
Riceviamo e pubblichiamo
Lamezia Terme, 7 aprile - "La situazione politica nazionale in stato di stallo e la crisi economica stanno creando un effetto domino sulla moria delle imprese e la disperazione delle famiglie. Le imprese chiudono, quelle che vorrebbero investire non possono farlo per mancanza di credito bancario, con esse si perdono migliaia e migliaia di posti di lavoro , Il disoccupato finito il periodo in cui lo stato lo aiuta entra nella fase "disperazione" ed avvengono situazioni come quelle che sono successe ieri nelle Marche. Per non parlare di chi é disoccupato da sempre.
Si devono prendere misure urgenti che tengano conto oltre che dei massimi sistemi anche delle "piccole" situazioni di tutti i giorni. Oggi che sono stati sbloccati alcuni debiti che lo stato aveva nei confronti degli imprenditori, il massimo che può succedere é che le banche che avevano anticipato il credito alle imprese rientrino della sofferenza ed abbiano piú possibilita di erogare crediti. Ma se non lo si "impone" per decreto cambiando le regole finiranno per investire i soldi in altro modo, visto che per dare credito alle imprese e famiglie devono accantonare somme piú ingenti di quanto erogano. Ma quell'imprenditore che per molto tempo é rimasto in "sofferenza" non avrà certamente più credito dalle banche. Ed allora? Se non ha già chiuso chiude adesso. È vero pure che le banche non possono fare alcunché se esistono parametri (Basilea 2, Basilea3? , banca d'Italia) che impongono limiti precisi. Ed allora? Se ci fosse un governo stabile basterebbe per decreto modificare alcune limitazioni.
Ad esempio la moratoria di un anno almeno, sulla richiesta del "Durc" agli imprenditori. Molti che sono in difficoltà non possono né incassare, né partecipare a nuovi bandi. Ed allora come potranno mai uscire dalla difficoltà ? Basterebbe che i "grandi politici" si sedessero intorno al tavolo con chi tutti i giorni combatte per la sopravvivenza e con quei politici locali che conoscono meglio il territorio. Un altro esempio sarebbe la moratoria per Equitalia, almeno fino a quando non si esce dalla crisi, un anno, due. Dilatare ancora di più ma solo con gli interessi legali le rate per il pagamento del debito contratto con lo stato. Usare il metodo della compensazione nelle più varie forme. Poter assumere per almeno tre anni senza pagamento di contributi extra. Ma chi pensa a tutto ciò? Purtroppo questo "effetto domino" colpirà sempre di più, e non potrà che finire con un default complessivo.
Se non scattano le giuste moratorie il percorso é molto chiaro: se una ditta A avanza soldi da una ditta B, e la ditta B fallisce provocherà certamente problemi alla ditta A che se non ottiene credito dalle banche per sopperire alla "perdita", fallisce anch'essa e così a effetto domino si rischierà che la disoccupazione e con essa la povertà aumenti a dismisura. Ed anche le banche ne soffriranno. Non é più solo un problema socioeconomico é solo sociale. Ecco perchéé importantissimo che si faccia immediatamente un governo con tutte le forze che ci stanno e lasciare perdere chi "chiude a tutto". Chi chiude a tutto e vuole nuove elezioni vuol dire che sta bene e non ha bisogno di misure anticrisi. Insomma ancora una volta dico che Lamezia con una delibera consiliare sia promotrice di molte misure anticrisi da proporre immediatamente al governo nascente per essere approvate. Solo un sindaco, un consigliere comunale può capire quotidianamente i problemi delle persone. Ormai c'é una fila interminabile di gente che cerca soldi per mangiare. Bisogna muoversi".
Francesco Grandinetti, consigliere comunale
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