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Lamezia Terme, 10 maggio - Riceviamo e pubblichiamo l'intervento della Confcommercio cittadina che chiede tempi rapidi per l'approvazione del Piano Strutturale Comunale. Di seguito, dunque, l'invito rivolto alla politica lametina da parte della confederazione commercianti.

"PSC cosa si aspetta? Qualcuno potrebbe dire 'al peggio non c’è mai fine' oppure 'toccato il fondo dopo si può solo risalire', tutte frasi di sicuro effetto  e che creano in qualche modo degli interrogativi. Interrogativi su quando la crisi finirà, su quando inizierà la risalita. Veniamo da un anno, il 2012, in cui hanno chiuso (dati Unioncamere) 383.883 imprese, quindi più di mille imprese al giorno, un anno in cui la disperazione per il non lavoro ha portato diversi imprenditori sino al suicidi, un anno in cui la disoccupazione ha toccato livelli record, un anno in cui si pensava che il peggio fosse finito. Ma iniziato il 2013 ci accorgiamo che in realtà al peggio sembra non esserci fine e che di risalire non se ne parla proprio, il fondo sembra sia lontano. Poi da contro ci sono messaggi e frasi che danno delle speranze come del tipo “aiutati che Dio ti aiuta” oppure “una mano lava l’altra”, ecco qui viene il bello e qui che ci si inizia a far interrogativi diversi, sul perché non ci si aiuta e sul perché non si cerchi comunque in qualche modo di risalire dal fondo. Molte volte si guarda alla politica nazionale o internazione, tipo BCE (Banca Centrale Europea) FMI (Fondo Monetario Internazionale) sperando che questi ci indicano soluzione sistemiche per risollevare il paese, soluzione che però non arrivano o quando arrivano non ci piacciono. A nostro parere è qui che ci si sbaglia, si  perché molte volte anche nel piccolo, nel proprio territorio ci sono strumenti ed elementi che vanno attivati per uscire dalla crisi, ed a tal scopo la Confcommercio di Lamezia si pone un obbiettivo semplice ma preciso, lavorare e sollecitare il territorio e chi ha gli strumenti per far muovere l’economia.

Senza arrivare a Roma o Bruxelles lo stesso Comune di Lamezia ha strumenti fondamentali nelle mani, strumenti che se utilizzati rapidamente e con efficacia potrebbero in breve tempo essere volano per l’economia e a tal proposito vogliamo con questo articolo puntare il nostro sguardo verso quello che è il “Piano Strutturale Comunale”, di seguito PSC. Strumento questo che va a sostituire il vecchio “Piano Regolatore Generale” ridefinendo o definendo assetti e norme circa l’edificazione territoriale. Strumento dunque che potrebbe dare input ad una ripresa di un settore fortemente colpito dalla crisi quale è quello delle costruzioni e del suo indotto. Il Comune però, per un motivo o per un altro tarda nella sua approvazione definitiva. E’ormai da dicembre 2012 che la giunta lo approva, inviandolo al consiglio comunale che deve, con due passaggi, dare una definitiva approvazione. Ma dopo circa 5 mesi ancora non ci siamo, da poco è stato nominato il nuovo assessore ma a nostro avviso troppo tempo si è perso e altro non si può perdere. In un mondo in cui la tecnologia usa la fibra ottica per muovere flussi di dati alla velocità della luce, in un tempo in cui in meno di un anno il mondo è cambiato radicalmente (vedi Libia, Egitto, Tunisia ecc), non possiamo prenderci il lusso di perdere tempo prezioso e vitale per approvare uno strumento di cosi importante valore per la città.

Sicuramente il modello di condivisone del nuovo PSC, che aveva visto la contribuzione di imprese e cittadini alla sua realizzazione, è stato un momento importante di concertazione, che ha portato da parte degli operatori “imprese” alla presentazione di quasi oltre 120 progetti. Progetti questi di cui una buona parte da subito cantilenabile e che porterebbe a tutta una serie di benefici quali: investimenti di privati /imprese sul territorio per importi che potrebbero superare i 30 milioni di euro, che in brevissimo tempo verrebbero investiti, più altre decina di migliaia di euro investiti nel tempo; riduzione della disoccupazione grazie all’assunzione di dipendenti per la realizzazione di teli opere; una più corretta e sana urbanizzazione della città; un indotto consequenziale diretto ed indiretto che si genererebbe durante la realizzazione di tali opere e post realizzazione. Tutto ciò senza considerare gli ulteriori investimenti che privati/famiglie farebbero in termini di edilizia residenziale e ristrutturazioni varie. Ai benefici appena descritti si contrappongo invece tutti i danni che tali lungaggini stanno causando: soldi investiti dalle imprese per partecipare alla realizzazione di progetti che però sino ad oggi sono rimasi solo su carta; aspettative disattese, tema quello delle aspettati che tutti i moderni modelli economici dimostrano come queste possano portare al ribaltamento se positive di una economia in crisi; rischio di vedere gli stessi imprenditori costretti ad investire in altri comuni i loro soldi, quindi ancora una volta Lamezia perderebbe un importante momento di viluppo.

Ora la nostra le nostre domande sono semplici e per le quali ci aspettiamo risposte non politiche ma fattive: Quanto tempo ancora si deve aspettare per approvare il Piano? Perché la politica in un momento cosi tragico continua a tergiversare destra e sinistra? Perché il comune non prende in mano le redini della situazione e da il la ad una ripresa della nostra città che non sia solo la costruzione di rotatorie? Il nostro non vuole essere una discussione sulla qualità del PSC, ma se non si parte mai nulla si farà per il rilancio della nostra bella città, e qualunque altro accorgimento può poi essere fatto in corso d’opera, partire è necessario per fare la differenza".

Confcommercio Lamezia Terme