
Riceviamo e pubblichiamo
Lamezia Terme, 4 febbraio - "Sulle lunghe pause che il Presidente del Consiglio concede tra una convocazione e l’altra c’è una questione che non riguarda la frequenza. Sul blocco del Consiglio Comunale, il monito principale è sulla "qualità" delle proposte e discussioni. E' da giugno che l'amministrazione ha impresso una volontà a rendere inconcludente e inefficace il ruolo del Consiglio. Le ragioni sono da interrogare partendo dal fatto che il Consiglio è quel luogo dove i consiglieri non entrano uno ad uno nella stanza di qualcuno per trovare un accordo. Ma è il luogo della Politica dove nella collegialità e trasparenza massima trenta consiglieri sono chiamati a dire la loro stanando posizioni ambigue che non sono rappresentative della collettività né di un accordo programmatico. Nel caso dell’amministrazione se è possibile su molte vicende amministrative dosare il balsamo della mediazione, sulla grande questione che riguarda il Piano Strutturale la superficialità non è consentita. Le dichiarazioni di Doris Lo Moro sul Psc vanno riconosciute come un servizio alla città poiché sta spendendo il suo ruolo per dire le cose che evidentemente sono scomode. La ragione sostanziale di criticità che il piano strutturale presenta e che fanno condividere la posizione di freno assunta oggi dal Pd, è a mio avviso, il rischio di spolpamento del suolo e lo svenamento delle funzioni della città. Ragioni che in seno al gruppo pdl ho espresso sulla pratica proposta in consiglio in cui il pdl ha motivato la sua astensione. Sostanzialmente non sono chiare le priorità dello sviluppo urbano e sembrano tarpate le ali di ogni ipotesi capace di dare sbocco occupazionale attraverso nuovi e concreti investimenti. Basta pensare all’area servizi nell’ex comune di Sant’eufemia la cui centralità appare assai compromessa da avviati programmi di discutibile profitto. In generale, emerge nell’ossatura del Psc una logica più speculare a fare cassa al bilancio comunale che a dare prospettiva di crescita di equità sociale ed economica. L’unico rafforzamento che sembra chiaro è nel potere di discrezionalità dell’apparato burocratico sulle concessioni edilizie. Parlano questo codice di doppio binario numerose autorizzazioni sbrigate dai dirigenti tecnici dell'amministrazione che, senza il rispetto della conformità alle regole urbanistiche vigenti, che i cittadini sono invece obbligati a rispettare, hanno inaugurato metodi legittimi ma che hanno implicato anomalie politiche nella costruzione delle alleanze provocando una evidente lesione delle pari opportunità verso le categorie sprovviste dei cosiddetti “santi in paradiso”. La notizia su cui spero di leggere un approfondimento adeguato è inoltre la pregiudicata realizzazione del progetto parco biodiversità su cui la Provincia ha già impegnato dal bilancio oltre 500mila euro. La causa del pregiudizio dipenderebbe dalla mancata proposta al Consiglio comunale da parte del sindaco di un provvedimento che si rende necessario per liberare l'area di proprietà della Provincia da un vincolo di destinazione sorta e sovrapposta dal Comune per ragioni, anche queste, tutte da chiarire. La chiarezza è evidentemente il registro su cui rinnovare la guida dell’amministrazione. Al sindaco spetta il compito di rendere chiari i punti su cui far convergere le decisioni che competono al Consiglio comunale, senza nascondersi dietro una crisi che ha le sue ragioni. L’augurio è che la lunga pausa di attività che sta condizionando il Consiglio, e dunque la Città, abbia stimolato una riflessione adeguata a garantire una soluzione che dia stabilità al diritto dei cittadini di essere governati facendo prevalere l’interesse della collettività: siano chiare le ragioni delle dimissioni o del rinnovato impegno del sindaco Speranza, di fronte alla crisi aperta dal Partito di maggioranza".
Teresa Benincasa- Consigliere Comunale Pd
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