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Fronti-derby-Nicastro

Lamezia Terme, 14 ottobre - E’ il Fronti ad aggiudicarsi con merito la stracittadina al cospetto di un Nicastro capace di rendersi  pericoloso in una sola occasione. Di contro, una decina le palle gol nitide costruite dai biancorossi, tra l’altro penalizzati da due madornali  sviste del direttore di gara crotonese. Ma procediamo in ordine cronologico. Mister Cutrì, costretto alla tribuna, per squalifica, al pari di capitan Matarazzo, nonostante debba rinunciare pure all’infortunato Marco Orlando, schiera un undici vocatamente offensivo, con gli sguscianti Buccinnà e Luca Di Cello sugli esterni a supporto del tandem Arcuri - Vaccaro. In mezzo al campo agiscono Carchedi e Nicolazzo F., mentre davanti all’esperto Cullice, al debutto stagionale, ci sono, da destra a sinistra, Torchia, Ariosta, De Grazia ed un Sesto non in grande giornata pur avendo licenza di mantenersi molto alto. Franco Marotta, orfano dell’infortunato Palmieri, preferisce coprirsi dirottando Andrea Amantea in panchina, dove trova posto pure l’ultimo arrivato Tarzia, che la scorsa stagione ha giocato proprio nel Fronti. In avanti, così gioca il solo Nucifero, con i tornanti, in verità piuttosto spenti, Bevilacqua e Giampà a ricevere palloni dal trio mediano Lucchino – Torchia – Viterbo. Già dopo pochi minuti di gioco, Francesco Amantea capisce che lo aspetta un pomeriggio tutt’altro che riposante. Prima alza in angolo un colpo di testa di Arcuri, quindi si ripete addomesticando in tuffo lo stacco di Carchedi destinato all’angolino basso. Il Nicastro prova a ribattere, ma non va oltre un paio di calci piazzati. Fuori misura quello di Nucifero, telefonato quello battuto da Viterbo. Decisamente più pungenti Carchedi e compagni, tant’è che al 14’ il bomber Arcuri non perdona girando, di prima intenzione, alle spalle di Amantea F. una corta respinta di testa di Sereno. Poco dopo, il portiere ospite è invece superlativo nel volare a togliere dall’incrocio la precisa punizione di Arcuri. I biancorossi continuano a spingere, ma al 30’ corrono l’unico vero rischio dell’incontro. Il calcio piazzato di Nucifero dalla destra, pesca Rocca in piena aerea il quale da pochi passi calcia quasi a botta sicura. Il tiro non è molto forte, ma Cullice è ugualmente strepitoso nel respingere, d’istinto, in tuffo. Il pericolo corso non ha però effetti negativi sui ragazzi del presidente Pagnotta che chiudono la frazione in attacco. Al 32’ angolo di Buccinnà non sfruttato a dovere da Arcuri, il cui colpo di testa non inquadra lo specchio. Al 44’ splendida azione in velocità innescata da Buccinnà che chiude il triangolo con Arcuri e, quasi dalla linea di fondo, mette in mezzo per l’accorrente Vaccaro il cui tocco sottomisura esce di un soffio sul palo più lontano.

