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collina-dipodi

Riceviamo e Pubblichiamo

UFFICIO TERRITORIALE DEL GOVERNO

PIAZZA PREFETTURA

SUA ECCELLENZA IL PREFETTO

 

OGGETTO:       Emergenza Collina Dipodi  –  Feroleto Antico CZ

 

Illustrissimo Sign. Prefetto

con la presente si vuole richiamare la Sua attenzione sulla questione della Collina Dipodi, la quale (abitata da circa 50 persone e sede di un Monastero), versa in stato emergenziale, ogni qual volta si verifica un evento meteorico appena superiore alla norma. Questo stato di cose prende origine da lavori…”di risanamento e bonifica”… effettuati nel 2008 con fondi Regionali nel tratto di fiume compreso tra Ponte Gaccia (comune di Pianopoli) e Ponte di Dipodi (comune di Feroleto Antico), tratto di fiume di circa 4 Km oggi posto sotto sequestro  dal NOE , il quale ha emesso anche 5 Avvisi di Garanzia ad altrettanti Tecnici, pubblici e privati, ed imprenditori coinvolti a vario titolo nella vicenda. Peraltro, i suddetti  “lavori di risanamento e bonifica del Fiume Gaccia”  da attuarsi nel tratto in questione con le modalità “off side”, cioè con l’asportazione della spazzatura dagli areali adiacenti il fiume, escludendo qualsiasi intervento all’interno dell’alveo, non sono stati condotti in maniera corretta: ovvero, la spazzatura non è stata asportata per essere bonificata, ma è stata ricoperta con uno strato di terriccio, come si può evincere dalla stratigrafia che si crea ad ogni piena; gli argini sono stati divelti eliminandone la vegetazione presente, ed il letto del fiume e parte degli argini, asportato in modo selvaggio per essere venduto come pietrisco. Ne risulta che ad ogni piena, l’alveo del fiume (ormai inesistente da un punto di vista strutturale della consistenza e della tenuta alle piene), si comporta come un serpente impazzito, scavando il letto compromesso dall’asporto di pietrisco che, trasportato a valle dalla corrente riempiendo l’alveo, costringe le piene a dilagare da ogni parte nei terreni coltivati. In occasione di questi lavori è stato effettuato ( nel tratto terminale posto a sud, all’altezza del Ponte di Dipodi), un terrapieno in un terreno privato di proprietà di Gianluca Cuda attuale Sindaco di Pianopoli, teso ad ampliare la superficie di un terreno agricolo, su cui insiste un capannone industriale di circa 600 mq, spingendo l’argine del fiume di qualche decina di mt. L’avanzamento di questo terreno in territorio demaniale, ha provocato una strozzatura dell’alveo del fiume, costringendo lo stesso a minare la base di Collina Dipodi ,come è avvenuto nel corso della piena di gennaio 2010, oppure a rompere gli argini appena più a monte, come è accaduto la scorsa settimana, asportando ampi tratti di superficie coltivata, allagando intere proprietà ed abitazioni, causando ingenti danni. Tutto questo è stato oggetto di un esposto ( firmato dai Residenti, dai Proprietari di terreni limitrofi, dagli Utenti della strada Comunale di accesso), accolto al Protocollo della Sua Istituzione in data 12-02-2010, al quale è seguito nel giugno 2010 il sequestro del terreno in oggetto e la notifica di un Avviso di Garanzia per i proprietari Gianluca Cuda (Sindaco di Pianopoli) e Valentina Cuda. Ad oggi però, null’altro è avvenuto da parte degli Enti preposti alla messa in sicurezza del Sito ed al ripristino delle condizioni originarie, sebbene numerose siano state le segnalazioni riguardanti il mancato rispetto dei sigilli ed il sistematico uso di un pozzo artesiano ricadente nel terreno sequestrato (vedi esposto 11-10-2010 All. 3).

A questo punto ci chiediamo: se il presunto illecito fosse stato commesso da un privato cittadino, cosa sarebbe accaduto?. Quali rimedi sarebbero stati presi?. E l’assenza di interventi in questa circostanza, è determinata dal ruolo istituzionale che il proprietario riveste (cioè quello di Sindaco)?. Questo sarebbe gravissimo , perché in questo modo ne verrebbe legittimata la fattibilità, come per dire …”io lo posso fare perché sono sindaco”…

Rimanendo in attesa di risposte a queste domande La ringraziamo e La salutiamo cordialmente

Feroleto Ant. 08/11/2010                                                                                                                                                                                                                           Comitato Emergenza Collina Dipodi