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 teresa_benincasa

Lamezia Terme, 8 luglio - "Questo stato di abbandono non può più essere tollerato. Né possono essere minimizzati i gravi fatti di violenza consumati all'interno dell'area dell'ex Zuccherificio, perché le vittime erano extra-comunitari".Questo l'attacco della consigliera comunale del Pdl Teresa Benincasa che spiega come  "le forze dell'ordine, rinvenendo il cadavere di un uomo di nazionalità straniera, ha accertato l'esistenza di vari elementi che fanno supporre che nella struttura ex Zuccherificio nidificano gruppi clandestini. I fatti di cronaca – aggiunge - erano annunciati così come la permanenza di gruppi di nazionalità straniera all'interno di quella struttura e, ancor più precisamente, sul rischio che venissero consumati atti delittuosi nell'ambito della raccolta illegale dei rifiuti". Su quest'ultimo punto, la consigliera Benincasa ricorda come chiese "l'attenzione dell'amministrazione. Lo feci – prosegue - in occasione della seduta di Consiglio comunale in cui esattamente un anno fa si approvava un piano di convenzione tra il Comune e la Cissel, in qualità di proprietaria di tutti gli otto ettari dell'area ex Zuccherifico, per rilanciare (si disse) un sistema fieristico, turistico e anche alberghiero ... viste le potenzialità garantite per la sua espansione offerte dallo snodo ferroviario e autostradale e la distanza a solo 1 chilometro dall'aeroporto internazionale. Per queste buone ragioni – ricorda ancora - il Consiglio, con l'astensione dell'intero gruppo Pdl, ritenne valido moltiplicare i diritti dei proprietari. Si ritenne valido, va chiarito, di consentire la trasformazione di un'unica area di particolare pregio per la sua destinazione produttiva in diversi micro settori su cui realizzare quei progetti di sviluppo. Ma nessuno –chiosa - ha mai inteso offrire la licenza di trasformare un'area abbandonata in una pericolosa area parcheggio per extracomunitari dediti ad attività criminali".

exzuccherificio_interno

Dopo tali premesse, la consigliera del Pdl sottolinea come "allo stato attuale, e alla luce dell'inconcludenza di quel progetto di rilancio per salvaguardare la sua realizzazione dall'omissione di vincoli stringenti,  rimasti purtroppo fuori dalla Convenzione, il  Sindaco è ora chiamato a svolgere una verifica. Prima di tutto - osserva - comunicando alla proprietà l'obbligo di far rispettare le prescrizioni sulla cura e il controllo dei luoghi. Perché se dei fatti criminosi si consumano in un luogo che ha titoli e proprietà, l'Amministrazione comunale ha il dovere di agire in ogni forma e modo per tutelare la sicurezza dei cittadini dalla diabolica permanenza di gruppi che, se lasciati indisturbati, potrebbero vedersi riconosciuto il potere di nuocere alla collettività". Per la Benincasa, infine, "il Sindaco e i dirigenti dell'area tecnica, in particolare, a mio avviso, farebbero bene a fare legalità effettuando un sopralluogo dell'intera area prendendo i dovuti provvedimenti e sollevando così famiglie e imprese dall'attuale stato di totale abbandono".