Prima del riposo c’è gloria pure per il frontese Torchia che si coordina alla perfezione, su una respinta della difesa, scoccando una saetta che sfiora l’incrocio. In avvio di ripresa mister Marotta capisce di dover osare maggiormente e così toglie Lucchino e Sereno, centrocampista e difensore, gettando nella mischia i ben più offensivi  Andrea Amantea ed Azzouzi. Al 16’ Bevilacqua, apparso la sbiadita copia del calciatore ammirato nelle precedenti giornate, si destreggia tra un nugolo di avversari ma poi, quasi al limite, conclude alle stelle. Nel frattempo inizia a carburare Luca Di Cello e per i biancazzurri sono dolori. Al 20’ il fantasista cresciuto proprio nel Nicastro, va via alla sua maniera prima di essere falciato appena fuori l’area di rigore avversaria. Della battuta s’incarica Arcuri con palla a far quasi la barba al palo. Quattro giri di lancette e, sugli sviluppi di un corner, Viterbo e compagni chiedono il penalty per una presunta spinta ai danni di un loro compagno. Episodio dubbio, alla mezzora, allorquando l’arbitro annulla (fuorigioco?) un  gol di Vaccaro, ch’era stato lesto ad insaccare al termine di un’insistita azione d’attacco. Un paio di giri di lancette e Amantea F. sale di nuovo in cattedra deviando in angolo la botta di Di Cello L. sporcata dal successivo tocco di un componente la linea arretrata nicastrese. Al 35’ si materializza il primo errore madornale del signor Torromino che non si accorge del netto tocco col braccio di Mariano ad evitare che l’assist di Di Cello L. mettesse Vaccaro a tu per tu con Amantea F.  Fallo che tra l’altro sarebbe potuto costare anche il rosso, per fallo da ultimo uomo, all’arcigno centrale di Platania. I ragazzi di Marotta, nel frattempo spedito in tribuna per proteste, sono costretti a sbilanciarsi, prestando il fianco alle fulminee ripartenze del Fronti. Tipo quella che costringe Giampà a falciare abbondantemente in area lo sgusciante Buccinnà. Tutti si aspettano che l’arbitro indichi il dischetto, ma incredibilmente converte l’evidente penalty in punizione dal limite. Ci prova anche Vaccaro con una sventola dai quindici metri che il numero uno avversario vola incredibilmente a respingere  con un altro intervento strappa applausi. Al  42’ tocca a Buccinnà, su calcio piazzato dal limite, a non inquadrare lo specchio per una questione di centimetri.

I biancorossi devono pazientare fino al 90’ per chiudere i giochi. Buccinnà cade nuovamente in area ostacolato da Mariano; malgrado il fallo sia meno vistoso di quello maturato pochi minuti prima, stavolta il fischietto crotonese indica senza remore il tiro dagli undici metri e contestualmente sventola il secondo giallo al già ammonito difensore del Nicastro. Dal dischetto Arcuri non sbaglia (nella foto) spiazzando completamente il pur bravo Amantea F. ed il derby si chiude di fatto qui nonostante i successivi sei minuti di recupero. Peccato soltanto per qualche parola di troppo volata a fine gara,  a seguito del poco edificante siparietto che ha visto venire per qualche secondo alle mani, prima di essere portati via dai rispettivi compagni di squadra, Nicolazzo F. e Azzouzi, con quest’ultimo che avrebbe reagito ad un insulto a sfondo razziale del primo. Per il Fronti, che così riscatta prontamente la sconfitta di stretta misura subita a Campora, è la terza affermazione in quattro partite. Più deficitaria la classifica dei biancazzurri che restano a quota 4.

Ferdinando Gaetano

 

FRONTI: Cullice 6.5, Torchia 6.5, Ariosta 6.5, Carchedi 6.5, Nicolazzo F. 6 (48’st Candido sv), De Grazia 6.5, Buccinnà 7 (45’st Di Cello S. sv), Sesto 5.5 (1’st Nicolazzo C. 6), Vaccaro 6.5, Arcuri 7.5, Di Cello L. 7  In panchina: Campisano, Landolfi, De Fazio, Grandinetti E. Allenatore: Cutrì (squalificato)

R. NICASTRO: Amantea F. 7, Caccamo 6, Rocca 6, Lucchino 5 (12’st Amantea A. 6), Sereno 6 (21’st Azzouzi 5.5), Mariano 5.5, Bevilacqua 5 (28’st Carfora sv), Viterbo 5.5, Nucifero 6, Torchia 5, Giampà 5.5  In panchina: Martucci, Tarzia, Giuliano, De Sensi. Allenatore: Marotta 5.5

ARBITRO: Torromino di Crotone 4.5

MARCATORI: 14’pt Arcuri; 45’st Arcuri rig.

NOTE: cielo plumbeo con leggera pioggia a tratti. Spettatori 120 circa. Al 31’st allontanato dalla panchina il tecnico ospite Marotta. Al 43’st espulso Mariano (N) per doppia ammonizione. Ammoniti Nicolazzo F. (F), Rocca (N), Cullice (F), Giampà (N), Amantea F. (N), Nucifero (N). Angoli 5-3. Recupero: 3’pt e 6’st