
di Fernando Giacomo Isabella
Lamezia Terme, 3 ottobre - Salire, salire fino a raggiungere la vetta. Una volta conquistata la sommità la soddisfazione arriva all’apice perché le paure sono rimaste tutte giù, lontane a tal punto che non ti possono più avvicinare. La salita di un ostacolo verticale può anche raffigurare la metafora della vita e l’arrampicata, caratterizzata da una forte componente psicologica, riesce senza dubbio a tirare fuori il meglio dagli individui. La disciplina, divenuta decisamente trendy negli ultimi anni in diversi parti del globo, ha anche conquistato giovani e non solo, grazie alla professionalità dell’Associazione “Gaiarrampicata”. Il gruppo lametino ha brillato, recentemente, alle prove di arrampicata sulla parete verticale artificiale del padiglione Uisp allestito a SportDays: la fiera dello sport organizzata a Rimini dal Coni. “Salire– ha sostenuto Giovanni Cugnetto componete del direttivo nazionale Lega Montagna Uisp e presidente dell’Associazione Gaiarrampicata – è nella natura umana. Il primo gesto di un bambino è quello di arrampicarsi e solo successivamente riesce a tirarsi in alto. In quell’istante vengono definite molte sicurezze dell’individuo”.
Quindi il salire è un movimento istintivo?
“Si, certo. La matrice arcaica della prensilità attraverso la coordinazione della quadrupedia prende forma nell’arrampicata prima di camminare”.
E’ corretto considerare l’arrampicata uno sport estremo?
“La valutazione deve essere effettuata sugli imprinting emozionali, perché da loro conseguono in modo positivo reazioni altrettanto costruttive per il controllo delle difficoltà e per una accertata consapevolezza delle capacità di coordinazione dell’individuo”.
L’arrampicata naturale è più complessa rispetto a quella indoor?
“Nell’arrampicata su roccia emerge l’attenzione, che però è anche presente in quella indoor”.
In maniera minore?
“La concentrazione non viene mai meno, per il semplice motivo che non siamo istintivamente portati a perdere l’equilibrio”.
A quale età è opportuno iniziare l’attività?
“La proposta del “Progetto equilibri” dai cinque anni è validamente improntata sulla crescita dell’equilibrio psicofisico attraverso delle fasi di preparazione che in graduale progressione portano l’individuo al superamento di ostacoli e di difficoltà.
Dove si trovano le location?
“All’interno dell’Istituto Comprensivo Don Lorenzo Milani, che per primo ha abbracciato il laboratorio sperimentale dell’Associazione Gaia Lega Montagna Uisp e presso la scuola Borrello- Fiorentino. In questi due istituti sono stati completati progetti formativi molto proficui ed ora l’attività è rivolta anche verso il Liceo Campanella. Quindi, associazioni e scuole hanno l’opportunità di provare il “progetto equilibri”. Desidero rammentare che i processi formativi sono stati definiti attraverso le Facoltà di Scienze Motorie dell’Università di Verona”.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
© RIPRODUZIONE RISERVATA