo; Mangiacasale (32’st Fiore), Proietti, Quintoni; Malafronte (42’st Rasà). Allenatori: Catalano - Trimarchi
VIGOR LAMEZIA (4-2-3-1): Forte; Franchino, Marchetti, Gattari, Bonasia; Cerchia, Giuffrida; Lattanzio (11’st Rondinelli), Visone (42’st Romero), Mancosu; De Luca (33’st Cane).
Allenatore: Costantino
ARBITRO: Sacchi di Macerata (Corso di Carrara e Pizzalunga di Bergamo)
MARCATORI: 3’st Mancosu
NOTE: Al 41’st Quintoni si fa parare un calcio di rigore da Forte. Ammonito Franchino (V). Recupero: 0’pt e 3’st
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