
Lamezia Terme - Il consigliere Udc Francesco De Biase interviene in una nota politica per quel che riguarda la crisi in giunta e il deliberato della Corte dei Conti che chiede ulteriori approfondimenti e chiarimenti sul Bilancio 2011 da affrontare con nel primo consiglio comunale utile. Ecco, di seguito, cosa dice in merito De Biase.
"Quanto deliberato dalla Corte dei Conti in data 27 maggio u.s., rappresenta plasticamente, quanto sia stata improduttiva, la gestione politica del Sindaco Speranza. Infatti senza tanti giri di parole, la Sezione di controllo, marchia con aggettivi preoccupanti, tutta la gestione finanziaria dell’Ente Comune di Lamezia Terme, accertando irregolarità, criticità ripetute e croniche, ritenute addirittura pregiudizievoli e sintomatiche, di inefficienze gestionali dell’Ente, guidato dal Sindaco Speranza. La sistematica e tardiva approvazione dei Bilanci, dal 2007 ad oggi, ha esposto il Comune di Lamezia Terme, oltre che ad una gestione economica improvvisata invece che programmata, a rischio scioglimento anticipato, giusto D.L.174/2012.
Basti pensare che ancora oggi, trascorsi già i primi 6 mesi dell’anno in corso, il Comune di Lamezia, non ha approvato com’è d'altronde solito fare, il bilancio di previsione dell’anno 2013, condizione che comporta una incapacità di assolvere nell’ambito di una equilibrata gestione, a tutte le spese opportunamente preventivate, condizionando i pagamenti in dodicesimi. Eppure per la prima volta rimanemmo increduli quando nel dicembre 2012, il Sindaco con tanto di conferenza stampa, annunciava la redazione del bilancio preventivo 2013, quasi riconoscendo lui stesso, gli errori del passato e tentando di porvi rimedio. Magicamente, tutta quella farsa, si dissolse nel nulla, ovvero quando dopo alcuni giorni, il bilancio venne ritirato (ma in questo caso nessuna conferenza stampa venne promossa), per circostanze e condizioni ad oggi ai tanti ancora sconosciute, tornando così di fatto ad affermare il “sacro principio ispiratore” che ha illuminato il percorso amministrativo a guida Speranza, della gestione cronicizzata all’inefficienza gestionale. Tanto cosa importa se i Dirigenti, profumatamente onorati, non hanno indirizzi e compiti da assolvere, vista l’assenza del PEG, piano economico di gestione, che ha la funzione di porre in termini espliciti e diretti il legame tra obiettivi di gestione, dotazione di risorse economiche e di personale e responsabilità gestionali correlative, strumento obbligatorio per i Comuni con più di 15 mila abitanti. La giunta comunale di Lamezia, solitamente lo approva a fine anno e non all’inizio, come accaduto nel 2012 quando attese addirittura il 22 dicembre per dotare Dirigenti e personale, di compiti ed obbiettivi da raggiungere negli ultimi 8 giorni residui dell’anno 2012. Proprio per questo, ci saremmo aspettati, da chi oggi giustamente dichiara di non poter restare più indifferente, ma sollecita interventi mirati, (leggasi i capi gruppo PD al Comune di Catanzaro e Lamezia), una presa d’atto, che la gestione politica da loro rappresentata e sostenuta, in particolar modo nella città di Lamezia Terme, sta sovraesponendo, i conti comunali e quindi i cittadini che pagano le tasse a rischi inutili e non giustificabili, mettendo di fatto a repentaglio la prospettiva e solidità finanziaria del nostro comune.
Come spiegare la scarsa capacità di attività di riscossione dei tributi locali, Tarsu, ex Ici e tutti i proventi sovrastimati in previsione, che mediamente raggiungono in 25 % negli accertamenti, che agevolano i furbetti ed indispettiscono gli onesti; come spiegare tutti quei debiti fuori bilancio, che ha avuto nel corso degli ultimi anni un crescendo continuo arrivando a sfiorare quota 1 milione e 800 mila euro nel 2011; cosa attestano i Dirigenti (ricordiamolo figure nominate direttamente dal Sindaco) quando dichiarano l’insussistenza di passività e l’inesistenza di debiti fuori bilancio, salvo poi chiedere al Consiglio Comunale di porre rimedio a tutte quelle sentenze esecutive di condanna nei confronti dell’Ente!!; perché non si è provveduto al contenimento della spesa per rappresentanza, come previsto dal DL 78 del 2011; perché non si vogliono mettere in campo quelle politiche mirate per superare l’estrema criticità delle aziende partecipate dal Comune, dove addirittura ben 6 sulle 7 complessive, presentano consistenti perdite d’esercizio, reiterate nel corso degli anni, condizione che sovra espone l’Ente a ripianare le perdite altrui. L’attuale stato di precarietà amministrativa, aggravato dalla certificata carenza di una maggioranza politica, capace di porre in essere una guida sicura di un Ente, è motivo di seria preoccupazione per chi come noi ritiene che la Politica , sia uno strumento per favorire la crescita sociale economica e culturale di un territorio e, non uno strumento nelle mani di singoli, che con la loro azione provvisoria ed inefficace rischiano di condannare la città ad una lenta ed inesorabile decrescita".
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