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Lamezia Terme, 22 giugno – “Mentre c’è una legge che tutela la funzione democratica delle istituzioni prevedendo precisi e ingenti fondi per le attività e le funzioni elettorali, l’Amministrazione Speranza arranca”. Queste le parole di Teresa Benincasa, consigliere comunale Pdl. “Ora che i legittimi reclami sono emersi sulla stampa - aggiunge la Benincasa - il ritardo a pagare le spettanze dovute agli scrutatori sarà rimosso. E non mancheranno parole di misurata solidarietà per mostrare il buon viso dell’amministrazione. Ma i fatti, i gesti e le parole, con cui l’Amministrazione ha rinviato i pagamenti a domani non hanno scusanti”.

Per l’esponente del Pdl “si tratta di persone giovani, donne anche sposate che per non aggravare le spese familiari hanno sacrificato il loro tempo per quelle poche ma utili centinaia di euro”. Poi la consigliera di minoranza ha voluto formulare “la mia solidarietà verso questi scrutatori costretti a Lamezia a elemosinare i loro diritti. E richiamo una maggiore attenzione del Sindaco e della sua giunta dopo che gli stessi hanno scelto di trascurare le ragioni di legalità e garanzia che hanno motivato il mio intervento nella seduta consiliare del 25 maggio in cui invitavo espressamente il Sindaco a prevenire nei fatti, l’immagine di un’Amministrazione disattenta verso coloro che erano stati nominati per le operazioni di scrutinio del 28 e 29 marzo. L’approvazione del bilancio avrebbe potuto giustificare il ritardo nel caso di spese straordinarie alle quali mi auguro il centrosinistra non voglia rubricare le fasi elettorali.

Secondo la Benincasa “l’eccezionalità del Comune di Lamezia Terme resta un caso singolare tanto più che la fase amministrativa era abbinata alle votazioni regionali per le quali il Comune ha potuto beneficiare di fondi ministeriali, che non aggravavano dunque il Bilancio Comunale. Da esponente di una forza politica autenticamente democratica - conclude poi - ritengo grave da parte di un ente locale mostrare indolenza verso il riconoscimento dei diritti. Non si tratta di una questione di quantità. Quello che gli scrutatori lamentano, infatti, è la dignità che l’amministrazione ha mancato di riconoscere nelle loro legittime istanze”.

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