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Lamezia Terme, 12 gennaio - Se ancora una volta le statistiche avranno la meglio, si profila l’ennesimo pareggio stagionale per la Vigor Lamezia di scena al “Valerio” di Melfi. A sfidarsi, infatti, saranno il primo ed il secondo peggior attacco, nonché la prima e la seconda miglior difesa del girone. Come se non bastasse, biancoverdi e gialloverdi al momento sono pure le formazioni ad aver raccolto più pareggi in queste prime diciotto giornate: ben 11 volte i ragazzi del presidente Mascaro, 8 i lucani. A far sperare in qualcosa in più del solito punticino (fermo restando che, trattandosi di uno scontro diretto tra le due quintultime, sarà fondamentale non perdere), stavolta sarà la presenza in campo dei due recenti rinforzi offensivi (anche se dal primo minuto giocherà soltanto Zampaglione, con Longoni pronto ad essere gettato in campo nella ripresa).

“E’ vero, i numeri farebbero presagire la divisione della posta – osserva il tecnico della Vigor Lamezia, Massimo Costantino – ma noi, così come fatto col Gavorrano, anche a costo di rischiare di perderla, giocheremo per i tre punti. Perché del match di domenica scorsa si può dire di tutto, ma non che non abbiamo provato a vincere, tant’è che nei secondi 45’ abbiamo finito per prestare un po’ il fianco alle veloci ripartenze dei toscani. Andremo a Melfi per fare bottino pieno, insomma, pur consapevoli che non sarà facile. Loro sono una squadra simile alla nostra per caratteristiche, tant’è  che segnano e subiscono poco. D’altronde, riuscire a staccarci di qualche punto dalla zona play-out, sarebbe fondamentale, visto che qualche mio calciatore, non essendo abituato ad un campionato del genere, inevitabilmente avverte un po’ la pressione psicologica”. In terra lucana, Costantino dovrà fare a meno dell’infortunato Mangiapane, dell’influenzato Catalano e degli squalificati Marchetti e Giacinti. Difficile prevedere il modulo che verrà utilizzato, anche se in partenza i lametini dovrebbero schierarsi col 4-2-3-1 per poi passare, nella ripresa, al 4-3-3 in virtù del probabile ingresso di Longoni.

PROBABILE FORMAZIONE (4-2-3-1): Forte; Monopoli, Castaldo, Gattari, Crialese; Giuffrida, Cerchia; Rondinelli, Catanese, Zampaglione; De Luca

QUESTI, COMUNQUE, I CONVOCATI
PORTIERI: Forte, Zelletta
DIFENSORI: Cascione, Castaldo, Crialese, Gattari, Monopoli, Saccà
CENTROCAMPISTI: Cerchia, Ferrara, Giuffrida, Martino, Rondinelli
ATTACCANTI: Catanese, De Luca, Di Maira, Longoni, Zampaglione.

 

 LE INTERVISTE DELLA SETTIMANA

Un gol non da seconda migliore difesa dell’intera Lega Pro, quello subito domenica, di testa, dal piccoletto Peluso. Una rete decisamente evitabile con un pizzico di maggiore attenzione e che purtroppo ha di fatto rivitalizzato la formazione allenata da Renato Buso e fatto smarrire lucidità e sicurezza tra i bianco verdi.  “Ci stanno delle giustificazioni al gol preso – osserva mister Costantino - , ma è pur sempre scaturito da un nostro errore. Anche se eravamo appena rientrati in campo ed ha fatto seguito ad una punizione ch’era a nostro favore ed invece assegnataci contro, dovevamo restare più concentrati e maggiormente reattivi, avendo comunque avuto tutto il tempo di riposizionarci in difesa. Peraltro movimenti, questi, che solitamente non sbagliamo. Seppur in termini percentuali ogni errore può essere imputato più ad uno che ad un altro, resta un errore di reparto che può sempre capitare; anche se non per questo mi dà meno fastidio”.

