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gaccia

Lettera aperta dell’ex sindaco di Pianopoli

Lamezia Terme, 8 Luglio - Con questo documento si cerca di dare un minimo contributo per far chiarezza sulla problematica relativa al fiume Gaccia, anche alla luce del fatto che ho amministrato il Comune di Pianopoli per ben ventiquattro anni. Quando fui eletto la prima volta nel giugno 80, fra le tantissime emergenze che mi trovai  sul tappeto ad avere priorità assoluta, dopo l’approvvigionamento dell’acqua potabile per la popolazione, era appunto, la riqualificazione e bonifica del fiume Gaccia divenuto una pattumiera a cielo aperto.

In un tratto di esso, dove poco scrupolosi imprenditori avevano asportato sabbia e pietrisco con il compiacimento di chi era preposto al controllo, lasciando enormi buche, lì venivano scaricati rifiuti solidi urbani e non solo, sin dal lontano 1960 e sino al 1980. Gli stessi rifiuti venivano poi ricoperti alla meno peggio con materiale stesso del fiume. Dopo aver individuato un sito idoneo come discarica provvisoria, per il quale procedemmo a monitoraggio geologico onde evitare l’inquinamento di eventuali falde acquifere, raccogliemmo tutti i rifiuti giacenti sul greto del fiume gaccia e dopo un lavoro molto impegnativo durato qualche settimana, trasportammo il tutto nella discarica di loc.Petrese o Marcuccia. Non ci fu mai autorizzata la raccolta di rifiuti giacenti sotto la superficie del fiume per una profondità di almeno due metri, perché chi doveva controllare prima e non lo aveva fatto, ci disse che l’escavazione non era consentita perché avremmo con la scusa asportato sabbia e pietrisco (d’altro canto non avevano tutti i torti visto che ancora oggi è possibile osservare ai lati di questo fiume e di recente realizzazione, in alcune proprietà private, anche della “coraggiosa consigliera comunale Nanci”, profondissime buche di svariate migliaia di mc da dove è stato asportato abusivamente ed illegalmente pietrisco e sabbia, venduti clandestinamente e totalmente in nero per il valore di centinaia di migliaia di euro.

A proposito di ciò mi auguro che qualcuno provveda a recintare questi enormi crateri che a detta della gente sono diventati ricettacolo di eternit, fusti di vario colore, carogne di animali putrefatti e quant’altro, col rischio di inquinamento delle falde acquifere. Le autorità preposte hanno una grande responsabilità nel caso succedesse qualche tragedia, e se qualche bimbo in occasione di gite vi cadesse dentro, di chi sarebbe la colpa se non di chi è preposto al controllo del territorio?).-

Tornando al problema Gaccia, l’ultima pulitura generale è stata fatta circa tre anni fa a cura dell’ECOSISTEM e successivamente si è fatto il lavoro di riqualificazione e consolidamento degli argini, assumendo così un aspetto stupendo sin quando le incontrollabili piogge dell’ultimo inverno, di una portata mai vista negli ultimi 100 anni non ha distrutto quasi tutto, facendo emergere dai fondali quei rifiuti che non ci fu consentito bonificare agli inizi degli anni 80.

Oggi mi pento di non avere insistito oltremodo. Devo doverosamente aggiungere che fra i tantissimi guasti irreparabili commessi dalla Giunta Chiaravalloti, alla Calabria ed ai calabresi, un merito lo ebbe e fu quello di censire oltre 13.000 discariche abusive o provvisorie presenti in Calabria tra cui quelle del fiume Gaccia e quelle di loc.Petrese o Marcuccia. Ma fra le due non so con quale criterio fu scelta solo quella loc.Petrese e fu inserita fra quelle da bonificare. Negli anni si è fatto tantissimo per la tutela di questo fiume, nessuno può ammettere il contrario, ci furono azione di bloccaggio di camion carichi di gomme usate pronti per scaricare il loro contenuto sui bordi del fiume, in particolare ricordo la brillante operazione portata a termine dall’appuntato dei CC Paparatto Francesco oggi in meritata pensione, quando da me allertato riuscì a bloccare con inusuale energia e coraggio un enorme camion stracarico di pneumatici usati pronto per essere ribaltato nel fiume, oppure quando l’attuale Mllo Capo e Luogo tenente Carchidi Carmelo bloccò un altro camion carico sempre di pneumatici alla guida del quale vi erano tre brutti ceffi che sicuramente nomadi, ed egli riuscì anche in tale occasione a salvare il fiume. Ma non sempre si è avuta la fortuna di imbattersi in camion carichi di rifiuti, specialmente con un organico delle FF.OO rimaneggiato non è facile controllare un territorio quale quello di questa parte del lametino in grande crescendo. Altra piaga importante di questo fiume è l’abbandono costante e continuo sul suo greto di fusti di vario colore (bianchi verdi rossi azzurri lillà etc etc) da parte di agricoltori senza scrupoli mettendo così a repentaglio la salute della gente, basti pensare che poche tracce di pesticidi contenuti in quei fusti possono ammazzare un toro, capirete ora quale può essere il danno arrecato da migliaia e migliaia di fusti abbandonati nel lametino eppure per combattere questa piaga e questo mal costume basterebbe andare a controllare tutti i registri di carico e scarico dei pesticidi usati da chi? E lo smaltimento degli stessi da chi è stato certificato e se è stato certificato. Tutto questo non corrisponde neanche all’1% dei danni che potrebbe arrecare alla salute la presenza dei rifiuti solidi urbani scoperti dalla furia delle acque dopo 40 -50 anni di giacenza, in quanto gli stessi hanno subito una inertizzazione naturale divenendo  non più nocivi.

Sono disponibile io e l’attuale sindaco, mio figlio, a dare come sempre la più ampia disponibilità e collaborazione affinchè la giustizia prevalga su tutto, collaborazione che abbiamo sempre dato e forse anche per questo abbiamo pagato un duro pedaggio alla delinquenza organizzata subendo la distruzione di mezzi da lavoro e di macchine personali, ma questo è un altro fatto, noi ci pregiamo di essere annoverati fra quei comuni che hanno approvato (non sappiamo se il 1° o il secondo comune della Calabria) la proposta di legge Lazzati del coraggioso giudice Romano De Grazia dal quale ci onoriamo di riscuotere stima ed amicizia ampiamente ricambiata. Questo e non altre cose fanno parte del nostro DNA morale, politico ed umano.

RODOLFO CUDA

GIA’ SINDACO DI PIANOPOLI