Riceviamo e pubblichiamo
Lamezia Terme, 28 dicembre - “Adattarsi alle reali esigenze dei cittadini, favorendo una più ampia partecipazione democratica e operando sulla base della maggioranza di opinioni convergenti su tematiche socio-culturali ed economiche che portino allo sviluppo condiviso di un territorio”. Inizia così il monito del coordinatore cittadino di Labor, Alessandro Cordiano, che invita ad una attenta riflessione sull’attuale situazione politica locale. Potrebbero sembrare frasi già sentite e risentite – continua Cordiano - ma assumono un significato diverso se calate nella visione di un nuovo “modus operandi”, che, ad oggi, rimane l’unica alternativa possibile per la crescita di una società sana e produttiva. La sfida di Labor parte dall’analisi della crisi profonda delle forme di partecipazione politica, evidenti ormai in tutti i livelli organizzativi territoriali in cui domina una generalizzata “sofferenza”, dimostrata dalle ultime statistiche relative alle intenzioni di voto che prospettano altissime percentuali di astensionismo. Si assiste, purtroppo, ad un crollo di credibilità dei partiti e delle istituzioni, percepiti sempre più distanti ed autoreferenziali rispetto al reale vissuto dei cittadini stessi.
Il popolo lamenta di forme organizzate della politica che ricalcano, ancora, vecchi modelli che poco o nulla hanno a che fare con i tempi ed i modi di una società moderna in cui le appartenenze sono meno stabili e gli impegni di partecipazione pubblica più legati a singoli eventi, ad obiettivi precisi ed a più limitati orizzonti temporali. Tutto ciò ha portato ad un progressivo svuotamento delle strutture e dei luoghi dei partiti, rimasti apparentemente simili a quelli dei decenni passati, ma di fatto visti dai cittadini come il solo ambito di azione di un ristretto gruppo di persone, in cui l’effettivo spazio di militanza è quasi esclusivamente limitato a dirigenti e amministratori pubblici. Grave distorsione di un nobile processo, - sostiene il coordinatore - se si considera che la prima definizione di "politica” è legata al termine polis (comunità dei cittadini) e che secondo l’antica dottrina greca avrebbe dovuto incarnare il senso della decisione condivisa, della dialettica e del confronto democratico per l'amministrazione della "polis" stessa, il bene di tutti, vissuto da tutti. Ovviamente anche Lamezia, non si è sottratta alla distorsione di questa visione, ricalcando per lo più un modus basato sull’allocazione di valori imperativi (cioè di decisioni unilaterali) nell'ambito di una comunità piegata per l’ennesima volta al “senso di fiducia” verso prospettive e futuri sogni propagandistici.
Il malcontento popolare si fa sempre più vivo tra prospettive disattese, cambi di casacca e ricatti politici vissuti in maniera inerme da una comunità disillusa e stanca dei soliti teatrini, scivolata verso forme di inerzia se non di aperta ostilità verso la politica stessa, ancora una volta incapace a dare risposte ad una città che chiede nel bisogno e dalla quale nessuno può più permettersi di pretendere fiducia né attivismo partecipato. E come in un circuito chiuso, il riverbero di negative sensazioni corrisposte tra “forze amministrative” e “popolo amministrato” ha solamente generato una forma di apatia generalizzata che, nel nostro comune, si è tradotto in una preoccupante stasi dell’intero apparato governativo. Ancora più preoccupante, purtroppo, l’assenza totale di autorevoli voci movimentiste che da tempo hanno sempre avuto funzione di traino e di stimolo per l’azione politica locale, come Lista Città o Centro Studi Lazzati. Ed è in quest’ottica – continua Cordiano - che diventa sempre più necessario rispolverare il significato originario di “politica”, aprendosi nuovamente alla partecipazione diretta del popolo, tornando sul territorio ad incontrare la gente, invitandola a costruire percorsi rinnovati di coinvolgimento e protagonismo cittadino, secondo le più antiche logiche del movimentismo, rappresentato dalla mobilitazione di gruppi della società civile, riuniti in un laboratorio di idee nel quale le relazioni sociali sono per lo più a carattere cooperativo, dotate di forte carica emotiva e tese a perseguire obiettivi di trasformazione, di difesa e di promozione, attraverso iniziative esterne che siano da incentivo e da sollecitazione per le istituzioni, chiamate ad una rinnovata capacità di ascolto. Il movimento Labor ne vuole essere un esempio –conclude Cordiano - e se la politica è “costruire insieme la comunità dei cittadini”, siamo pronti e disponibili a creare modalità nuove e partecipate per far esprimere fino in fondo quelle energie positive da sempre esistite nella nostra buona società, troppe volte, però, messa a tacere e costretta, purtroppo, ad allontanarsi dalla condivisione della gestione pubblica.
Labor Lamezia
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