Sta di fatto che la Vigor non è più riuscita a reagire e mettere alle corde il Gavorrano, come accaduto nella prima frazione. “Inutile negarlo: i ragazzi, purtroppo, hanno subito il contraccolpo psicologico, iniziando a giocare con troppa frenesia, sbagliando sempre l’ultimo passaggio e senza più intendersi li davanti”.

Puntuali, in settimana, sono nel frattempo arrivate le squalifiche di Marchetti e Giacinti, entrambe per recidiva in ammonizioni. “ Di assenze ne abbiamo sempre avute, tranne, forse, due-tre partite. Ed abbiamo saputo farvi sempre fronte, vedi gare con Hinterreggio e L’Aquila. D’altronde, come gruppo abbiamo l’abitudine di non lamentarci mai di chi, di volta in volta, ci viene a mancare. Piuttosto badiamo a valorizzare al massimo il materiale domenicalmente a disposizione. Anche perché considero i vari Martino, Di Maira, Cascione, Catalano, ed altri che magari giocano meno, tutti da prima squadra. E’ ovvio che a volte riescono di più o meno a dare una mano, ma non dipende solo da loro. Ad esempio, invece, dal tipo di avversario, dall’andazzo della partita o dal carattere di ognuno di loro. Posso comunque anticipare che chi giocherà a Melfi è perché avrà lavorato meglio questa settimana, esigenze tattiche permettendo. Sono tutti ragazzi volenterosi, legati al gruppo, per cui non faranno rimpiangere gli assenti”.

Interpellato a proposito, Costantino ritorna sulle sue cento panchine in biancoverde. “Anche in altre sedi ho sempre indicato la semifinale play-off di ritorno con la Paganese come la gara più bella, ed al contempo più brutta, tra queste cento. Dico ciò per il gioco espresso, la forza tecnica e mentale dei miei nel non mollare mai, e per il numero impressionante di azioni da gol create. Però, poi, per com’è finita, visto che nel calcio bisogna pur sempre metterla dentro per vincere, è stata quella che ci ha dato più dispiacere. Comunque non tralascio neanche il derby del 21 dicembre 2011 contro il Catanzaro. Vuoi perché giocato prima di Natale, vuoi in quanto quella vittoria ci ha permesso di compiere il salto di qualità, dandoci il la per un grande girone di ritorno”.

Da ormai due stagioni e mezzo alla guida della prima realtà calcistica cittadina, l’ex trainer di Campobello di Mazara e Rossanese non nasconde come in questo lasso di tempo possano esserci state alcune valutazioni sbagliate a proposito di qualche elemento approdato o meno alle sue dipendenze. “Qualche rimpianto ci sta e non sarebbe neanche il caso di dirlo. E’ normale che, seppur da professionista, debba fare anche autocritica. Qualche volta, sempre col senno di poi, magari avrei potuto fare scelte diverse. Però è giusto sia sempre il sottoscritto ad accollarsi le responsabilità. Al contempo, perciò, se la passata stagione sono stato eletto miglior allenatore della Lega Pro, vuol dire che me lo sono meritato”.

Da qui al 31 gennaio non è da escludere un altro movimento in entrata, ovvero un terzino destro di ruolo. “Il mercato è aperto fino a fine mese. Però io già sono contento della prestazione fornita, al di la del gol, da Zampaglione. Lui deve fare esattamente questo. E poi c’è Longoni che, quando sarà a posto fisicamente, farà il resto. Ritengo che il gruppo ha tutte le potenzialità per uscirne tranquillamente. L’importante sarà non lasciarsi andare, in ogni gara, alla fatidica caccia alle streghe. E quindi magari vedere tutto nero anche quando la prestazione è stata accettabile seppur non ottimale. Quanto ci vorrà per vedere il miglior Longoni? Di solito quando un calciatore fa il ritiro, non entra in forma prima di un mesetto. Vediamo come risponderà al termine di questa sua seconda settimana di lavoro. Ce ne dovrebbero volere altre due per rimetterlo in condizione, ma, ripeto, dipende da soggetto a soggetto. Lui fino al giovedì si allenerà, dal punto di vista fisico, un pochino in più dei compagni. Nei giorni restanti della settimana, invece, lavorerà come il resto del gruppo in vista di un impiego la domenica”.

