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Lamezia Terme, 8 ottobre – Teresa Benicasa, consigliere comunale Pdl e componente della Commissione Cultura, ha spiegato in una nota, come “sulla modifica dello statuto e della convenzione del Sistema Bibliotecario Lametino, la contrarietà che il Pdl ha scelto di sostenere in Consiglio è un segnale di prudenza a non trasformare il Sistema in uno strumento politicizzato attraverso il quale baypassare le regole della trasparenza e per  dare corpo ad una sintesi clientelare. Le condizioni previste nel nuovo Statuto - aggiunge - non sono raccomandabili”.

Poi la Benincasa prova a spiegare come sia “in discussione il Sistema Bibliotecario lametino poiché esiste dal 1992 grazie alla sagacia di una persona colta e laboriosa che lavorava nella Biblioteca comunale. Ma che è scomparsa insieme agli scopi che ne avevano animato la gestione. Gli organi andavano rinnovati, si. Ma la giunta ha voluto modificare le regole e ne da comunicazione al Consiglio in tutta fretta, a cavallo di una seduta convocata il 30 settembre scorso, senza un congruo esame nella commissione competente. La sintesi della contrarietà espressa nella dichiarazioni di voto del gruppo Pdl sulla modifica del sistema bibliotecario è chiarissima: Contrari perché riteniamo che le motivazioni addotte dal segretario comunale Cesare Pelaia, anche nella sua  funzione di  dirigente dell’area Cultura circa la perdita dei contributi e l’adesione di altri comuni non appaiono credibili né chiare. Il punto di maggiore criticità - specifica - riguarda l'Organo di gestione che da un assetto improntato sulla competenza,  fissato all’art.4 dello statuto delibera n°403/1992,  con un colpo di spugna si passa ora ad una gestione tramite “Conferenza dei sindaci” che evoca più vizi che virtù di un sistema già sperimentato nel settore sanità e che ha dimostrato, al di la del colore politico, una fisiologica svolta clientelare. meritato no sulla ulteriore modifica dello statuto circa il reclutamento del personale e le nuove forme di precariato attraverso cui marginalizzare selezione meritevoli e di lungo termine, alla faccia dei principi tanto sbandierati ai giovani che reclamano meritocrazia”.

Per la consigliera Pdl “il voto contrario alla delibera di Giunta è stata  definitivamente dichiarata dopo i faziosi richiami da parte del Sindaco che ha perfino parlato di assist con il centrodestra procurando allarme sul rischio di perdere contributi e spingendo sull’approvazione con la formula meglio scandita dal segretario Cesare Pelaia (o si approva così o perdiamo i fondi), conferendo così alla pratica un condizionamento di scadenze burocratiche che invece non esistono. Perché le uniche scadenze che attraversano il Sistema bibliotecario sono quelle relative alla stabilità dell’organo consiliare e della giunta contestualmente alla scadenza per posizionare candidature e fare leva su incarichi e assunzioni.  Prova della lealtà politica della Regione Calabria e l’alto senso delle istituzioni da parte dell’Assessore Mario Caligiuri sono i contributi assegnati al sistema nell’anno 2011. L’unica preoccupazione che il sindaco farebbe bene ad avere è quella di non trascurare le sue procedure amministrative  invece di additare la politica regionale che si dimostra profondamente rispettosa del ruolo del Comune a cui ha assegnato tutti i contributi richiesti da Gianni Speranza a nome del Sistema Bibliotecario. Meritano adeguata attenzione le modalità di rendicontazione dei progetti redatti dagli uffici e sottoscritti dal sindaco perché se gestiti da associazioni e cooperative, è necessario dimostrare di avere selezionato le stesse tramite procedure di evidenza pubblica per evitare che le somme siano dichiarate “inammissibili” e incorrerre a danno erariale.

“Preoccupa infine sapere – conclude la Benincasa - che la Biblioteca comunale di Lamezia Terme che possiede un patrimonio librario di immenso valore e non paragonabile alle realtà comunali aggregate abbia perso tutti i contributi per negligenze amministrative individuabili nel dirigente di settore,  il cui coniuge in Consiglio comunale ha votato favore delle modifiche del Sistema Bibliotecario. E fa specie pensare la Biblioteca dove studiò Tommaso Campanella possa subire un sovvertimento indolore dei suoi scopi istituzionali:  credo nel rilancio del patrimonio culturale costituito dalle biblioteche attraverso scelte e condizioni capaci di garantire competenza senza decapitare i diritti di pari opportunità”.