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Riceviamo e pubblichiamo

Lamezia Terme, 13 luglio - In occasione della sua venuta a Lamezia Scopelliti di fronte alle contestazioni ha chiesto, riferendosi all’ospedale lametino, “di sapere se rispetto al nostro arrivo questa struttura è peggiorata o è migliorata”. Non sappiamo se la domanda ha ottenuto risposta ma noi una risposta poco  accomodante per l’ex sindaco reggino c’e l’abbiamo. C’è del ‘nuovo e del bello’, ci dicono i cantori del nuovo corso sanitario regionale: ma quel che è nuovo spesso non è bello e quel che è bello spesso non è nuovo.

No, caro Scopelliti, le cose da quando la destra è al potere non vanno meglio di prima: la sensazione di dequalificazione che c’era prima, con Loiero al governo, è la stessa che si avverte oggi che ci sono i nuovi arrivati. Non è cambiata di una virgola. Se vogliamo anzi la sensazione di disagio è peggiorata anche per gli effetti economici della politica nazionale di Berlusconi sulla sanità e per l’uscita dai ranghi medici ospedalieri di molti professionisti andati in pensione nell’ultimo anno. Di quale miglioramento si dovrebbe parlare? C’è stata una girandola di trasferimenti- ristrutturazione di reparti e ambulatori ma di miglioramenti nell’offerta sanitaria non se ne vedono. Anzi la ristrutturazione in qualche caso, come nella Utic, è a saldo negativo perché abbiamo un reparto che passa da uno spazio accogliente ad uno spazio angusto e sacrificato per medici e pazienti.

C’erano 280 posti letto prima ora ce ne sono più di cinquanta in meno. Per il taglio dei posti letto i pazienti che si rivolgono al PS lametino non di rado vengono dirottati altrove con estremo disagio delle famiglie. Prima c’erano eccellenze come la neonatologia che servivano ai pazienti e al territorio ora rischiamo di perderla, anzi l’abbiamo persa,  per pavoneggiarci invece con eccellenze di ricerca che non hanno nessuna ricaduta utile sui cittadini, come la fibrosi cistica o la porfiria. Fino a qualche tempo fa il controllo dei pace maker in quella che fu la prima Utic della regione si faceva, oggi a volte si fa a volte no perché non ci sono medici.

Prima c’erano un certo numero di primari vincitori di concorso a guidare i reparti, ora in molti di questi reparti i primari non ci sono e quel che è peggio è che per molti di essi non si potranno fare i concorsi. Giudichino i lettori se è meglio o peggio. A proposito: ma questi concorsi per i primari di pronto soccorso, cardiologia e ortopedia si fanno o no, visto che sono passati molti mesi dal primo annuncio? Le cose non vanno meglio sul piano degli infermieri e degli ausiliari: da tempo per i tagli alla sanità c’è una sproporzione tra le necessità di assistenza ai malati e il numero dei paramedici, soprattutto gli ausiliari che sono quelli che si dedicano alle esigenze igieniche dei ricoverati. Non è un fatto di oggi, è un fatto vecchio di alcuni anni, ma i nuovi poteri non sembrano avere contezza che anche di questo è fatto il malessere della sanità lametina.

O forse è cambiato qualcosa per le richieste di esami dal territorio? Ancora i tempi sono quelli del passato: mesi per fare una radiografia, un’ecografia, un’ecg. Dunque Loiero e Scopelliti pari sono: ma mentre il primo ha avuto il buon senso di tacere, quest’ultimo pretende pure di essere ringraziato dai lametini. A parte un po’ di sapiente ‘ammuina’ in stile partenopeo, caro governatore, qui ancora non s’è visto niente di meglio rispetto al passato. Sui pregi, dunque, millantati non resta che ribadire: molto del ‘nuovo’ non è bello e molto del ‘bello’, purtroppo, non è nuovo.

Giandomenico Crapis

coordinatore cittadino

di Sinistra Ecologia Libertà