
Riceviamo e Pubblichiamo
"Egregio Arch. Andrea Iovane,
le scrivo nella speranza possa essere utile in futuro comprendere da parte sua che un consigliere comunale quando ritiene di comunicare qualcosa, merita la giusta attenzione quando presenta problematiche di carattere pubblico.
Giovedì 4 gennaio, infatti, allertata da residenti e commercianti dell'isola pedonale apprendevo che la sera si sarebbe svolto il concerto nell'area pedonale e che si rendeva necessario per garantire la sicurezza pubblica, smontare i gazebo che l'Amministrazione aveva fatto montare nella stessa area per il periodo natalizio- e che riduceva di fatto gran parte del "calpestabile" o "pedonabile" o "fruibile". Segnalavo dunque la necessità di provvedere a fare smontare i gazebo di proprietà comunale concessi da sua determina a ditta esterna, in previsione di un'esigenza manifesta di rendere l'area idonea e sicura per lo svolgimento del concerto pubblico- in aggiunta alle previsioni meteo già diramate dalla Protezione civile- sullo sversamento temporalesco della notte.
Tuttavia, a fronte di una preventiva e chiara segnalazione che avrebbe meritato di essere recepita, lei ha puntualizzato che non era una sua competenza, dicendo che la gestione dei gazebo era affidata alla cooperativa “montiamo tutto” e che semmai avrei dovuto io chiamare il dirigente area Promozione del territorio, che ne aveva formalmente richiesto l’allestimento per i mercatini natalizi. Mi congedai dal disturbo che lei mi esprimeva al telefono, manifestando che non ritenevo di dover io rincorrere chi avesse una competenza più specifica, posto che anche formalmente Lei risulta Dirigente maximo dell'area Territorio. E le chiesi cortesemente di compiere gli ulteriori passaggi poiché erano problematiche di carattere pubblico ed io stessa stavo telefonando non per una questione di competenza ma di "servizio".
Ecco il punto. Anzi, il disappunto: constatare i danni anche materiali a cui è esposta Lamezia a causa di un atteggiamento di chiusura tecno-burocratica dell’amministrazione di cui lei è ai miei occhi un attuatore talvolta indolente. Tutto ciò mortifica chi, nel ruolo di consigliere comunale quanto da semplice cittadino agisce con educazione e si attiva per "servire" le esigenze della città.
La mattina successiva erano visibili le conseguenze. Per fortuna non per le persone fisiche, alcuni lampioni del Corso isola-pedonale erano finiti spezzati dalla furia dei pali che Lei non ha ritenuto provvedere a fare smontare per tempo. Il geometra della sezione lavoro era accorso prontamente sul posto. un fotografo desolato imprimeva la scena da guerriglia urbana. In Finale una richiesta: i danni causati dai pali dei gazebo siano addebitati a chi ne ha la competenza! e magari, visto che siamo in principio di anno nuovo, riflettendo sull'episodio e constatandone gli effetti, ci sia anche lo sforzo di essere migliori per se stessi e per il prossimo.
Personalmente resto amareggiata per quanto avremmo dovuto evitare- cosa possibile se lei provasse ad agire con una mentalità diversa e meglio confacente all'amministrazione "pubblica".
Il Sindaco di tutto questo non ha una colpa diretta, ma è opportuno abbia contezza. Con l’auspicio che la sua riconosciuta sensibilità possa cogliere lo spirito costruttivo di questa mia.
Il Consigliere Comunale pdl Teresa Benincasa
P.S. Nell’occasione sollecito la S.V. che legge per competenza e il Sindaco che legge per conoscenza di voler provvedere a fare rimettere a loro posto i medaglioni dell’antica cornice del grande e prezioso dipinto del 1868 di Guglielmo De Martino raffigurante Il castello di Nicastro assediato dai saraceni. L’evento è accorso in un recente e non chiaro trasloco dalle stanze della sede storica del Consiglio di Nicastro all’ingresso francamente anonima della moderna sede in periferia. Voglia chi ne ha la competenza valutare di collocare l’opera nella centrale sede del Museo Archeologico in piazza san Domenico e aggiungere al Museo l’esposizione del busto del Canova situato nella sala giunta e che meriterebbe, a mio modesto avviso, una collocazione più funzionale alle esigenze culturali della città2.
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