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Lamezia Terme, 7 luglio – “Quanto accade nella nostra città, nel nostro territorio è mortificante per tutte le persone per bene che in esso vivono. Siamo in tanti, siamo la maggioranza e, invece, siamo costretti ad assistere ad una insostenibile recrudescenza criminale, ad un abbrutimento sociale che fa di Lamezia Terme una città di frontiera”. Questo il commento a caldo dell’ingegnere Francesco Grandinetti, consigliere comunale e vice coordinatore regionale di Futuro e Libertà. Poi, aggiunge “da Lametino, da Calabrese e, anche semplicemente da uomo impegnato in politica, sono a dir poco sconcertano per quanto sta accadendo. Omicidi, attentati e violenze. E’ questa la Lamezia che vogliamo? Siamo divenuti preda della criminalità? Siamo gente disposta a tollerare le violenze sulle donne, sulle persone indifese, senza reagire in alcun modo? Ho Chiesto giorni fa una presa d’atto ed essere consapevoli  che oggi la città e non solo ha bisogno di un Patto Sociale tra tutte le forze politiche, sindacali, associazioni di volontariato, magistratura e cittadini. Ci sono dati allarmanti sui disagi di questo territorio,  la  disoccupazione è una piaga,  i cittadini  onesti e le attività produttive oneste vivono momenti di grande sofferenze, tutto ora esplode e drammaticamente in queste ore ci rendiamo conto della realtà”.

Per Grandinetti “dobbiamo avere la capacità di credere, la politica prima tra tutti, che senza un accordo con il quale seriamente, con decisone e con coraggio si lavorari tutti uniti, superando interessi e schieramenti politici,  Lamezia non può farcela. I cittadini onesti hanno bisogno di essere incoraggiati, supportati, protetti e ascoltati. Il tempo a disposizione è finito, le attese non possono così gravemente penalizzare e un Area così importante della Calabria. Io non sono un mafioso e so che la maggior parte dei miei concittadini non lo è, pertanto, non possiamo, e non dobbiamo, subire tante vessazioni, tante violenze da avere paure di uscirei di casa. Oggi si spara come se fossimo in un film di pistoleri, addirittura si adescano le persone e si violentano come nelle peggiori metropoli, dove le strade sono proprietà di gang e delinquenti. Vogliamo restare con le mani in mano?  Una presa di posizione decisa che mostri la qualità e il coraggio degli uomini va messa in atto. Incontriamoci e facciamo che le parole diventino fatti nel giro di poco tempo senza che i cittadini si sentano ancora una volta presi per i fondelli da delegazioni, riunioni e commissioni”. “Oggi – conclude Grandinetti - è urgente una risposta discussa, realizzata e confermata in maniera unitaria, senza la paura che vengano messi in secondo piano meriti o primogeniture. Azione e fatti davanti ad una situazione che mette in ginocchio una città ed un territorio, la Nostra Lamezia lo merita e le persone oneste devono riprendersela”.

Armando_Chirumbolo

“Alla luce dei gravissimi episodi criminali verificatesi in questo ultimo periodo in città, espressione di una violenza che non ha mai fine, non posso che constatare che il camminino che ci aspetta, come istituzioni, è ancora lungo e pieno di ostacoli, soprattutto culturali e sociali, che impediscono il pieno sviluppo socio-economico del nostro territorio”. Questo il pensiero del consigliere comunale del Pdl Armando Chirumbolo che aggiunge di cogliere “con amarezza lo sbigottimento e la rassegnazione di molti cittadini lametini di fronte ad episodi di questo genere, che sembrerebbero vanificare lo sforzo compiuto da ognuno per la sua parte, nella direzione di quella evoluzione sociale e culturale ed economica verso la quale la stragrande maggioranza della comunità lametina è naturalmente protesa. Plaudo vivamente all’importante attività di repressione portata avanti dalla Procura della Repubblica di Lamezia, con a capo il Procuratore Vitello, e dalle forze dell’Ordine tutte, e ritengo che le istituzioni, dal Governatore Scopelliti, che sta dimostrando di lavorare con grande interesse per la città, alla presidente della Provincia Wanda Ferro, dai Consiglieri Regionali a quelli Provinciali, dall’Amministrazione al Consiglio Comunale nella sua interezza, debbano continuare, con tutti gli strumenti possibili, a dare loro man forte nella lotta contro la criminalità”.

“Infatti – prosegue il consigliere del Pdl - in una città come Lamezia, che sta vivendo questa prima fase della stagione estiva in maniera straordinaria, ospitando un carnet  di eventi religiosi, musicali, culturali e sportivi di livello nazionale ed internazionale, dal Trame Festival al Campionato europeo di kitesurf , passando attraverso concerti che hanno riempito le piazze e manifestazioni che hanno visto i teatri cittadini stracolmi, per poi arrivare, da qui a qualche mese, all’evento storico e straordinario della visita in Ottobre di sua Santità Benedetto XVI, ritengo, che i tempi siano, ormai, maturi  per abbandonare quell’ atteggiamento di rassegnazione che sino ad oggi non ci ha portato da nessuna parte e lasciare il posto alla voglia di reagire e di andare avanti nel cammino della legalità, un cammino che, attraverso il capillare lavoro di tutti, ci potrà fare compiere quella evoluzione in positivo che tutti ci auspichiamo per la città di Lamezia”.

Poi, Chirumbolo ritorna sul Trame festival “ho apprezzato tantissimo la riuscita del Trame festival, attraverso il quale si è riusciti a lanciare un messaggio estremamente importante a tutta la città, ma soprattutto alle nuove generazioni, che certamente hanno voglia di una Lamezia diversa, più civile, moderna ed europea, e  sono profondamente convinto che questa lodevole iniziativa non debba rimanere un episodio isolato, bensì, debba rappresentare l’inizio di un percorso virtuoso attraverso il quale mobilitare tutte le coscienze e compiere una rivoluzione culturale che investa tutta la comunità nella sua interezza. Pertanto - aggiunge - presenterò una interrogazione consiliare con la quale chiederò che il Trame Festival, che, comunque, mi auguro cresca e venga sempre riproposto negli anni a venire, venga trasformato in una occasione continua di confronto sulle tematiche che hanno per oggetto la lotta alla criminalità organizzata, mediante la predisposizione di un progetto che coinvolga  le scuole, le associazioni, le parrocchie con un programma che preveda un continuo aggiornamento sull’argomento e l’organizzazione di incontri a cadenza periodica, e lungo tutto l’anno, con i pregevoli autori che hanno preso parte all’ ultima edizione del Festival, in modo tale che tutta la cittadinanza possa apprendere dalle loro esperienze quel messaggio positivo di cui sono portatori e di cui tutti abbiamo bisogno”.