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Lamezia Terme, 29 novembre – Solidarietà femminile che va oltre gli schieramenti politici e le ideologie di partito. Così, in sintesi, potrebbe essere definita la presa di posizione della consigliera comunale Pdl Teresa Benincasa dopo che alcuni suoi colleghi Pdl alla Regione avevano insinuato rapporti tra l’onoervole Lo Moro e il Gruppo Camastra ai tempi dell’insediamento dell'omonima azienda nell’area industriale lametina. “L’anatema contro la deputata del Pd Doris Lo Moro da parte dei consiglieri regionali Pdl Orsomarso, Pacenza e Salerno è espressione personale di un metodo che non è condivisibile all’interno di un Partito impegnato in prima linea a costruire una grande area moderata alternativa alla sinistra. Non sarei onesta -dice - se in quelle parole accusatorie non denunciassi l’errore di metodo a prendere di mira una persona e trasformarla in un bersaglio. Lo trovo sbagliato e sento la necessità di far sapere ai consiglieri regionali del mio partito che il Pdl non può scendere nella schermaglia politica senza mantenere dritta la barra dei valori su cui il partito si fonda e riceve il suo consenso. Poi la Benincasa proseggue ricordando come “alle interrogazioni parlamentari di un certo peso non si può rispondere con dichiarazioni sproporzionate. L’impegno politico a mio avviso è quello di dare risposte adeguate, senza accuse ritorsive che rischiano di condannare i calabresi a fare cento passi indietro. Mi scuseranno gli onorevoli consiglieri regionali del Pdl se voglio fare emergere un distinguo tra le loro dichiarazioni che considero a titolo personale e il modo di concepire l’impegno politico in questa terra. Lo faccio umilmente da cittadina che ha vissuto otto anni di buona amministrazione Lo Moro, prima ancora che da consigliere comunale del Pdl  a Lamezia Terme”.

Poi, la consigliera Benincasa menziona il recente passato e difende, come raramente accade tra politici di opposti schieramenti, la storia della propria città sottolineando di non poter “nascondere che da sindaco Doris Lo Moro alla mia città ha rialzato la testa in tempi bui. E oggi che quei tempi bui sembrano ritornati, trovo fuorviante e irrispettoso verso la storia della mia città, oltre che antipatico verso la persona, sforbiciare, come fanno i tre consiglieri, la figura inequivocabile di Doris Lo Moro, additandola per la presenza istituzionale nel 2008 ad una cerimonia ufficiale di inaugurazione per l’insediamento di un’attività produttiva nell’area ex-Sir, i cui titolari sono oggi “attenzionati” dagli inquirenti. Se questa mai diventasse  la misura del confronto politico, sarebbe un inno “accusiamoci e condanniamoci tutti”. E’ chiaro che una pratica politica così sconnessa ed esacerbata mieterebbe solo vittime tra gli innocenti. Gli ideali che ritrovo nel pdl guidato da Alfano e che mi auguro possano rilanciare un nuovo patto politico nell’area dei moderati a partire dall’area centrale della Calabria, ci devono spingere a formulare parole e azioni più rispettose dei fatti e della dignità altrui, proprio per essere “migliori” e alternativi. Riorganizzare  una grande area moderata alternativa alla sinistra movimentista, a mio avviso significa due cose: non fare gli errori degli avversari  e rendersi conto che le basi per ricostruire un clima nuovo non devono prescindere dalla realtà dei fatti e dal monito cristiano a non fare agli altri quello che non vogliamo che gli altri facciano a noi”.

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