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di Fernando Giacomo Isabella

Lamezia Terme, 19 settembre - Durante una gara di scherma la concentrazione degli appassionati dell’antica arte è diretta verso i due concorrenti vestiti di bianco e nascosti in volto da una maschera. Stoccate, affondi, velocità e tecnica attirano in ogni gara l’attenzione del pubblico. A qualche metro dalla pedana c’è sempre una figura che osserva con attenzione la gara, a volte discute con i concorrenti e dopo ogni assalto assegna il punto. Ovviamente, si tratta dell’arbitro. Il Circolo Scherma Lametino fondato nella seconda metà degli anni ’90, ricco di titoli regionali, nazionali e forte della presenza all’interno dello staff tecnico tricolore del maestro Giuseppe Costanzo non poteva non presentare ai mondiali di Catania un tesserato anche a pochi passi dalla pedana. Infatti, fra i direttori di gara della massima manifestazione del globo, il club di via Adige brilla anche grazie alla presenza dell’arbitro Luigi Martillotti.

“Sarà certamente - ha affermato con soddisfazione il direttore di gara lametino-   un’ esperienza unica ed irripetibile perché è il mio primo mondiale. Arriverò all’appuntamento carico e con l'esperienza giusta avendo arbitrato l'anno scorso l’olimpiade giovanile a Singapore”.

Qual è la preparazione migliore per un arbitro diretto verso il mondiale?

“L’allenamento quotidiano. In questi giorni, la nazionale italiana si stia allenando a Roma per il ritiro pre-mondiale ed io ho la possibilità di arbitrare diversi match di altissimo livello per arrivare pronto al mondiale”.

Durante la competizione gli atleti collaborano con il direttore di gara, oppure provano ad utilizzare taluni espedienti?

“Certamente la scherma nasce come sport nobile, ma ad altissimo livello con interessi importanti gli atleti non aiutano l'arbitro anzi al contrario cercano di portare acqua al proprio mulino a volte con atteggiamenti arroganti e sopra le righe”.

L'arma più complessa da dirigere?

“E’ sicuramente la sciabola, dove l'arbitro giudica l'azione che viene eseguita ad una velocità altissima. Proprio in questa disciplina servono una grandissima concentrazione, un elevato colpo d'occhio e un po’ di fortuna in alcune situazioni”.

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