
Lamezia Terme, 19 maggio - Tempo di bilanci anche per Massimo Costantino, al termine di quella che è decisamente stata la più difficile e tribolata delle sue tre, consecutive, stagioni sulla panchina biancoverde. “Mi aspettavo di più in fase realizzativa. Questo penso sia normale. Nella media abbiamo sfoderato delle ottime prestazioni, prendendo a riferimento la precedente stagione. L’impostazione è rimasta la stessa e ci siamo riconfermati miglior difesa di tutta la Lega Pro. Solo che abbiamo sbagliato di più sottoporta. L’anno scorso in molte partite riuscivamo a concretizzare due-tre occasioni rispetto alle quattro-cinque che creavamo. Quest’anno, invece, su sei-sette spesso non se n’è finalizzata nemmeno una. Ed ovviamente la colpa non è stata solo degli attaccanti, considerato che pure i centrocampisti ed i difensori hanno sbagliato dei gol. La differenza per me è consistita in questo”.
Un Costantino che adesso resta alla finestra, ma non per troppo, in attesa che possa delinearsi quello che sarà il futuro della Vigor Lamezia, al momento incerto a seguito delle recenti dimissioni dell’intero Consiglio d’Amministrazione di via Marconi. “Ho un altro anno di contratto per cui è un mio dovere, da professionista, dare la priorità alla Vigor. Prima di tutto aspettiamo come evolverà la questione societaria. Poi è ovvio che in ogni società, questa dovrà discutere e pianificare il futuro assieme al tecnico ed al direttore sportivo. In cosa e dove dovrebbe essere potenziato l’attuale organico? Si può migliorare in tutti i reparti. Anche in difesa secondo me, nonostante, stando ai numeri, sia quello che dà più garanzie. Anche perché il prossimo sarà un torneo molto difficile. Non è però detto che migliorandola, lo saranno pure i risultati. Il calcio non è una scienza esatta, e quindi non è detto che chi più spende più vince. Ad ogni modo, ritengo che in questi tre anni abbiamo dimostrato in tutte le situazioni di saper cavare il classico ragno dal buco; per cui il problema non è assolutamente dove migliorare, bensì gli strumenti che ci verranno dati per farlo”.
A proposito delle voci che lo darebbero tra i papabili alla panchina del Cosenza, in simbiosi col possibile rientro alla base dell’ex dirigente del Rende, Mangiarano, fa notare come “E’ da due anni che leggo il mio nome legato al club silano, ma non sono mai stato contattato. Con Mangiarano ci conosciamo da un sacco di tempo ma al momento non riveste alcuna carica ufficiale nel Cosenza”. Il problema della categoria non rappresenterebbe un problema, in linea di massima, se rapportato a determinate piazze. “Beh, un po’ mi seccherebbe tornare in D. Non sarebbe certo il massimo dell’aspirazione. Però al momento non ci penso dato che chi ha occhi per vedere, sa giudicare. E non penso in Prima Divisione ci siano tutti questi fenomeni d’allenatore. Pian piano stiamo facendo tutti la nostra gavetta, guadagnandoci, da lametini, qualcosa d’importante. Per quello che abbiamo fatto in questi anni, altro che serie D, ritengo meritiamo la Prima Divisione. Cosenza comunque, al pari di altre piazze come Messina, Ancona, Taranto,Foggia, è un caso a parte; nel senso ch’è come se fosse in D solo sulla carta. Per cui si scenderebbe di categoria unicamente per queste piazze. Cioè per vincere subito e ritrovarsi nella serie C unica la stagione successiva”.
Tornando a quella che, almeno sulla carta, o meglio contratto, resta la sua squadra fino al 30 giugno 2014, all’ex trainer della Rossanese viene chiesto un giudizio sui giovani avuti a disposizione nell’annata da poco conclusasi. “Credo quest’anno, ancor più che nello scorso, si sia fatto un grande lavoro portando quasi tutti i ragazzi a migliorare nel corso della stagione. Anche perché, fatta eccezione per quei sei-sette calciatori esperti, la rosa era formata interamente da giovani. D’altra parte avrete constatato come pure nelle ultime tre giornate si è continuato a schierare lo stesso numero di under delle precedenti giornate. Proprio nel finale ci han dato una grande mano dopo qualche difficoltà iniziale dovuta all’ambientamento in una nuova realtà che per molti di loro ha rappresentato la prima esperienza in una prima squadra, reduci dai vari campionati Primavera. E poi hanno risentito tantissimo del clima creatosi sin da quest’estate attorno alla squadra. Vedrete, perciò, come anche stavolta i giovani che non resteranno a Lamezia, andranno in squadre di pari, se non addirittura superiore, categoria”.
Una stagione assai sofferta, ma, fortunatamente, dal lieto fine. “E’ vero ch’è stata un’annata tribolata, ma se ce l’abbiamo fatta a salvarci è perché siamo rimasti sempre molto uniti. Una permanenza tra i Pro dunque parecchio lavorata, e frutto di tanto sacrificio. Nel mese di settembre ho detto che facevo i complimenti al direttore sportivo poiché, a mio avviso, per quello che ha potuto, aveva fatto una buona squadra. Non pensate che l’anno prima si fosse speso di più. Sono le annate in se, diverse, nonostante rispetto alla scorsa stagione siano rimasti immutati l’impianto di gioco, il tecnico, il ds e gran parte della rosa. Solo che qualche calciatore ha reso di meno, la piazza non ci ha aiutato come la precedente stagione, io stesso avrò sbagliato qualcosa, alcuni hanno fallito ghiotte occasioni da rete, il portiere ha beccato qualche gol evitabile, abbiamo sbagliato due rigori sullo 0-0, e potrei continuare così. E’ stato un anno diverso ed il calcio è uno sport di situazioni. Anzi, dico di più: questa squadra ha concluso con uno stato fisico-mentale in crescendo. Probabilmente, col classico senno di poi, qualora il campionato fosse durato altre cinque-sei giornate, avremmo scalato altre posizioni di classifica. Il lavoro di un tecnico che vuol fare carriera consiste proprio nel cercare di trarre il massimo dal materiale umano a sua disposizione. Col direttore Maglia ci confrontiamo quasi ogni giorno, tant’è che sa come la penso su qualsiasi calciatore. Però non sono il tipo che si lamenta per quello con cui si ritrova a lavorare. Anche perché sarebbe riduttivo farlo. E se proprio mi sarò potuto lamentare di qualcosa, - conclude mister Costantino - l’avrò fatto soprattutto nel torneo precedente, quello degli 80 punti”.
Fermento nel calcio lametino?
Nonostante le fresche dimissioni dell’intero CdA vigorino, in città, seppur dietro le quinte, starebbe bollendo qualcosa di significativo. Indiscrezioni darebbero in programma per domani sera una riunione “arlecchino” per provare a gettare le basi di un unico progetto calcistico che comunque non prevedrebbe la scomparsa delle varie realtà cittadine. Come a dire, una società madre ed altre satellite di quest’ultima. Un po’ come il rapporto instauratosi la scorsa estate tra la “madre” Vigor e la “figlia” Promosport. Iniziano a circolare pure le prime, consuete, indiscrezioni di mercato, tipo quelle che darebbero Costantino sempre più nelle grazie del Teramo, mentre a Lamezia, ma stavolta sponda biancoverde, potrebbe ritornare Alessandro Erra. Solo voci, o c’è un fondamento di verità? Ai posteri l’ardua sentenza.
Ferdinando Gaetano
© RIPRODUZIONE RISERVATA