Tornando al match di domenica scorsa, ad essersi viste attribuite le maggiori responsabilità per la rete beccata in avvio di ripresa, sono stati, come confermato dalle immagini televisive, Rondinelli, Marchetti e Forte.

“ E’ stato un peccato aver commesso un errore del genere – osserva proprio Francesco Forte - visto che solitamente non ne facciamo come reparto. Dispiace dopo la mia respinta la palla sia rimasta li anche se il loro attaccante è stato bravo a rimetterla subito dentro, e quindi bravo Peluso a farsi trovare pronto. Quando si commette una disattenzione, è giusto che ne risponda chi ha sbagliato. Poi se a sbagliare sarà il sottoscritto, vorrà dire che durante la settimana ne parlerò sia col mister che con il mio preparatore Alessandro Quarta, i quali mi diranno dove ho sbagliato e come fare per rimediare affinchè non si ripeta. Faccio pure io autocritica quando sbaglio”.

Al portierino di Campora San Giovanni chiediamo s’è d’accordo con noi sul fatto che debba un po’ migliorare nelle uscite, visto che tra i pali se l’è sempre cavata egregiamente. “Da quando sono qui alla Vigor, ritengo di essere migliorato anche nelle uscite, avendo sempre l’istinto di andare a prendermi ogni palla alta. A parte qualche episodio, che mi ricordi non è mai successo che abbia preso gol su un’uscita sbagliata. Anche se il mister mi dice sempre ch’è meglio sbagliare in uscita piuttosto che rimanere sempre statico tra i pali”.

Il giovane estremo difensore classe ’91 è conscio di quanto sia cambiata, a livello ambientale, la situazione rispetto al precedente torneo. “Eravamo abituati all’anno scorso che quando uscivamo dal campo venivamo accolti con gli applausi, oppure, quando ci vedevano per strada, ci facevano i complimenti. Invece adesso la situazione è cambiata radicalmente, per cui se magari la gente c’incontra per strada, ci dice qualche altra cosa... Dobbiamo pensare solamente a noi ed a far bene una volta che scendiamo in campo, dimenticandoci dell’eventuali parole rivolteci dagli spalti”.

Circa il gol beccato dal piccolo numero dieci del Gavorrano, dice la sua anche Domenico Marchetti. “Dovevamo essere più attivi nel prender l’uomo e non farlo colpire di testa. Però succede, anche se spero non si verifichi più. Fermo restando che se l’arbitro nei primi 45’ avesse espulso il loro difensore ed assegnatoci il secondo rigore, non so poi quanta forza avrebbe avuto il Gavorrano per provare la rimonta”.

Tra l’altro l’ex difensore del Barletta salterà la trasferta di Melfi a causa del giallo pesante vistosi sventolare in avvio di partita. “Mi stavo chiarendo col portiere e l’arbitro è venuto ad ammonire solo me. In questi casi, invece, o si ammonisce entrambi o nessuno dei due. Questi diverbi poi in campo ci stanno, anche se mi dispiace non poter dare una mano domenica, trattandosi di una gara molto delicata ed importante. L’arbitraggio ci ha comunque condizionato, inutile dire di no. Per un difensore, qual è il sottoscritto, un’ammonizione dopo soli 10’ è ovvio che ti condiziona per il resto della sfida. E poi non sono stato il solo, considerato che ha ammonito pure due miei compagni nei primi 20-25’ di gioco”.

Leggermente polemico l’ultimo concetto espresso dal jolly difensivo della Vigor Lamezia. “La pressione c’è sempre stata. Pure l’anno scorso quand’eravamo a giocarci la promozione diretta. Figuriamoci adesso, quindi. E’ una situazione un po’ particolare nel senso che bisognerà lavorare più del dovuto, anche sotto l’aspetto mentale, per uscirne tutti assieme. E non lo si fa certo andando, ogni settimana, a ricercare il colpevole di turno, colui che ha sbagliato nell’azione del gol o colui che non sta rendendo come la scorsa stagione”.

Ferdinando Gaetano