
di Francesco Ielà
Lamezia Terme, 11 novembre – si è tenuto stamattina presso la sala consiliare dell'ex comune di Nicastro sul corso Numistrano il convegno dal titolo: "I cattolici in politica: testimoni del passato protagonisti di quale futuro?". Fra i presenti il segretario cittadino dell’Udc avv. Giancarlo Nicotera che ha introdotto l’evento, hanno portato i saluti anche il prof. Massimo Sdanganelli, presidente cittadino Udc; l’avv. Graziella Astorino presidente cittadino del comitato pari opportunità e l’avv. Simone Cicco dirigente provinciale dei giovani dell’Udc presente anche Francesco Talarico Presidente del Consiglio Regionale della Calabria; a relazionare nel corso dell’incontro è stato il Presidente nazionale dell’Udc l’on. Rocco Buttiglione che ha aperto la terza edizione del corso di formazione socio-politica dell’Udc, che dopo aver salutato i presenti in sala inizia la sua relazione con una battuta: “Ho notato che ci sono pochi capelli bianchi e molti capelli giovani in questa sala, e questo non riguarda solo i presenti in questa sala ma anche il Partito della Calabria, questo è un partito giovane, che ha fatto, e che sta facendo un importante rinnovamento della classe dirigente, e una classe dirigente nuova, più fresca è una classe dirigente adeguata, competente, che sa dove mettere le mani, sa come e dove innovare, ed è fondamentale per lo sviluppo della Calabria, e il nostro partito qui in Calabria è ben orientato verso queste direzioni”. Buttiglione continua il suo discorso con una digressione storica e afferma come sia importante il dialogo fra le diverse parti politiche. Poi si riferisce alla figura di Aldo Moro, esponente della Dc, che conobbe quando era assistente di storia delle dottrine politiche all’università di Roma che allora erano poco considerati; “Moro aveva la grande capacità di saper ascoltare tutti, uno che parlava poco ma quando parlava valeva la pena ascoltare - dice Buttiglione - e ascoltare è una lezione di vera politica perché bisogna ascoltare tanto per poter dire cose sensate”. Il politico continua, riferendosi alle parole di una sua cara amica: “il compito della politica è quello di unire, molti potrebbero dire com’è possibile? la politica è lotta, scontro, divisione, ma tanti parlando si sfogano e quindi bisogna ascoltare tutti i pareri perché ascoltandoli si arriva infine alla visione del bene comune per il paese; la politica è quindi costruire il bene comune del paese, costruirlo facendo l’unità del popolo rispettando le distinzioni di maggioranza e opposizione”. “Anche De Gasperi ha ricostruito l’Italia creando un sistema politico che ha contenuto la voglia di sangue e di guerra civile che era presente in questo paese, perché Italia era divisa fra ex-fascisti e comunisti che volevano scontrarsi e De Gasperi ha saputo contenere questa voglia di guerra civile capendo che anche i comunisti possono avere un ruolo importante nella politica, e porta in parlamento anche Almirante esponente fascista, e così entrambe le due opposte fazioni politiche diventano più democratiche”, medesima cosa che voleva Aldo Moro il quale: “Voleva l’unità della Nazione per scongiurare il pericolo di una guerra civile; siamo tutti esseri umani, italiani, abbiamo tutti le nostre idee, alcuni valori in comune, e quindi possiamo confrontarci democraticamente”. Poi la politica ha perso i suoi valori, i suoi ideali primari, non c’erano più motivazioni forti a farla, si diceva: “Non ci vogliono grandi valori per fare politica la politica si deve ideologizzare; e la politica ideologizzata è la politica dei portaborse, la politica fatta per sé stessi o per il proprio gruppo familiare, la politica delle poltrone, da qui iniziò la crisi della Dc e fu nel 1994 Silvio Berlusconi a risollevarla”. “Nel 2008 noi abbiamo fatto una politica un po’ profetica, nonostante il sistema sembrava stabile, noi abbiamo detto che quello che sembrava stabile non lo era e ci dicevano «sparirete» noi dicevamo no! A sparire saranno il Pdl e il Pd, ed entrambi i partiti ora non godono di perfetta salute; noi non ci siamo venduti agli altri partiti ma sono stati gli altri partiti a venire da noi”. “I cattolici sono poi un’importante minoranza attiva nel paese e mentre le altre minoranze si sono sciolte i cattolici no”. “Non si sceglie di fare politica, la politica è la vita, perché qualsiasi cosa tu fai la politica ti prende, - continuando - L’impegno politico deve essere utile per salvare il paese e anche la crisi economica viene dalla politica perché non è stata in grado di controllare l’economia in quanto moralmente dissolta in sé stessa”. E conclude esprimendo la sua contrarietà al bipolarismo e dicendo: ”Bisogna rinnovare la politica per non andare con il primo ‘stregone’ che passa, di qualsiasi bandiera politica sia”, “fare politica significa vivere da adulti e non da bambini”.
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